#Corriere, come per la Palestina, il #Venezuela subisce gli stessi titoli:
- "esplosioni a #Caracas" per non dire che è un bombardamento USA
- le virgolette per non affermare quanto accade
- la parola "regime" prima di #Maduro, a giustificare le bombe
Giornalismo neocolonialista.
Le parole di Sergio Mattarella che invocano misure «impopolari» per accelerare il riarmo dell'UE mettono fuori gioco il «campo largo». E lo fanno con l'aggravante di rappresentare, al momento, il sentire solo di una minoranza di italiani. Forse dobbiamo ammetterlo qualunque sia la nostra idea sulla situazione internazionale.
Un Mattarella che dichiara indiscutibile un riarmo che vede al momento contrari circa 7 italiani su 10 finisce col marginalizzare il Parlamento, trasformando la premier Meloni nel suo nuovo referente primario (come un tempo era stato col Pd renziano e lettiano) e il Pd di Schlein in un ratificatore senza identità di scelte militari prese a livello europeo. Un’evoluzione che risale alla progressiva integrazione dell’Italia nell’Ue e nell’euro dagli anni Novanta e che rischia di assumere, con la nuova Guerra fredda, alcuni tratti pericolosi.
Il centrosinistra che sta cercando di frenare la rivolta populista è messo così con le spalle al muro, in un certo senso, dalla figura istituzionale su cui aveva puntato di più un decennio fa, quando era invece un centrosinistra più tecnocratico, che per restare l'unico garante dei vincoli internazionali e austeritari - anche a discapito dei voti - aveva favorito l'espansione del potere presidenziale fino a farne un attore politico capace di intervenire nelle decisioni del Paese.
Insomma, l'opposizione dovrebbe togliersi il prosciutto dagli occhi e chiedersi se il ruolo di Mattarella non stia letteralmente strabordando, fungendo da dispositivo per blindare l’adesione al riarmo - che peraltro nelle forme attuali non garantisce alcun sovranismo «europeo», bensì un legame ancora più vassallizzato con gli Stati Uniti - dalle contestazioni troppo accese, come in passato era successo con Napolitano, quando aveva fatto da apriprista al tragico governo Monti.
Non bisogna essere sovranisti, complottisti no-euro e carbonari rossobruni per ammettere che una situazione in cui il riarmo venga esplicitamente inserito nei dettami quirinalizi, come se fosse sinonimo di democrazia o di sopravvivenza della nostra Repubblica, toglierebbe ai partiti di centro-sinistra (anche con ipotetiche maggioranze parlamentari) gli strumenti per mantenere una timida autonomia programmatica. Nessun segretario Pd potrebbe scegliere una piattaforma di contestazione dell'attuale strategia euro-atlantica. Se oggi questo è implicito, in un prossimo futuro rischia di essere messo proprio nero su bianco.
Alimentando a sua volta nuove instabilità e nuovi soggetti antisistema. E dunque nuove ragioni «di sicurezza» per l’intervento presidenziale. Con tanto di censura, cancellazioni, manifestazioni inquadrate come «guerra ibrida», eccetera.
Un circolo vizioso che non promette nulla di buono per la democrazia italiana.
Quando un somaro arrogante come @CarloCalenda si vanta di dare lezioni di storia al prof #Barbero e questo non suscita la vergogna pubblica necessaria, beh è la conferma che le élite per portarci in #guerra prima devono imporre l’ignoranza
Un giorno, spero non troppo lontano, dovrete rendere conto della vostra cattiveria, della vostra malvagità e della vostra disumanità.
E insieme a voi, tutti i vostri complici.
La nueva heroína de la derecha, @MariaCorinaYA, pide que Estados Unidos invada su país y justifica la piratería de Washington.
El premio Nóbel de la paz al servicio de un Imperio pirata en decadencia.
Che vergogna infinita, la ministra dell’Università che si rivolge così agli studenti
Con quel modo arrogante e canzonatorio e quelle parole “Siete sempre solo dei poveri comunisti. Siete inutili”
I soli inutili e pure dannosi sono i ministri di questo governo indecente.
#bernini
Ormai su @FranceskAlbs è scattata la stessa dinamica che colpì Assange (sempre ad opera di bellicisti, adoratori dell’Occidente, idolatri del mercato) si demonizza e delegittima chi denuncia i crimini non chi li commette. Caccia al dissenso, lotta alla verità “i nostri valori”
A nessun comunista sta simpatico Putin in quanto perfetta espressione dell'imperialismo capitalista e nazionalista che tanto piace ai cialtroni come Calenda, che se fossero nati in Russia mangerebbero con gioia i suoi escrementi come fanno con i suoi equivalenti occidentali.
La ministra dell'università che insulta gli studenti che la contestano si deve vergognare.
Qui ormai sono franati tutti gli argini e il garante sta a guardare.