Profonda CRISI finanziaria del settore umanitario? Senza dubbio. Ma è soprattutto una CRISI di responsabilità. Le conseguenze saranno devastanti per milioni di persone, il mondo meno sicuro.
Gli Stati mantengano gli impegni verso i rifugiati. Le guerre non le hanno fatte loro.
Aggiornamento arrivi via mare in #italia: nell'ultima settimana (22 - 28 luglio) sono 814 le persone arrivate sulle coste italiane.
Il 71% partite dalla #Libia. Il 63% sbarcate a #Lampedusa.
Per aggiornamenti puoi consultare sempre il portale #unhcr 👇👇 https://t.co/XVmkDPRVIv
Aggiornamento arrivi via mare in #italia: nell'ultima settimana (6-12 maggio) 772 le persone arrivate sulle coste italiane. Il 65% partite dalla Libia, il 35% dalla Tunisia. L’ 85% sbarcate a #Lampedusa Per aggiornamenti e dettagli puoi consultare ⤵️⤵️⤵️
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Aggiornamento arrivi via mare in #italia: la scorsa settimana (29 aprile - 5 maggio) sono 1.104 le persone arrivate sulle coste italiane.
Il 70% partite dalla Tunisia. Il 90% sbarcate a Lampedusa.
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Una gioia vedere i volti sorridenti e pieni di speranza di 119 rifugiati che, dopo grande sofferenza, sono arrivati oggi all'aeroporto di Fiumicino grazie a una evacuazione dalla Libia. Tra loro, tante donne e bambini. @Viminale@ItalyMFA@UNHCRLibya https://t.co/R1usmqNKjN
Uno dei superstiti del naufragio di mercoledì ha purtroppo riportato al nostro team di essere stato vittima di un altro naufragio nello stesso viaggio ma con barchino diverso, dove sarebbero andate disperse altre 45 persone, tra cui un minore.
Il 15 aprile ricorre l'anniversario della guerra in #Sudan. Se non risolviamo le crisi internazionali con una cultura della pace e un forte sostegno ai Paesi a basso reddito che ospitano la maggior parte delle persone in fuga, vedremo presto le conseguenze anche qui da noi 3/3
Al centro di Gallico a Reggio Calabria, incontro un ragazzo ventenne scappato dalla guerra in Sudan un anno fa. Dopo un viaggio rischioso è sbarcato a Lampedusa dalla Tunisia. Lo scorso anno sono stati 6000 i sudanesi arrivati in Italia, sei volte tanto rispetto al 2022. 2/3
L’anno scorso la Provincia di Reggio Calabria ha ricevuto la maggior parte degli arrivi via
mare della Regione: 9.079 persone in 112 sbarchi. Oggi in visita al centro emergenziale
di Gallico, dove UNHCR ha donato 16
Moduli abitativi alla Prefettura locale 1/3
Profondamente addolorata e preoccupata dall'apprendere dalle persone sbarcate a Pozzallo la notizia della seconda vittima di oggi, una persona dispersa in mare durante il viaggio. Sono troppi i morti nel Mediterraneo. Quest’anno più di tutti gli altri.
Si continua a morire in cerca di salvezza nel Mediterraneo, e il conto dei dispersi si fa sempre più tragico nel 2024. Questa notte una bambina di 15 mesi dispersa a largo di Lampedusa. Ieri 7 morti a 48 km da Granada in Spagna. Urgente rafforzare il soccorso a livello europeo.
Esprimiamo profonda tristezza per l'ennesimo tragico incidente nel Mediterraneo centrale dove hanno perso la vita almeno 60 persone. Le persone non devono essere messe nelle condizioni di rischiare la loro vita in cerca di salvezza. Occorre rafforzare le vie sicure e legali.
People who are compelled to take these journeys are often fleeing situations of conflict, persecution, instability and human rights violations. According to @SOSMedIntl among the 224 rescued over the past 2 days and on board #OceanViking are Syrians, Malians, Sudanese and others.
97 rifugiati finalmente al sicuro oggi! 🩵
Arrivati in Italia dalla Libia grazie a un protocollo con @ItalyMFA@santegidionews @ArciNazionale @Viminale#fcei e INMP.
Guarda il video dell'arrivo! @chiaraUNHCR
Sono arrivati oggi dalla Libia in Italia, 97 rifugiati: persone vulnerabili, uomini donne e bambini pronti a ricostruire il proprio futuro! Un protocollo con @ItalyMFA@Viminale @ArciNazionale @santegidionews INMP e FCEI per canali regolari e sicuri https://t.co/ZGJvwIvgM6
Dov'è il senso morale, quando ogni senso morale è annientato? La zona d'interesse è ambientato oltre il muro di Auschwitz, nella villa dove vive e prospera la famiglia di Rudolf Höss, comandante del campo. Il male è nascosto dal muro, è rumore fuori campo, di cui sembriamo accorgerci solo noi: spari, urla, detonazioni, l'arrivo del treno dei deportati. Più che una narrazione, La zona d'interesse è un protocollo narrativo, un esperimento per dimostrare in ogni singola scena lo stesso concetto: non c'è un rumore abbastanza forte da non poter essere ignorato, col giusto esercizio e una barriera fisica che aiuti la dissociazione. Poi, con una delle scelte di montaggio più sconvolgenti che ricordi, nel protocollo di Glazer c'è uno squarcio. Höss ha appena presentato il progetto di sterminare gli ebrei ungheresi, telefona entusiasta alla moglie, come un manager che ha appena avuto una promozione. Lo vediamo scendere le scale dopo una festa SS, e a un certo punto vomita. Poi un salto temporale lunghissimo, la versione Hannah Arendt dell'ellissi scimmia - astronave di Kubrick: Auschwitz oggi, al mattino, inservienti puliscono i forni prima dell'arrivo dei visitatori, come in un qualsiasi museo, in silenzio. Infine, torniamo da Höss, perché la morale, a differenza dell'evoluzione di Kubrick, è un'autostrada a due corsie. Höss ha un ultimo conato, smette, scende le scale, esce dal film e viene consegnato alla Storia. Quattro anni dopo sarà impiccato nello stesso lager di cui era comandante. La pozza di vomito di Höss è il centro morale del film. È lì che si compie la ricerca, da qualche parte doveva pur esserci qualcosa ed era lì, nel corpo, ultima trincea dell'umano, come era nel corpo dei figli inquieti, della suocera insonne. Il nazismo ha trasformato lo sterminio in un progetto industriale, quando ogni altra domanda è cancellata rimangono solo efficienza e logistica. Höss era un ragioniere, la riunione SS sullo sterminio viene raccontata come un consiglio d'amministrazione. Quando tutto è annichilito, il corpo trattiene gli eventi che la mente sa obliterare, l'unica connessione di Höss con la Storia e il suo giudizio era il vomito che risaliva dal suo corpo.
Il 26 febbraio dello scorso anno, 94 persone hanno perso la vita durante un naufragio sulle coste di Cutro. Oggi i familiari e i sopravvissuti si sono ritrovati su quella spiaggia per ricordare quei momenti e ricordarlo anche a noi.
@UNHCRItalia@FiloUngaro