“lei è una persona ha un cervello può fare quello che vuole io non dirò mai a una ragazza con cui sto tu non devi andare lì tu non devi fare questo tu non ti devi vestire così”
queste parole. #temptationisland
In Mondadori vogliono un tirocinante con 5 anni di esperienza.
A questo punto ci si chiede come mai non sia richiesto anche che a pagare sia il tirocinante.
La futura regina d’Inghilterra ha attraversato l’Europa dopo la malattia per venire in una scuola pubblica di Reggio Emilia.
E già questo dovrebbe farci fermare un secondo.
Kate Middleton non è arrivata in Italia per una cena di gala.
Non per una sfilata.
Non per un evento mondano.
Ha scelto Reggio Emilia per osservare da vicino il “Reggio Emilia Approach”, il modello educativo per la prima infanzia considerato uno dei più avanzati e studiati del mondo.
Un’eccellenza italiana di cui all’estero parlano da anni con rispetto quasi reverenziale.
Mentre spesso noi italiani dimentichiamo perfino di averla.
Dopo aver annunciato il tumore e dopo mesi lontana dalla vita pubblica, la principessa del Galles ha deciso di tornare così: partendo dai bambini.
Perché da anni il suo impegno è legato proprio all’infanzia, alla crescita emotiva, alla salute mentale, alle pari opportunità.
E Reggio Emilia rappresenta uno dei luoghi simbolo di questa visione educativa.
Qui i bambini non vengono trattati come numeri.
Non vengono “parcheggiati”.
Qui vengono ascoltati.
Le loro domande contano.
La loro creatività conta.
Perfino il silenzio viene considerato parte dell’apprendimento.
È questo che il mondo viene a studiare a Reggio Emilia.
E così, tra educatrici, pedagogiste, laboratori e famiglie, una delle donne più osservate del pianeta ha trascorso ore dentro una scuola comunale italiana.
Poi, alla fine della visita alla scuola dell’infanzia Anna Frank, è successo qualcosa che nessun ufficio stampa avrebbe potuto organizzare.
Un bambino ha rotto il protocollo.
Mentre Kate stava andando via, l’ha fermata con una domanda tanto semplice quanto potentissima:
“Kate, puoi tornare qui un’altra volta?”
Lei si è girata, ha sorriso e ha risposto in italiano:
“Sì, certo”.
Ed è stato in quel momento che tutta la distanza tra una principessa e dei bambini è sparita.
Perché la sua giornata non si è conclusa con un discorso ufficiale.
Non con le telecamere.
Non con la politica.
Ma con uno splendido abbraccio dei bambini.
Ed è forse questa l’immagine più forte di tutte.
Una donna che ha attraversato una malattia durissima.
Una futura regina.
Una delle figure più famose del pianeta.
Che sceglie di ripartire da una scuola italiana.
Dai bambini.
Dall’educazione.
In un tempo in cui il mondo sembra urlare ovunque, Reggio Emilia continua a insegnare una cosa rivoluzionaria:
che ascoltare un bambino può ancora cambiare il futuro.
Il Coronavirus è nato da turisti che han mangiato pipistrelli sul mercato di Whuan
L'Hantavirus è nato da turisti che han fatto birdwatching in una discarica in Argentina
Ok sarà triste prenotare le mie vacanze a San Benedetto del Tronto ma almeno non rompo il cazzo al prossimo
questi sono andati a infilarsi in una discarica in culo al mondo per fare birdwatching quando avrebbero potuto tranquillamente fare la stessa cosa con molti km in meno e in un ambiente più sano ammirando i pavoni romagnoli mangiare le piadine
“NON MOLLO, PERCHÉ MI VOGLIONO TUTTI BENE, NON VE LA DO LA SODDISFAZIONE.”
poi prende le valige e fa il giro della penisola in cucina sfilando con le valigie davanti a Marco e Antonella, semplicemente MADRE, REGINA, LA CONCORRENTE!!!
GODURIA
(lì ha fatti SCHIATTARE) #GFVIP
Questo video merita tutto, merita per ogni ragazza che si è sempre accontentata di un tipo di affetto sbagliato perché si è sempre data poco valore, un discorso da mamma, da amica, che dovrebbe essere fatto quotidianamente a tutte le ragazze. Grazie Mamma Ale #gfvip
Alessandra mussolini che racconta di quando durante il suo tour mondiale il meraviglioso Michael Jackson passò a casa sua per salutare Sofia Loren (deve stare sul mio profilo 🤍)
“Gli piaceva l’ascensore antico, saltava sul letto…un bambino. Era una persona straordinaria.” ❤️🩹
Per chi ancora difende questi genitori senza conoscere i fatti, ecco cosa è realmente successo. Cercate di leggere tutto prima di commentare.
Nel 2021 Nathan e Catherine, con tre figli piccoli, si trasferiscono in un casolare fatiscente a Palmoli: niente acqua corrente, niente energia elettrica, niente bagno interno, niente riscaldamento. I bambini crescono senza scuola, senza pediatra, senza vaccinazioni, senza parlare italiano, senza saper leggere né scrivere. Per quattro anni nessuno sa nulla.
Poi, nel settembre 2024, la famiglia si avvelena con funghi tossici raccolti dal padre, convinto di essere un esperto. Si ritrovano tutti privi di sensi fuori dal casolare. Non chiamano il 118. Li trova un vicino contadino per puro caso e dà l'allarme. Senza di lui probabilmente non staremmo qui a discutere. In ospedale i genitori rifiutano il sondino naso-gastrico per i figli perché fatto di silicone. Il bambino se lo strappa da solo e la madre impedisce che venga rimesso. Durante un avvelenamento. A dei bambini.
Da lì partono le segnalazioni. I carabinieri descrivono una situazione di "sostanziale abbandono". I servizi sociali propongono un percorso: ristrutturazione della casa, visite mediche, incontri educativi. I genitori accettano, poi si tirano indietro e dichiarano di non essere più interessati. Catherine fugge addirittura a Bologna con i figli, facendo perdere le proprie tracce per settimane.
Quando torna, il Comune di Palmoli — un paesino di 850 anime — offre gratuitamente una casa vera: tre camere, due bagni, riscaldamento, tutte le utenze. Rifiutata. Un imprenditore offre un'altra casa gratis. Rifiutata. Un geometra e una ditta edile si offrono di ristrutturare il casolare a costo zero. Il padre doveva solo firmare un foglio. Ha rifiutato perché i lavori sarebbero stati "troppo invasivi". Per le visite mediche dei figli hanno chiesto 150.000 euro, cinquantamila a bambino. La figlia più grande nel frattempo s'è beccata una bronchite acuta, non curata e non segnalata.
Il loro stesso avvocato a un certo punto ha rimesso il mandato, dichiarando di non poterli più difendere perché rifiutavano sistematicamente ogni proposta.
A novembre 2025 il tribunale sospende la responsabilità genitoriale e trasferisce i bambini in una casa famiglia con la madre. E qui si arriva all'ultimo capitolo. Catherine nella struttura si è comportata in modo "ostile e squalificante" verso le educatrici, ha preteso che i figli seguissero regole diverse dagli altri bambini, ha screditato il personale davanti ai figli chiamandole "cattive persone". I bambini, influenzati dalla madre, hanno iniziato a compiere atti aggressivi: HANNO ROTTO PERSIANE PER FABBRICARSI BASTONI CON CUI COLPIRE LE EDUCATRICI e hanno messo in pericolo una neonata ospite della struttura. Il padre, al contrario, è sempre stato descritto come collaborativo.
Risultato: pochi giorni fa il tribunale ha disposto la separazione della madre dai figli e il trasferimento dei bambini in un'altra struttura. A 18 mesi dall'inizio della vicenda, nessun progetto di ristrutturazione del casolare è mai stato depositato in Comune.
Quindi, prima di gridare allo scandalo e allo Stato cattivo, chiedetevi: quante possibilità sono state offerte a questa famiglia? Quante case gratuite, quanti lavori dignitosi, quanti percorsi di aiuto? E quante volte hanno detto "NO"? Non si è arrivati a questo punto per cattiveria delle istituzioni, ma per l'intransigenza sistematica di due genitori che hanno anteposto la propria ideologia alla salute, alla sicurezza e al futuro dei propri figli. Lo Stato non ha tolto dei bambini a una famiglia. Lo Stato ha protetto tre bambini da chi avrebbe dovuto tutelarli e non l'ha fatto.
E sapete cosa mi fa davvero rabbia? Che in Italia ci sono migliaia di famiglie che vivono in condizioni di indigenza non per scelta, ma perché la vita le ha messe in ginocchio. Famiglie che dormono in case fatiscenti, che non riescono a pagare le bollette, che non hanno i soldi per curare i figli. Famiglie che darebbero qualsiasi cosa per avere anche solo una delle opportunità che questa coppia ha rifiutato con arroganza. A loro nessuno offre una casa gratis con tre camere e due bagni. A loro nessuno offre ristrutturazioni a costo zero. A loro nessun imprenditore consegna le chiavi di un B&B. A loro nessun programma televisivo dedica settimane di copertura. Vivono nell'invisibilità, e nessuno si indigna.
Ecco, se proprio volete indignarvi, indignatevi per loro. Per chi lotta ogni giorno senza che nessuno gli tenda la mano, non per chi quella mano l'ha avuta, più e più volte, e l'ha schiaffeggiata ogni singola volta.