7 ANNI.
Oggi sono sette anni senza di te, Giovanni. Sette anni da quando ci è stato strappato il figlio, il fratello, il fidanzato e l’amico che tutti avrebbero voluto avere. Eri la bontà e la bellezza fatta persona, un’anima rara che donava luce a chiunque ti circondasse.
Amavi la bicicletta ed il ciclismo. Per te erano uno spazio di libertà e di passione. Una passione che ti è stata strappata via a soli 22 anni per una tragica e inaccettabile negligenza.
La giustizia civile ha già parlato chiaro, confermando le responsabilità della tua morte. Eppure, ciò che rende questo anniversario ancora più doloroso è il muro istituzionale che abbiamo trovato davanti. Quello che ti hanno fatto la Federciclismo e certi magistrati è orrendo, disumano ed agghiacciante. Di fronte al sacrificio di un ragazzo innocente, si è preferito tutelare i privilegi di personaggi "eccellenti" ritenuti intoccabili, negando alla famiglia il diritto a un giusto processo penale.
Hanno fatto di tutto per insabbiare ed archiviare, ma non si può archiviare la verità quando è così evidente. La nostra non è solo una richiesta di giustizia per un figlio, è una vera e propria battaglia di civiltà contro un sistema parziale e cieco.
Giovanni, la tua purezza merita dignità, rispetto e risposte. Non ci fermeremo davanti ai loro silenzi o ai loro favoritismi. Continueremo a lottare a testa alta perché la legge sia uguale per tutti, e perché il tuo nome riceva la giustizia che merita.
Vivi in ogni nostro respiro, Giovanni. E la nostra voce sarà per sempre la tua. 🧡
#verità #giustizia #veritàegiustiziapergiovanniiannelli #giovanniiannelli #sicurezzanelciclismo
#realpolitik governo Renzi anticipò il “bail in” per cui molti correntisti persero i loro risparmi e alcuni si tolsero la vita! Ricorda, sigra Boschi?!
Vergogna!
@armandosiri Assolutamente no. Fuori gli psicologi dalla scuola, si aprano uno studio professionale, se sono capaci!
Compito della “squola” è istruire , portare ordine e disciplina. 😡
@Quirinale APPELLO AGLI ITALIANI
Sono Carlo Iannelli, babbo di Giovanni.
Mio figlio Giovanni aveva 22 anni quando, il 5 ottobre 2019, a Molino dei Torti, in provincia di Alessandria, ha perso la vita al termine di una gara ciclistica, a poco più di 100 metri dall’arrivo, dopo aver urtato un ostacolo non protetto durante una volata di gruppo disputata a oltre 60 km/h.
Il procedimento penale è stato archiviato dalla Procura della Repubblica di Alessandria.
Nel giudizio civile, invece, il Tribunale di Alessandria ha accertato responsabilità per la morte di Giovanni, con sentenza passata in giudicato.
Io non chiedo condanne anticipate. Non chiedo vendetta.
Chiedo un giusto processo penale.
Chiedo che fatti, responsabilità e prove siano valutati nel pieno contraddittorio e nel rispetto delle garanzie di tutti.
Un processo non è una condanna. Un processo è la possibilità di accertare la verità.
Giovanni non è un fascicolo da archiviare.
Giovanni era mio figlio.
Lo devo a lui. Lo devo a tutti i ragazzi che continuano a correre inseguendo un sogno.
Perché ciò che è accaduto a Giovanni potrebbe accadere a chiunque.
Per questo Giovanni è il figlio di tutti. Per questo Giovanni siamo noi.
Per Giovanni chiediamo VERITÀ. Per Giovanni chiediamo GIUSTIZIA.
Carlo Iannelli – Babbo di Giovanni
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@PrvaZylm@boni_castellane Prima di tutto, non dimentichiamo che già sono presenti folti gruppi di mediatori culturali pagati dalle istituzioni italiane, all’uopo!
Per cui, a che pro la “boutade” di Mieli?
Sparigliare, testare la reazione?! 😳🧐
@Pontifex_it Mai un pensiero da parte di tutto il clero per come questa immigrazione si traduce sui territori a scapito delle popolazioni ospitanti ( forzatamente)!
Che tristezza! 😔