@Raindog2704 Decisamente no. Al netto degli "errori" giudiziari, c'è una moltitudine di persone (quasi 1/2 dei rinviati a giudizio) che prima di sentirsi dichiarare innocente subisce un calvario che dura anni. Talora, il tutto fa patire a costoro fin da subito la morte reputazionale/sociale.
✍🏻 Setteottobre - @Setteottobre_
Il Tg1 entra nei tunnel di Hamas e mostra la verità: più di 500 km di tunnel, un investimento gigantesco, soldi sottratti alla popolazione per costruire un’arma micidiale contro Israele, preparare il massacro del 7 ottobre, proteggere i terroristi dalla reazione israeliana e usare i civili come scudo.
Cose note, ammesse persino da Hamas: «abbiamo costruito i tunnel per proteggerci dagli aerei. Combattiamo da dentro i tunnel. Proteggere i civili è responsabilità delle Nazioni Unite» (Mousa Abu Marzouk, ufficio politico di Hamas, Russia Today, 27 ottobre 2023).
E il sindacato dei giornalisti Rai aggredisce l’autore del servizio Giovan Battista Brunori, accusandolo di piegare il Servizio Pubblico ai temi della propaganda.
Sono giornalisti senza morale, senza rispetto per la loro professione, senza alcuna deontologia professionale. Aggrediscono un collega perché non propala le menzogne del genocidio a Gaza e si ostina a non distorcere la realtà, ma prova a rappresentarla.
@539th@ros18569541@Ruffino_Lorenzo ricerca, infrastrutture e innovazioni (anche indirettamente tramite pressione fiscale o defiscalizzazione al momento dell'investimento privato).
Se l'accoglienza è un valore, la stessa di certo non è accetabile come ideologia.
I numeri contano e la nave sta affondando.
@539th@ros18569541@Ruffino_Lorenzo Non ci vuole un genio a capirlo.
L'introduzione sul territorio di persone non produttive o scarsamente collocabili sul mercato del lavoro comporta un aumento della spesa pubblica (welfare) non sostenibile dai contribuenti attuali e comunque di ostacolo per gli investimenti in
TOTALMENTE FALSO.
Negli ultimi anni abbiamo accelerato l’installazione di REN a ritmi mai visti, siamo oltre i 7 GW/anno di nuova capacità.
Se non vedi i risultati è perché ti hanno raccontato palle sul potenziale delle rinnovabili, non perché non se ne sono fatte abbastanza.
L’ammanco alla produzione nucleare dovuto alle alte temperature in Europa è stato inferiore alla perdita media di efficienza dei pannelli solari dovuta alla medesima causa (i pannelli hanno il massimo di efficienza a 23-26 gradi).
In compenso il nucleare funziona di notte.
Premesso che siamo contenti che Vale sia un sostenitore del nucleare, ci rincresce tuttavia svelare che Vale ha dati farlocchi.
Le famiglie italiane pagano bollette il 60% più care di quelle francesi e alle imprese va molto peggio perchè pagano l'energia elettrica 2,5 volte di più di quelle francesi. In media, si capisce 🤷♂️
@bombolo71@GiZollino@CarloCalenda Se bastava fare rinnovabili come mai la Germania con 200 GW di rinnovabili ha il costo medio più alto?
La Spagna ha 7 reattori nucleari operativi.
Non solo in Italia, ma in nessun luogo al mondo, al di fuori dell'Unione Sovietica, già allora. Perchè in tutti i reattori occidentali già allora era impossibile "mettere le mani" coI reattore in funzione.
In Italia sarebbe potuto accadere tutt'al più un incidente come quello di Three Mile Island, che non ebbe alcun impatto
sull'ambiente esterno alla centrale; perchè lo comprende anche lei che un'onda di tzunami da 18 metri, come quella che produsse l'incidente di Fukushima, in Italia non l'avremo mai e comunque le nostre centrali erano e saranno costruite su terrapieni, diversi metri al di sopra del piano di campagna.
Invece in Italia abbiamo avuto 2600 morti in 3 gravi incidenti idroelettrici. L'ultimo nel 1963, al Vajont, ne fece 2000. Per fortuna nessuno ebbe la brillante idea di chiudere tutte le centrali idroelettriche.
Spero di averla aiutata a "misurare" la realtà.
Italia, non chiedere mai scusa per essere l’Italia. Tu sei Roma. Dante. Leonardo. Michelangelo. Galileo. Verdi. Sei il marmo trasformato in bellezza, le rovine trasformate in memoria e secoli di civiltà che ancora oggi fanno fermare il mondo ad ammirarti. Quindi, quando Giorgia Meloni @GiorgiaMeloni sostiene che l’Italia abbia il diritto di difendere la propria identità e di richiedere che i volti restino visibili nelle scuole, giudicate questa posizione per ciò che realmente sostiene.
E da arabo musulmano, non posso fare a meno di sorridere quando una parte della sinistra italiana cerca di essere più musulmana dei musulmani e più araba degli arabi.
Paesi a maggioranza musulmana come l’Egitto e la Tunisia hanno imposto restrizioni sul fatto che i bambini possano coprirsi il volto nelle scuole. Allora perché, se in una scuola italiana si richiede che un insegnante possa vedere il volto di uno studente, questo dovrebbe improvvisamente essere considerato ostilità verso l’Islam?
Non potete pretendere che l’Italia sia più permissiva, sul piano religioso, degli stessi Paesi musulmani e poi definire gli italiani intolleranti semplicemente perché pongono delle domande.
No, proteggere le vostre scuole non è «islamofobia». Contrastare l’estremismo islamista non è «islamofobia». I Fratelli Musulmani hanno creato il termine «islamofobia» per impedire alla vostra democrazia di criticare gli islamisti radicali e per indurvi a chiamare un terrorista «attivista».
La parola «islamofobia» non deve mai diventare un telecomando con un tasto “muto” per ogni discussione scomoda sull’islamismo.
È qui che una parte della sinistra italiana capovolge clamorosamente la questione: nel tentativo di dimostrare a tutti i costi la propria tolleranza, rischia di trattare l’identità stessa dell’Italia come l’unica identità che debba continuamente chiedere scusa.
Non spetta ai Fratelli Musulmani stabilire i confini del dibattito europeo. Perché state cercando di avere più estremisti musulmani del Medio Oriente? L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare italiana.
L’Italia non è «Italianistan».
È l’Italia.
Bella. Antica. Fiera. Libera.
Roma è sopravvissuta agli imperi. L’Italia non dovrebbe avere paura delle etichette.
L’analista degli emirati arabi Amjad Taha commenta le misure del governo italiano del divieto di burqa e niqab a scuola:
“Da arabo musulmano, non posso fare a meno di sorridere quando una parte della sinistra italiana cerca di essere più musulmana dei musulmani e più araba degli arabi.
Paesi a maggioranza musulmana come l’Egitto e la Tunisia hanno imposto restrizioni sul fatto che i bambini possano coprirsi il volto nelle scuole. Allora perché, se in una scuola italiana si richiede che un insegnante possa vedere il volto di uno studente, questo dovrebbe improvvisamente essere considerato ostilità verso l’Islam?
Non potete pretendere che l’Italia sia più permissiva, sul piano religioso, degli stessi Paesi musulmani e poi definire gli italiani intolleranti semplicemente perché pongono delle domande.
No, proteggere le vostre scuole non è «islamofobia». Contrastare l’estremismo islamista non è «islamofobia». I Fratelli Musulmani hanno creato il termine «islamofobia» per impedire alla vostra democrazia di criticare gli islamisti radicali e per indurvi a chiamare un terrorista «attivista».
La parola «islamofobia» non deve mai diventare un telecomando con un tasto “muto” per ogni discussione scomoda sull’islamismo.
È qui che una parte della sinistra italiana capovolge clamorosamente la questione: nel tentativo di dimostrare a tutti i costi la propria tolleranza, rischia di trattare l’identità stessa dell’Italia come l’unica identità che debba continuamente chiedere scusa.
Non spetta ai Fratelli Musulmani stabilire i confini del dibattito europeo. Perché state cercando di avere più estremisti musulmani del Medio Oriente? L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare Italiana”.
@EleonoraCamilli Il problema è che siete sempre così preoccupati di salire sul pulpito dei buoni e dei progressisti a far la morale che vi sfugge il problema vero: non parlano italiano. E intere classi così significa la morte dell'istruzione. Infine, guardando all'estero, la legge è giusta.
Adel smith, presidente dell’unione musulmani italiani, fu il primo a ricorrere contro il crocefisso a scuola, con esito favorevole e aprendo poi la strada a tutte le successive richieste… però va beh.
@AlbertoLetizia2 Ti sfugge il punto Letizia: a scuola, è la necessità di istruire a comandare. Un eccessivo numero di persone che non parla la lingua, neppure a casa, rallenta il percorso di tutti, perfino il proprio. Alternativamente, bocciature di massa (davvero però eh, non come altrove)