Due giorni intensi e ricchi di incontri per @micheleboldrin e i dirigenti di @ora_italia@AndreaSavi3, @CarmeloAbate7 e @RiccSandretto a Torino.
📍Mercoledì 7
Interessante dibattito organizzato dall'associazione Mind the Action per il side event della Wave by Vento (ex Tech Week), alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Nel pomeriggio il workshop "Capital, Startups and Community. The Next Generation of Founders and Investors at Work", con Carmelo Abate, Lorenzo Milano, Alessio Primo Gavinelli e Rocío Pillado, moderato da Riccardo Sandretto
A seguire "Bet on Italy: startup, venture capital e la sfida della crescita", con Luca Foresti, Lisa di Selvo, Michele Boldrin, Andrea Savi, Giorgio Ciron, Gianluca Dettori e Francesco Cerruti, moderato da Giovanni Iozzia. Un confronto concreto su come far crescere l'ecosistema italiano dell'innovazione e su cosa serva per trattenere capitali e talenti.
📍Giovedì 8
Al Politecnico di Torino, con ReThink, ci siamo chiesti: "L'Italia può costruire le sue Innovation Valleys?". Ne abbiamo parlato con @MarcoCantamessa , Luciano Belviso e Michele Boldrin, con la moderazione di Andrea Savi.
In serata, all'Educatorio della Provvidenza, l'incontro di @ora_italia Piemonte con il Segretario, moderato da Riccardo Sandretto: "Dove ci collochiamo?"
Grazie a tutte e tutti i partecipanti, ai relatori e a chi ha organizzato. Si continua!
ORA! Piemonte è stata invitata dal sindaco di Torino Lo Russo, insieme ad altri partiti di centro e ai partiti che compongono la sua attuale maggioranza, per confrontarsi oggi in Sala delle Congregazioni, nel Palazzo di Città, sui suoi anni di amministrazione e sulle prospettive per il futuro.
Abbiamo accolto la richiesta di confronto, che intraprendiamo volentieri con chiunque e a maggior ragione con il sindaco della quarta città d'Italia.
Nell'ascoltare il suo lungo e dettagliato resoconto, e nel dire la mia opinione, sono emersi punti di accordo e altri di incompatibilità.
L'amministrazione di Torino ha sicuramente avuto il merito di rimettere in funzione la macchina comunale e riportare sotto controllo i conti, ma non è riuscita a riportare la città agli standard minimi di crescita e competitività economica che merita.
La crescita, la produttività, l'innovazione e la conoscenza rimangono il principale motore della sicurezza sociale, e Torino potrebbe fare molto di più in termini di valorizzazione ed espansione dei propri poli universitari, rilancio e diversificazione del proprio tessuto economico, e, contestualmente, rigenerazione delle periferie.
Ho chiesto inoltre se il comune di Torino, esprimendo per mezzo del sindaco anche il presidente della città metropolitana, che comprende più della metà della popolazione e dell'economia regionale, intenda assumersi una parte di responsabilità del recente declassamento da parte dell'Eurostat della regione Piemonte da "sviluppata" a "in transizione", in seguito alla riduzione del suo pil pro capite sotto la media europea. Unica regione del nord Italia a subire questa sorte.
E ho espresso i miei dubbi al riguardo vista la leggerezza con cui la sua coalizione tollera al suo interno posizioni contrarie alla TAV, che rimane un'opera strategica fondamentale per la competitività piemontese (durante lo stesso incontro un delegato di AVS ha dovuto lasciare in anticipo il tavolo per recarsi in treno a una manifestazione no TAV - sono contento che avesse un treno per andarci).
Similmente, ho chiesto di dipanare ogni ambiguità riguardo ad Askatasuna, che era ancora oggetto di un goffo tentativo di collaborazione da parte del comune quando già assaliva OGR e La Stampa nell'autunno scorso.
In ogni caso, il dialogo e il dibattito fanno sempre bene. Siamo disponibili a continuare il confronto per il bene di Torino. Ad oggi, la nostra missione in città come nel Paese, continua ad essere quella di costruire un'alternativa pragmatica e razionale a entrambi i poli.
Ieri ho partecipato al dibattito tra ORA!, PLD e società civile su immigrazione e sicurezza, dove ho potuto esporre la posizione di @ora_italia su temi di particolare importanza per le grandi città come Torino.
Contrasto alla percezione di insicurezza con una maggiore presenza delle forze dell'ordine nei punti notoriamente più degradati delle nostre città;
sburocratizzazione delle forze di polizia e affiancamento di un nuovo ente adibito ai processi amministrativi di gestione dell'immigrazione, così da efficientare regolarizzazioni, permessi e rimpatri quando necessari;
superamento della bossi-fini e dei click day, a favore della reintroduzione del sistema degli sponsor, così da garantire un miglior rapporto tra immigrazione ed esigenze del tessuto economico italiano, di iniziative di regolarizzazione condizionata da formazione linguistica, civica e professionale, e di accordi bilaterali con paesi terzi che coniughino la collaborazione tra stati per i rimpatri e la formazione e selezione in loco degli immigrati che servono al sistema Paese.
Un insieme di proposte che smonta i populismi di destra e sinistra, non nega nè cavalca i problemi, e riconosce il profondo legame tra legalità, immigrazione ed economia.
Interessanti le convergenze con gli esponenti del PLD presenti, il referente provinciale Francesco Rinella ed Emanuela Pistoia, della segreteria nazionale, a cui rinnovo i miei ringraziamenti.
MAKE KÖNIGSBERG EUROPEAN AGAIN. My proposal is a democratic Fourth Baltic Republic — Königsberg/Prussia, with its future determined peacefully and democratically and, if its citizens choose, a path toward EU and NATO membership. Königsberg is inseparable from European intellectual history: Immanuel Kant was born there in 1724, studied and taught at the University of Königsberg, and spent virtually his entire life in the city. Kant cannot be recruited into a modern territorial debate, but his life is a powerful reminder that Königsberg has a profound European cultural heritage. My vision: preserve that heritage, protect the rights of everyone living there today, and allow a democratic European future for the region. KÖNIGSBERG • FOURTH BALTIC REPUBLIC • EUROPE • EU • NATO #Königsberg #Kaliningrad #Prussia #Baltic #Europe #EU #NATO #Kant
Ci vediamo giovedì 8 ottobre alle 21:00 all'auditorium dell'Educatorio della Provvidenza, in corso Trento a Torino, con il segretario @micheleboldrin
https://t.co/PDJja5WNBh
A presto!
Non si abbandoni ai suoi riflessi pavloviani di fronte alla parola "percezione", tipici di una certa parte politica.
Da nessuna parte nè durante l'evento nè nel post ho negato il problema della sicurezza.
Le statistiche ci mostrano che c'è una grande divergenza tra i trend di criminalità oggettiva, in discesa, e il senso di insicurezza, in salita. Questo non significa che il senso di insicurezza sia una paranoia infondata, ma che si basa su fenomeni nuovi, su un degrado latente e diffuso, che hanno bisogno di soluzioni nuove.
Io abito in quadrilatero ma a due passi da porta palazzo (in piazza emanuele filiberto), dove mi colloca nello spettro del privilegio?
"La criminalità complessiva in Italia ha registrato una tendenza alla diminuzione nel lungo periodo rispetto ai picchi degli anni ’80 e ’90.
Tra il 2015-2016 e il 2022-2023 il numero di vittime di borseggi e di rapine è diminuito rispettivamente dall’1,6% all’1% e dallo 0,5% allo 0,2% della popolazione, le famiglie che hanno subìto furti nell'abitazione principale sono diminuite di due terzi, dall’1,8% allo 0,6%. (...)
Nel 2024 in Italia sono stati commessi 321 omicidi volontari rispetto ai 341 del 2023, con una riduzione del 6% (...)
Accanto ai dati oggettivi sulla vittimizzazione, la percezione soggettiva di insicurezza costituisce un fenomeno autonomo che merita attenzione specifica. (...)
Gli indicatori soggettivi di percezione della sicurezza hanno registrato un significativo peggioramento. (...)
A livello nazionale la quota di persone che si sentono molto o abbastanza sicure camminando al buio è scesa dal 76% del 2022-2023 al 56,7% del 2024, con una perdita di quasi 20 punti percentuali in un solo anno."
Ieri siamo stati in Piazza Palazzo di Città a Torino per il presidio “No alla violenza, Sì alla TAV” per ribadire con fermezza la nostra posizione sull’importanza della realizzazione di questa infrastruttura per il bene del Piemonte e dell’Italia.
Un'opera, di cui l'Italia copre solo il 35% dei costi, necessaria per ammodernare i collegamenti tra il Piemonte e il resto d'Europa, per desaturare il trasporto merci su autostrade e sull'insufficiente ferrovia del Frejus, e per completare il corridoio Mediterraneo all'interno del sistema TEN-T. In generale, per contrapporre una visione di progresso e sviluppo a un futuro di stagnazione e decrescita.
La necessità dell'opera e la giusta condanna di chi vi si oppone con la violenza non deve però farci dimenticare anche le colpe politiche di una gestione cominciata male, con il mancato coinvolgimento delle comunità locali, e proseguita con gli sprechi comportati da un imbarazzante ritardo accumulato di 18 anni: https://t.co/cuNF2tfpFD
@ora_italia