laureata in fisica nucleare ma aspirante barista. non sono ambiziosa, insomma, ma mi piace bere. qui e sempre non sono solo il mio lavoro (giornalista)
Una delle oltre 99mila persone che la seguivano su Instagram le ha fatto una promessa significativa, carica di stima per il suo lavoro: “Ti ricorderemo con nome e cognome, perché non sei una donna a caso”. Se n’è andata Valentina Falco, creatrice della pagina “La donna a caso”, quotidianamente impegnata per anni a vigilare sul modo in cui il mondo dell’informazione racconta la figura femminile, a dare visibilità a tutte quelle “donne a caso” che “ogni tanto vincono il Nobel, vanno nello spazio, sono a capo della BCE e diventano ministre della Repubblica” eppure spesso non vengono citate con nome e cognome né descritte per le loro qualifiche professionali, ma tramite diminutivi o parentele.
Un lavoro costante, metodico, portato avanti da una donna che non ha mai voluto attirare i riflettori su di sé. Il progetto de “La donna a caso” era nato per aiutare Michela Murgia nella sua rassegna dei titoli sessisti dei giornali e poi era cresciuto rimanendo coerente e fedele allo scopo originario.
Su Repubblica l’articolo di Lucia Landoni
#rep
"Quando il carnefice è un bianco benestante, allora si trovano le giustificazioni, però quando chi commette una ingiustizia è un immigrato o un poveraccio, allora non esiste nessun attenuante".
Ricciardi come sempre coglie il punto. Questa destra è classista e razzista.
"Solo una donna può capire che cosa vuol dire rinunciare a una gravidanza. È qualcosa che, anche con le migliori intenzioni, gli uomini non possono capire".
Fiorella Mannoia
#Mattarella impartisce a #Nordio una ripetizione straordinaria di diritto costituzionale.
La grazia può concederla esclusivamente il Presidente della Repubblica.
#Roggero
Mamma anche il dottore c’ha pensato due volte
prima di firmare il mio certificato di morte
qualche piccolo dubbio sul torace schiacciato..
Federico Aldrovandi
#17luglio1987
Non mi uccise la morte ma due guardie bigotte mi cercarono l'anima a forza di botte
#nondimentichiamo
'Giustizia per Mario Paciolla', sei anni fa la morte in Colombia. I genitori del cooperante Onu non credono al suicidio, 'non ci fermeremo mai' #ANSA https://t.co/iN8wKKfZp1
La sacrosanta amarezza di Massimo Cirri per una gestione che sembra non permettergli più di proseguire con #Caterpillar
Una trasmissione che è stata, come scrive in questo messaggio tristemente perfetto, gioiosa cittadinanza radiofonica.
Che ingiustizia, che dolore.
Sei anni fa il cooperante italiano Mario Paciolla veniva trovato senza vita in Colombia.
I genitori non hanno mai creduto al suicidio e da allora si battono per verità e giustizia
La Corte europea dei diritti umani condanna l’Italia per trattamenti inumani e degradanti. La vicenda è quella di un giovane morto nel carcere di Torino dopo aver perso venticinque chili. I genitori al #Tg3
strano che sia successa una forma di discriminazione violenta nei confronti di una persona del meridione, qua i polentoni ci assicurano ogni giorno che facciamo vittimismo inutile e l’antimeridionalismo non esiste 😕
Onore a questo Sindaco👏🏻
Se avessimo un decimo degli amministratori dello spessore di Josi Della Ragione avremmo un Paese definibile finalmente civile.
Il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione ha dato un’ulteriore (e non dovuta) dimostrazione del perché è uno dei migliori sindaci e amministratori di questo Paese culturalmente in macerie.
Il titolare di uno stabilimento balneare della sua città ha definito con disprezzo chi utilizza la spiaggia libera “un pezzente”.
Esattamente come lo leggete: “pezzente”.
Poi ha aggiunto un attacco personale: “Il sindaco vuole aumentare la spiaggia libera perché ama i pezzenti”.
Allora lui, Josi Della Ragione, ha fatto una cosa semplicissima. Ha preso carta e penna e ha risposto direttamente al balneare con una lettera che è al contempo una lezione politica e di stile.
(L. Tosa)
Eccola:
“Caro ex concessionario di spiaggia pubblica, ascoltami bene.
Hai ragione, amo i pezzenti.
Li amo così tanto, che porteremo i litorali della nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata.
Per tutti, libera. Senza più padroni. Ma con nuove concessioni di chioschi, in spiagge libere attrezzate, e stabilimenti, affidati con bandi pubblici. Senza piaceri, amici. Ma per merito. E con regole chiare: per i bagnanti e per i lavoratori.
Cosi assicureremo ai cittadini ed a chi lavora in spiaggia più diritti, più tutele.
Così libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Sarà una rivoluzione.
Perché il vostro tempo è finito.
È finita la cassa piena di soldi, a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno.
È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogenizzato ai propri figli. O ad un papà di portare una bottiglia d’acqua. O ad un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi pure per riscaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio dell’occupazione del nostro litorale con il titolo di ‘abusivo storico’. Sono finiti gli anni di vacche grasse in cui avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sedie sdraio a peso d’oro. Sono finiti i bei tempi dei parcheggi abusivi senza pagare tasse e devastando il territorio, incassando cifre indegne anche per sole poche ore di sosta. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché ‘il varco del lido è proprietà privata’.
Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio.
I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa.
Ve l’ho promesso: ci riusciremo”.
Grandioso.💪🏻
- Sabrina Scozzoli
🚨Un eroico giornalista danese prende la parola e dice a Mark Rutte:
«Lei siede accanto a Donald Trump quando parla di conquistare la Groenlandia o svilisce alleati come la Spagna: cose che non sembrano in linea con il Mark Rutte di un tempo. Questo influisce in qualche modo sul rispetto che ha per sé stesso, quando resta seduto lì senza dire nulla?»
È trascorso un anno dalla archiviazione della morte di #MarioPaciolla per suicidio.
È una sentenza che non possiamo accettare nè ora nè mai, perché non rispecchia la verità.
La vita di Mario ed il docufilm di Fanpage vanno fatti conoscere ovunque.
https://t.co/i83LOPuE9Z