VERGOGNA D’ITALIA
A poco più di 100 metri dal traguardo di una corsa ciclistica muore mio figlio Giovanni Iannelli, di soli 22 anni.
Nella società organizzatrice figurano come vicepresidenti Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL), e Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), che ai giornali dichiara 180 metri di transenne, mentre in realtà sono meno di 50.
Consigliere della società è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), che sovrintende all’installazione delle transenne, meno della metà del minimo previsto dai regolamenti.
Sono coinvolti anche il sindaco di Molino dei Torti, il presidente della Provincia di Alessandria e altre autorità. La corsa parte, transita e arriva proprio davanti al municipio, sotto il balcone del sindaco. Dopo la morte di Giovanni, non viene più disputata.
Il padrino della manifestazione è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, già ministro della Salute, componente del CSM, professore universitario e collega e collaboratore di Marta Cartabia.
Quel giorno è presente anche il NAS dei Carabinieri, con il comandante Colonnello Biagio Fabrizio Carillo.
Eppure i Carabinieri di Castelnuovo Scrivia non effettuano rilievi stradali, non scattano fotografie, non ascoltano le decine di testimoni presenti né gli altri corridori coinvolti nella caduta.
Ascoltano soltanto la testimone falsa Giulia Fassina, componente del collegio di giuria.
Il presidente del collegio di giuria, Luca Botta, con Giovanni morto sull’asfalto, comunica: “nulla da segnalare”.
Il giudice sportivo del Piemonte omologa la gara senza adottare provvedimenti.
Il presidente della società organizzatrice, Ennio Ferrari, dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro.
Il programma di gara viene approvato senza gli obbligatori documenti sulla sicurezza, che successivamente compaiono tramite l’avvocato Gaia Campus di Roma, componente della Commissione Nazionale Elettorale della Federciclismo.
La Procura Federale della Federciclismo, guidata dall’avvocato Nicola Capozzoli, che collabora con la Procura di Alessandria, insabbia la vicenda.
Roberto Sgalla, presidente della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della Federciclismo, funzionario della Polizia di Stato, direttore della Scuola di Polizia, prefetto a.r. e direttore del Centro Studi Americani, è consulente della Procura Federale e successivamente del PM di Alessandria Andrea Trucano.
Roberto Sgalla fa pressioni e tenta di condizionare il giudizio della Corte Sportiva di Appello e, durante l’incarico, commette reati per i quali non viene perseguito.
All’esito di quella perizia piena di falsità, viene archiviato il procedimento penale relativo alla morte di Giovanni.
La Procura della Repubblica di Alessandria, capeggiata da Enrico Cieri, archivia così la morte di un ragazzo innocente di 22 anni, senza celebrare un processo nel quale accertare pienamente la verità e assicurare giustizia.
Giovanni non può più parlare.
Io continuo a farlo per lui.
GIUSTIZIA PER GIOVANNI.
SICUREZZA PER TUTTI.
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Quando la rabbia sociale incontra la criminalità comune, le piazze vengono vergognosamente incendiate. Compito della politica è rispettare le Istituzioni, comprendere il disagio, garantire legge e ordine. Abbiamo un Governo che in queste ore attacca l’opposizione ma non riesce a tenere in ordine le città.
Il Ministro Piantedosi dichiara che la sinistra radical chic non riesce a condannare le violenze di piazza. Io ho condannato subito la violenza, senza se e senza ma e ho dato solidarietà agli agenti feriti. Anche per questo non accetto le chiacchiere del Viminale! Voglio dire al Ministro dell’Interno che il suo compito non è quello di criticare la sinistra ma quello di garantire l’ordine pubblico. È chiara la differenza, prefetto Piantedosi?
Lei è pagato per evitare la violenza dei maranza, non per pontificare contro la sinistra. Non ci servono le sue dotte analisi sociologiche: ci serve che il ministro garantisca la sicurezza. E con questo governo delle destre c’è meno sicurezza di prima.
Vi siete fatti scappare l’estremista islamico a Modena e avete provato a dire che era pazzo. Non controllate Piazza del Duomo lasciando che i poliziotti vengano picchiati dai criminali. Siete assenti sul piano sociale. Svegliatevi! Io condanno la violenza sempre. Ma chiedo che chi al Governo deve garantire la sicurezza smetta di far demagogia e inizi a lavorare sul serio.
APPELLO AGLI ITALIANI
PER GIOVANNI. PER LA VERITÀ. PER LA GIUSTIZIA.
Sono Carlo Iannelli, il babbo di Giovanni.
Mio figlio Giovanni aveva 22 anni quando, il 5 ottobre 2019, a Molino dei Torti, in provincia di Alessandria, ha perso la vita durante una gara ciclistica, a poco più di 100 metri dal traguardo, dopo aver urtato con la testa un ostacolo non protetto durante una volata finale di gruppo a oltre 60 km/h.
Il procedimento penale è stato archiviato dalla Procura della Repubblica di Alessandria.
In sede civile, invece, il Tribunale di Alessandria ha accertato responsabilità della Federazione Ciclistica Italiana, del presidente della società organizzatrice e del direttore di corsa.
Dopo anni di battaglie, io continuo a chiedere una cosa sola.
NON CHIEDO CONDANNE ANTICIPATE.
NON CHIEDO VENDETTA.
CHIEDO UN GIUSTO PROCESSO PENALE.
Un processo nel quale le prove siano esaminate rigorosamente, le parti possano confrontarsi e ogni responsabilità penale sia accertata nel rispetto della legge e delle garanzie di tutti.
Perché un processo non è una condanna. È la possibilità di accertare la verità.
Giovanni non è soltanto un fascicolo. Era mio figlio, un ragazzo di 22 anni, con sogni, progetti e tutta una vita davanti.
Lo devo a lui. Lo devo alla sua memoria. Lo devo a tutti i ragazzi che continuano a correre inseguendo un sogno.
Quello che è successo a Giovanni potrebbe accadere a chiunque. Per questo la mia battaglia non riguarda soltanto la mia famiglia, ma tutti coloro che credono nella sicurezza, nella responsabilità e nella giustizia.
Non chiedo una condanna. Chiedo che la giustizia possa fare il suo corso.
Perché la verità merita di essere cercata fino in fondo, nel rispetto della legge e dei diritti di tutti.
GIOVANNI È MIO FIGLIO, MA È ANCHE IL FIGLIO DI TUTTI.
Aiutatemi a chiedere verità e giustizia per Giovanni. Grazie.
Carlo Iannelli
Babbo di Giovanni
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Oggi Marco Travaglio fa un editoriale per dire che si parla troppo di me. Per dire “non bisogna parlare di Renzi” dedica un altro articolo a… Renzi. Fantastico, no? Travaglio si occupa di me e della mia famiglia da 15 anni, quasi tutti i giorni. Gli unici giorni in cui non ha parlato di noi sono stati i giorni delle assoluzioni dei miei. La cosa divertente è che Travaglio non ha ancora capito come funziona la legge elettorale: continua a dire che io voglio essere riportato in Parlamento da Cinque Stelle e Pd. Poveraccio, proprio non ci arriva. Agevolo lo spiegone: io non entrerò nel listone del premio di maggioranza, per mia scelta. Questo cosa comporta? Che se entro in Parlamento, entro coi miei voti. Non coi voti di Conte o di Schlein. È chiaro? La verità è che Travaglio mi attacca tutti i giorni perché sogna un Parlamento senza garantisti. Lui vorrebbe un Senato fatto solo di giustizialisti come lui. E proprio non sopporta chi come noi ha sempre fatto battaglia a viso aperto in nome del garantismo. Torneremo in Parlamento grazie ai voti di Italia Viva. E forse anche grazie agli insulti di Travaglio, che ha una certa professionalità nell'aiutare leader in crisi a risollevarsi. Ricordate come riuscì a resuscitare Berlusconi durante un celebre duello da Santoro? Più Travaglio parla dei suoi avversari, più li aiuta. Del resto è uno che ha un grande CV: disse che Draghi non avrebbe mai fatto il Premier dopo Conte e disse che Putin non avrebbe mai invaso l'Ucraina. Se volete scommettere sul futuro è utile ascoltare Travaglio e poi sapere che accadrà esattamente il contrario. Grazie direttore!
APPELLO AGLI ITALIANI Sono Carlo Iannelli, babbo di Giovanni.
Mio figlio Giovanni aveva 22 anni quando, il 05.10.2019 a Molino dei Torti, ha perso la vita a poco più di 100 metri dall’arrivo, dopo aver urtato un ostacolo non protetto durante una volata a oltre 60 km/h.
Sul piano penale il procedimento è stato archiviato.
Nel giudizio civile, il Tribunale di Alessandria ha accertato responsabilità e la sentenza è passata in giudicato.
Io non chiedo condanne anticipate.
Non chiedo vendetta.
Chiedo una cosa sola, fondamentale per ogni cittadino:
*chiedo che venga celebrato un giusto processo penale.*
Un processo dove tutte le responsabilità possano essere accertate con pieno contraddittorio, con esame rigoroso delle prove, nel rispetto delle garanzie di tutti.
Un processo non è una condanna.
Un processo è la possibilità per la giustizia di verificare i fatti.
Perché Giovanni non è un fascicolo da archiviare.
Giovanni era mio figlio.
Lo devo a lui.
Lo devo a tutti i ragazzi che continuano a correre inseguendo un sogno.
Quello che è successo a Giovanni potrebbe capitare a tutti. Per questo Giovanni è il figlio di tutti. Per questo Giovanni siamo noi. Pertanto per Giovanni chiediamo verità.
Per Giovanni chiediamo giustizia.
Carlo Iannelli - Babbo di Giovanni
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APPELLO ALLA MAGISTRATURA Oggi non intendo intervenire sulla vicenda giudiziaria relativa alla morte di mio figlio Giovanni.
Desidero, invece, rivolgere un appello a tutti i magistrati che, con senso di responsabilità e fedeltà ai principi della giustizia, operano quotidianamente per l'affermazione della verità e dello Stato di diritto.
A loro chiedo di non rimanere indifferenti di fronte a una vicenda che, a mio avviso, ha profondamente compromesso i diritti di un ragazzo innocente di 22 anni.
Chiedo, con rispetto ma con fermezza, che venga garantito un processo giusto, nel pieno rispetto delle regole, delle garanzie difensive e del principio del contraddittorio, affinché la verità possa essere accertata nel dibattimento e la giustizia possa essere pienamente assicurata.
È questo ciò che chiedo per Giovanni: non privilegi, non scorciatoie, ma semplicemente verità, giustizia e rispetto delle garanzie che devono appartenere a ogni cittadino. #verita #giustizia #veritaegiustiziapergiovanniiannelli Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚
<<Mentre Pier Luigi Bersani si godeva gli applausi alla Festa del Fatto Quotidiano liquidando Matteo Renzi con la battuta sul "freddo nel letto", a me sono tornati in mente i pomeriggi passati in piazza a fare volantinaggio.
Da ex elettrice del PD non posso tollerare questa totale mistificazione della realtà.
Caro Bersani,
io me le ricordo bene le tue parole quando dovevo spiegare ai cittadini perché le promesse della sinistra non diventavano mai leggi:
“Finché abbiamo due Camere con lo stesso identico doppione di funzioni, sarà impossibile realizzare le riforme”, dicevi.
Poi è arrivato Renzi.
Ha preso in mano quella stessa battaglia storica del centrosinistra, ha proposto il superamento del bicameralismo paritario e tu cosa hai fatto?
Dopo aver VOTATO SÌ PER BEN TRE VOLTE in Parlamento e aver approvato la linea negli organi del tuo partito, ti sei schierato per il NO al Referendum.
Hai affossato la riforma che tu stesso auspicavi, condannando l'Italia alla palude, solo per dare una spallata al tuo Segretario.
Un comportamento per il quale non esistono aggettivi accettabili.
Dov'era il tuo rispetto per la democrazia e per il 70% degli ELETTORI del PD che per ben DUE volte hanno scelto Renzi come leader attraverso regolari primarie?
Gli hai fatto una guerra spietata dal primo giorno, calpestando la volontà della tua stessa comunità politica, fino a festeggiare con lo champagne la notte della sconfitta del Paese nel 2016.
E oggi gridi “freddo nel letto"
pur di mettere veti ideologici?
Diciamoci la verità che l'aritmetica conferma: senza l'area riformista e senza Italia Viva in coalizione, il centrosinistra non ha alcuna possibilità matematica di vincere quindi poi di governare.
Quel 2% di cui parli con superiorità è l'AGO DELLA BILANCIA DECISIVO per battere Giorgia Meloni e le destre.
Ma la tua dichiarazione dimostra una cosa gravissima: a te, a Giuseppe Conte e ad AVS non interessa minimamente far vincere il centrosinistra.
Vi conviene restare all'opposizione a urlare "NO!” a tutto per difendere le vostre rendite di posizione, piuttosto che costruire un'alternativa di governo seria.
Preferite perdere e condannare il Paese alla destra pur di assecondare i vostri risentimenti personali.
Riflettete, amici del PD.
Quello che sta facendo Bersani è di una gravità inaudita.
Sta anteponendo i rancori del passato al futuro dell'Italia, sbarrando la strada a chi le riforme le ha fatte sul serio: dal TETTO AI SUPER-STIPENDI DEI MANAGER DI STATO, alle UNIONI CIVILI, fino alla cancellazione delle odiose dimissioni in bianco per le donne incinte.
Non è questione di cercare il "freddo nel letto", caro Bersani.
È che a voi fa paura la concretezza di chi vuole vincere per cambiare l'Italia, mentre voi vi accontentate di stare all'opposizione a recitare il solito vecchio copione dei NO.>>
Cristina LUBOSIK
#Renzi #Bersani #PartitoDemocratico #ItaliaViva #Centrosinistra #CasaRiformista
E facciamola girare questa performance invecchiata malissimo della premier
Ci domanda pure se abbiamo capito.
Si, Giorgia, si abbiamo capito e spero che abbia capito anche chi ti ha votato.
#MeloniBugiardaSeriale