Il dibattito su Roggero è polarizzante perché mette a confronto due categorie inconciliabili:
- Chi riconosce la proprietà privata come principio fondante di una società organizzata, senza la quale non è possibile produrre valore;
- Chi rifiuta la proprietà privata, sostenendo il furto legalizzato ai danni della classe produttiva (tasse) e tollerando quindi anche il furto non legalizzato (nel caso Roggero, la rapina a mano armata).
Mi piace ricordarvi che sono l'unico che parla sistematicamente di oppressione fiscale e quindi di violenza dello stato.
La gente mi ferma per strada e mi vuole bene, sorride amaramente.
Una popolazione che non si lascia schiavizzare fiscalmente è la stessa capace di ribellarsi ad una sentenza che imprigiona un innocente e risarcisce i criminali.
Passa tutto da lì.
Tassare il lavoro, tassare qualsiasi attività umana, appropriarsi di quanto un altro produce, è violenza in purezza.
La spesa pubblica è crimine.
Chi non maturi questa sensibilità cosa volete che capisca di violenza?
(Carlo Sanna)
+++LE BASI FONDAMENTALI+++
"Tutte le azioni razionali sono in primo luogo azioni individuali. Solo l'individuo pensa. Solo l'individuo ragiona. Solo l'individuo agisce."
- Ludwig von Mises
Non esiste “diritto” a vivere sulle spalle altrui. Esiste il diritto naturale alla vita, alla libertà, alla PROPRIETÀ. La solidarietà autentica è volontaria: nasce dalla famiglia, dalle comunità, dalle associazioni, dal mutuo soccorso, non da un ministero che prima tassa, poi spreca, infine pretende applausi.
Il mercato non promette paradisi. Offre qualcosa di più serio: responsabilità, scambio, merito, cooperazione volontaria. Lo Stato sociale promette sicurezza e consegna dipendenza. Promette dignità e produce clientele. Promette uguaglianza e crea caste burocratiche.
La vera domanda è semplice: vuoi essere libero di costruire la tua vita o mantenuto quel tanto che basta per non ribellarti?
Guardate che è normale.
In una società di socialisti, quindi di ladri, è normale parteggiare per chi ruba.
Nelle società di persone per bene e libere si difendono le persone per bene e libere.
I criminali tendono a difendere la categoria.
(Carlo Sanna)
Quando cercavano di rubare le pecore nella Maiella i pastori sparavano a vista ai ladri. Se li colpivano in paese dicevano:
“ho acciso u lupo”. E il comandante dei carabinieri archiviava l’indagine.
Era considerata legittima la difesa anche quella del proprio bestiame e non solo quella della famiglia del pastore.
La proprietà privata era vista come il prolungamento della famiglia perché ne garantiva il sostentamento.
Il resto sono elucubrazioni della decadenza morale ed etica in cui viviamo, ed è la conseguenza della guerra ideologica fatta contro la proprietà privata.
Ps. La nota di rilievo è il fatto che archiviassero anche se sapevano che si trattava di omicidio. E non il fatto che sparassero al ladro come avviene da sempre negli ultimi 5000 anni. Non servono le leggi ma il buon senso.
(A.S.)
Yet another reminder that, if you happen to defend yourself, your family and your property from small-time criminals in Italy, you should *always* hide the corpses, cover up and deny everything, or the big-time criminals, the goons of the Italian State, will literally kidnap you, let you die in a cage, and rob your family of everything else. If you are a wealth producer, wealth parasites (judges, cops) aren't your friends.
In Italia il furto è popolare perché una fetta non trascurabile di popolazione vive di welfare, ossia del furto sistematico nei confronti di chi produce ricchezza.
Nel caso Roggero la fuga dei ladri non è altro che la prosecuzione della violazione.
Che i giudici abbiano applicato la legge correttamente o meno a me interessa zero: le leggi sono create dall’uomo e in quanto tali sono fallibili. L’unica legge naturale è quella della proprietà privata (del proprio corpo e dei propri beni) e, da qui, basta seguire la logica.
Nessuno può iniziare l'uso della forza contro la persona o la proprietà altrui. Chi aggredisce si pone fuori dal perimetro dei diritti che pretende gli vengano riconosciuti.
Per la legge italiana l'azione era conclusa perché i rapinatori erano in fuga. Per la logica no: finché il ladro è in possesso della refurtiva, la violazione della proprietà è in corso. La fuga non è altro che la prosecuzione della violazione. La vittima dovrebbe avere il diritto di usare la forza non solo per difendersi, ma per recuperare ciò che è suo.
“Eh ma la proporzionalità”. Certo, sparare a chi ti ruba un paio di scarpe sarebbe eccessivo, perché la perdita di diritti dell'aggressore dovrebbe essere proporzionale alla gravità dell'aggressione. Ma qui parliamo di *rapina a mano armata*, con minacce e violenza fisica contro l’intera famiglia. Chi mette in gioco la vita altrui per rapinare non può poi invocare la sacralità della propria. E soprattutto non si può pretendere che la vittima, sotto shock, calcoli la forza "giusta". Il rischio dell'errore deve ricadere sull'aggressore che quella situazione l'ha creata, non sulla vittima.
Ultima cosa: lo Stato pretende il monopolio della sicurezza, incassa le tasse per garantirla, fallisce nel proteggere Roggero e poi lo condanna per essersi protetto da solo, aggiungendo persino il risarcimento da versare alle famiglie di chi lo ha rapinato. L’apparato burocratico che paghi non solo non ti difende, non solo punisce la tua autodifesa ma ti impone pure di pagare l’aggressore.
Secondo la logica Roggero non è un giustiziere né un assassino. Roggero è una vittima che ha esercitato un diritto naturale, quello di difendere se stesso, la sua famiglia e la sua proprietà. Ma nel mondo di oggi la logica e lo Stato non stanno mai nella stessa stanza.
Ogni volta che qualcuno invoca il «bene comune» per giustificare una tassa, un divieto o un intervento statale, fai queste tre domande.
Prima: di chi esattamente? Chiedi nomi, categorie, numeri. Il «bene comune» è un’astrazione. Quando lo declini in persone reali, spesso diventa il bene di qualcuno a spese di qualcun altro.
Seconda: pagato da chi? Ogni beneficio ha un costo con un indirizzo. Se non riescono a dirti chi paga, è perché il costo viene nascosto o spalmato su chi non ha voce.
Terza: deciso da chi? Chi ha stabilito che l’interesse di A vale più di quello di B? Con quale autorità?
Queste tre domande smascherano quasi sempre la trappola. O ti rispondono con un interesse concreto (e allora si può discutere), o ti accusano di essere egoista — che è già una risposta. Il «bene comune» è spesso solo un modo elegante per dire: «io decido per te, e tu paghi».
Non farti fregare dalle frasi fatte.
“Senza Stato saremmo bestie”!
È una frase che suona ragionevole, matura, responsabile. Ma nasconde quattro assunti velenosi che quasi nessuno si ferma a esaminare.
Primo: le persone non sono buone e vanno controllate.
Secondo: la libertà è innaturale e destabilizzante.
Terzo: solo il governo può creare ordine.
Quarto: il collettivismo è sinonimo di progresso.
Quante balle!!! Quanta narrazione!!!
L’ordine nasce dalla cooperazione volontaria, non dai decreti legge. La vera responsabilità nasce dalla libertà, non dalla coercizione. Costringere le persone a comportarsi “bene” per paura non le rende migliori: le rende solo obbedienti.
Alla fine la frase di cui sopra non descrive la realtà.
Rivela solo la paura di chi non si fida degli esseri umani liberi e preferisce un’autorità che decida per loro. Così nascono le tirannie!
Siamo scioccati dalla quantità di persone favorevoli a sottoporre 450 milioni di europei sotto sorveglianza massiva.
L'UE gli ha raccontato che tutto ciò serve per combattere i pedofili, e loro accettano passivamente un'intrusione nelle conversazioni private che trasforma tutti in potenziali criminali.
Ovviamente il punto di tutto ciò non è combattere la pedofilia, ma creare una infrastruttura con cui domani si combatteranno "reati d'odio" e "hate speech", che sono altre due belle parole che si usano quando si vuole reprimere il dissenso.
Tutto ciò non deve passare come normale.
Tutto ciò è ben oltre i sogni dei più grandi dittatori del Novecento.
Non abbiamo sconfitto il nazismo e il fascismo per vederceli riproposti con altri fini, ma con gli stessi mezzi.
(Istituto Liberale)
Fate un esperimento, eliminate completamente i media mainstream informativi, correlati, anche di intrattenimento generalista (TV, radio, giornali, ecc.) per una settimana e continuate la vostra vita normale.
Passata la settimana, guardatevi un TG o leggete un giornale. Se vi viene un fastidio fisico, un disagio, significa che avete raggiunto la consapevolezza necessaria per rendervi conto del mucchio di banalità, inutilità, menzogne e mezze verità, che vi stanno raccontando, non serve confutarle con la logica, lo capirete e basta, spontaneamente. Se non succede continuate ancora per una settimana o più, tutto dipende dal vostro livello di tossicodipendenza dalla narrativa dominante del gregge.
Quando accadrà, significherà che siete disintossicati, non sarete più esseri fiat ma esseri umani consapevoli, presenti nel qui e ora, e non tornerete più indietro.
"Il libertarismo è l'idea che ogni uomo è il proprietario assoluto della propria vita, padrone di usarla e di disporne come ritiene opportuno. L'idea che tutte le azioni sociali dell'uomo debbano essere volontarie e che il fondamento etico di una società umana e aperta sia l'uguale rispetto della proprietà e della vita, e per estensione, il rispetto dei frutti di tale vita.
Secondo questa concezione, l'unica funzione della legge o del governo è quella di fornire contro la violenza lo stesso tipo di autodifesa che un individuo, qualora fosse abbastanza potente, fornirebbe a se stesso.
La configurazione socioeconomica di questa posizione rivoluzionaria è il capitalismo del laissez faire".
(Karl Hess)
"Non esiste al mondo peggior tirannia di quella che costringe un uomo a pagare per qualcosa che non ha mai chiesto, solo perché qualcun altro pensa che ciò sia bene per lui." (Robert Heinlein)