🛑Un ennesimo tentativo di tapparci la bocca da parte di #ENI, che ci accusa di mentire su notizie che ha appena confermato.
⚖️ Nei giorni scorsi il Cane a sei zampe ha intentato un’altra causa strumentale nei confronti della nostra associazione: questa volta è una mediazione obbligatoria in sede civile “per diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo e dei social media".
🤔 Il motivo della causa? Abbiamo riportato correttamente che, almeno dal dicembre scorso, la corporation ha rinunciato a esplorare le acque palestinesi alla ricerca di gas. Una notizia che proprio ENI ha confermato a fine marzo, con un commento a @Staffetta.
📑 Si tratta quindi di una vera e propria Strategic Lawsuit Against Popular Partecipation (SLAPP), ovvero un'azione legale che mira a intralciare la partecipazione alla vita pubblica. L'obiettivo delle SLAPP infatti non è vincere in tribunale, ma intimorire l'avversario e reprimere il dibattito pubblico.
💵 Nel documento, i legali ci segnalano che il “valore della controversia è di 800.000 €” 😱 ed evidenziano che le dichiarazioni di ReCommon “hanno alimentato sentimenti di odio e ostilità verso ENI e i suoi dipendenti”.
📩 La mediazione è arrivata in seguito a una diffida con richiesta di rettifica recapitata a inizio gennaio e a cui abbiamo risposto punto per punto sul nostro sito web.
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https://t.co/09rp8vAbCq
@reportrai3
🔴 Il mega progetto di #Eni e #Snam per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio nell’Alto Adriatico della CO₂ presenta delle criticità molto serie. Per questa ragione @Greenpeace_ITA e ReCommon hanno presentato un ricorso al TAR del Lazio.
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https://t.co/swe1YLbQfR
🔴 ReCommon denuncia il potenziale conflitto d’interesse all’interno dell’assicuratore pubblico 🇮🇹 SACE, pronto a finanziare il progetto Coral North FLNG di #ENI in 🇲🇿 sebbene nel suo consiglio d’amministrazione sia presente anche un membro del CdA del Cane a sei zampe, Cristina Sgubin.
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https://t.co/tGXCWxo24p
🔴 ReCommon denounces the potential conflict of interest within the 🇮🇹 ECA SACE, which is about to issue a guarantee for ENI’s Coral North FLNG project in 🇲🇿 despite the fact that the 2 companies have a member in common on their respective boards of directors, Ms. Cristina Sgubin.
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https://t.co/l19nqzw26l
🔴 In occasione della 7a assemblea degli azionisti consecutiva di ENI a porte chiuse, ReCommon denuncia come il 5° mandato da AD di Descalzi sarà contraddistinto da un crescente aumento degli investimenti e delle attività estrattive di ENI nel fossile
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https://t.co/WydtZT461L
@FranceskAlbs
Ministro @Antonio_Tajani, innanzitutto la ringraziamo per essersi pronunciato in merito alle violenze degli insorti a Cabo Delgado. Le sue parole confermano come la provincia sia teatro di un conflitto armato attivo, e di conseguenza attestano la sua pericolosità. Tuttavia pensiamo che la questione sia più complessa di quanto appare e non solo legata alla religione professata dagli insorti.
C’è anche un aspetto di rivalsa economica, che porta a compiere violenze nei confronti di chiunque, comprese le comunità musulmane, come testimoniato da tantissimi attacchi negli ultimi 8 anni. Gli ultimi episodi di violenza sono stati registratialcuni giorni ed erano rivolti a siti minerari di oro e pietre preziose. La rivalsa economica degli insorti è dettata dalla povertà della provincia a fronte delle grandi risorse orientate all’export e nelle mani delle multinazionali straniere: oro, rubini e, soprattutto, gas.
https://t.co/BEJZFEuvbu
Ci sono poi le violazioni dei diritti umani portate avanti dall’esercito mozambicano contro la popolazione civile, a partire dal cosiddetto “massacro dei container” sul perimetro del progetto per l’estrazione e la liquefazione del gas Mozambique LNG, , sostenuto finanziariamente da SACE e CDP nonostante si fosse a conoscenza delle violazioni dei diritti umani portate avanti in precedenza dall’esercito. La multinazionale francese TotalEnergies, per questo motivo, è oggetto di un’indagine giudiziaria in Francia. https://t.co/RiGF3ALkFh
Per questi motivi, le Nazioni Unite hanno di recente criticato il finanziamento dell’African Development Bank al progetto Coral North FLNG di Eni.
https://t.co/YS7Soj3BdS
Quando denuncerà anche questi fatti, ministro? Forse non sono solo gli insorti a tenere in ostaggio Cabo Delgado, ma anche l’industria estrattiva e le élite mozambicane.
🧐 L’assemblea degli azionisti di #Snam torna a essere a porte chiuse. ReCommon manifesta lo stesso tutte le sue perplessità sul piano di metanizzazione della Sardegna, fortemente voluto dalla multinazionale fossile 🇮🇹
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💰 Dietro il gas in Sardegna c’è un miliardario 🇨🇿 (oltre agli interessi di Snam). Si chiama Daniel Křetínský e in Repubblica Ceca lo chiamano “la Sfinge”: parla poco, appare raramente, ma è uno degli uomini più potenti d’Europa.
🛢️Ha costruito la sua fortuna comprando miniere, centrali a carbone e impianti a gas che gli altri volevano dismettere. Oggi, attraverso il gruppo EPH, controlla una rete di infrastrutture fossili in tutta Europa. E ha un interesse molto chiaro: rallentare la transizione ecologica per fare profitto.
🛑 Per questo, Křetínský combatte il Green Deal. Se l’Europa abbandona carbone e gas, il valore delle sue aziende crolla. Se invece la transizione si ferma, lui continua a guadagnare.
🧐 Ma la sua storia riguarda anche l’Italia, non solo Praga o Bruxelles. Negli ultimi anni EPH (Energetický a Průmyslový Holding), il gruppo di cui è proprietario, ha allungato le mani anche sulla Sardegna, entrando nelle partite energetiche dell’isola e nei progetti legati al gas. In particolare, detiene la centrale a gas di Fiume Santo, che a oggi viene ancora alimentata a carbone ma che da progetto dovrebbe essere convertita a gas.
🇨🇿 Křetínský ha anche importanti rapporti con la politica: non è un segreto che sia vicino ad Andrej Babiš, il leader populista ceco, spesso definito il “Berlusconi ceco”. Uno attacca il Green Deal in politica, l’altro ci guadagna negli affari.
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https://t.co/oCaXC5bDEs
🛑Un ennesimo tentativo di tapparci la bocca da parte di #ENI, che ci accusa di mentire su notizie che ha appena confermato.
⚖️ Nei giorni scorsi il Cane a sei zampe ha intentato un’altra causa strumentale nei confronti della nostra associazione: questa volta è una mediazione obbligatoria in sede civile “per diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo e dei social media".
🤔 Il motivo della causa? Abbiamo riportato correttamente che, almeno dal dicembre scorso, la corporation ha rinunciato a esplorare le acque palestinesi alla ricerca di gas. Una notizia che proprio ENI ha confermato a fine marzo, con un commento a @Staffetta.
📑 Si tratta quindi di una vera e propria Strategic Lawsuit Against Popular Partecipation (SLAPP), ovvero un'azione legale che mira a intralciare la partecipazione alla vita pubblica. L'obiettivo delle SLAPP infatti non è vincere in tribunale, ma intimorire l'avversario e reprimere il dibattito pubblico.
💵 Nel documento, i legali ci segnalano che il “valore della controversia è di 800.000 €” 😱 ed evidenziano che le dichiarazioni di ReCommon “hanno alimentato sentimenti di odio e ostilità verso ENI e i suoi dipendenti”.
📩 La mediazione è arrivata in seguito a una diffida con richiesta di rettifica recapitata a inizio gennaio e a cui abbiamo risposto punto per punto sul nostro sito web.
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@reportrai3
CASE Italia, la coalizione italiana contro le azioni legali vessatorie di cui siamo parte, esprime la propria solidarietà ad Eva Pastorelli e a @Recommon, bersaglio, per l’ennesima volta, di molestie legali avviate da @eni https://t.co/pRYXZUGAze