Ho già riproposto ieri questo tweet che ritengo della massima importanza. Anche per le prossime elezioni politiche in Italia. Personalmente voterò esclusivamente partiti che mettano al centro del loro programma e senza furberie questo tema.
“Il PD e i tagli alla spesa pubblica: lezioni per la destra”:
https://t.co/NK5qEp8FDp
su #goofynomics. Che il Signore ci conservi la Schlein e ci aiuti a capire le due morali di questa favola!…
L’illusione dell’accumulo dell’energia da fotovoltaico.
“Io con la mia batteria di accumulo ho energia gratis quando mi serve”
Davvero?
Vediamo…
Una batteria da 10 KWh costa circa 8000 Euro
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L'autorazzismo anti-italiano è uno dei più grandi problemi di questo Paese che non riesce neanche solo a immaginarsi libero e sovrano.
«Quando ci siamo messi al lavoro siamo stati derisi, perché dicevano che noi italiani non avevamo né le capacità né le qualità per conseguire il successo. Eravamo quasi disposti a crederlo perché, da ragazzi, ci avevano insegnato queste cose.
Io proprio vorrei che gli uomini responsabili della cultura e dell’insegnamento ricordassero che noi italiani dobbiamo toglierci di dosso questo complesso di inferiorità che ci avevano insegnato.
Ma per fare questo è necessario studiare, imparare, conoscere i problemi. E noi ci mettemmo con tanto impegno, e abbiamo creato scuole aziendali per ingegneri, per specialisti, per operai, per tutti e dappertutto.
Con questo sforzo continuo ci siamo formati i nostri quadri. Oggi abbiamo, solo nel gruppo ENI, circa 1300 ingegneri, 3000 tra periti industriali e geometri, 300 geologi, 2000 dottori in chimica, in economia e in legge, migliaia e migliaia di specialisti.
Conosciamo i problemi, li sappiamo discutere e riusciamo a vedere che niente va bene, niente di tutto quello che ci hanno insegnato sulle nostre inferiorità.
Erano tanto accettate queste false conoscenze che avevano diffuso sugli italiani: sul dolce far niente, su questa razza pigra che non è pigra, che ancora oggi ce le sentiamo ripetere come verità».
Enrico Mattei
[Dal discorso tenuto il 4 dicembre 1961 per l’apertura dell’anno accademico della Scuola di studi superiori sugli idrocarburi di San Donato Milanese https://t.co/2X138VwVnm (in E. Mattei, Scritti e discorsi, Rizzoli 2012)]
Indebitarsi con la Ue a tasso variabile quando i tassi erano praticamente a zero, risultato? 40 miliardi di interessi in più rispetto a fare tutto da soli con i Btp nel 2021.
Un Paese che sostituisce l'industria col turismo è un Paese che ha scelto il sottosviluppo al posto dello sviluppo, che aspira a diventare Terzo mondo. Nel corso degli ultimi 40 anni in Italia è costantemente diminuito il peso del settore industriale (dal 25% del PIL del 1980 all'attuale 20%) mentre è salito quello dei servizi (dal 64% del PIL del 1980 al 72% attuale), trainato dal turismo (che è passato da un contributo diretto del 3% del PIL negli anni 80 all'attuale 6%). Tra il 1995 e il 2025 l'Italia ha perso quasi 1 milione di posti di lavoro nell'industria manifatturiera (da 4,6 milioni a 3,8), 600.000 solo dal 2008 a oggi. Nel 1980 gli occupati nel settore industriale rappresentavano il 40% dei lavoratori, oggi meno del 27%. Rispetto al 1995 le imprese manifatturiere sono diminuite del 33% passando da 744mila (13,8% del totale) a 497mila (8,5% del totale) e la produzione industriale è crollata del 15,9%.
Ovviamente non è vero che la spesa pensionistica italiana è del 15,5% e che è la più alta d'Europa. La spesa al netto dell'assistenza e delle spese non pensionistiche (GIAS, Gestione Interventi Assistenziali, TFR) è di 258,02 miliardi, cioè l'11,7% del PIL. Più bassa della media UE (12,4 %). La spesa al netto delle tasse (come dovrebbe essere conteggiata per una questione di uniformità e di correttezza metodologica) è di 187,1 miliardi di euro (con un saldo positivo tra entrate e uscite di 60,9 miliardi di euro). Vale a dire l’8,5% del PIL. Clamorosamente più bassa della media europea e quasi la metà della spesa che viene comunemente attribuita all’Italia. Sommando invece tutta la spesa pensionistica e quella assistenziale, l'Italia è perfettamente in linea con la media dei Paesi europei: 21% (meno di Francia, Austria, Finlandia, ecc.) rispetto a una media del 20%.
Dubito di avere mai avuto ideologie in comune con Vauro (come non le avevo quando esistevano ancora dx e sx, prima dell’attuale rivoluzione imposta dalla grande finanza per cui le due categorie sono ora divise solo tra gli “Happy Few”, che stanno sopra e noi tutti che stiamo sotto, prima di trovarmi in accordo con un già esponente di Rifondazione Comunista come @MarcoRizzo1959 o intellettuali filosofi marxisti-comunisti come @DiegoFusaro o già bandiere della “Gauche Caviar” come Massimo Cacciari o arguti e infidi giornalai 5⭐️ come @marcotravaglio o mass-mediologi graditi alle sx, come Carlo Freccero).
Ma se un acuto comunista massimalista, inizia a ragionare col buonsenso e sa comunicare le grottesche contraddizioni, che accomunano i pidioti alla carciofara, come ai prezzolati #Mediaset, sudditi forzisti, sussurrando ai grulli col paraocchi che il “Re è Nudo” e che è un sacrilegio accomunare i partigiani della Resistenza (quelli veri, non quelli italici, che all’unisono cambiarono la camicia nera con quella rossa), ai criminali tossico-nazisti, avidi di ville con cessi d’oro e panfili Mega-Yachts, guerrafondai che sterminano cinicamente il proprio popolo, per cui “Prima gli ucraini!!”, col Lamborghini e solo poi, forse, il piccolo borghese italiano…
Io cito e rilancio con ammirazione il video di Vauro, che tanti spunti dona alle coscienze critiche, lasciando e a voi l’ardua sentenza.
L'Etna a craché en 3 jours plus de CO2 que 10 ans de sacrifices imposés par l'UE. Tout leur Green Deal anéanti par un volcan!
Mais c'est TA voiture qui pollue! Pourquoi? Parce que l'arnaque écolo leur permet de te racketter à vie avec ZFE, taxes et malus.
Tra il 1992 e il 2025 lo Stato ha pagato quasi 2.700 miliardi di euro di interessi passivi mentre ha sottratto 863 miliardi di euro a tutto il resto. Ha sostenuto insomma la finanza mentre sottraeva risorse all’economia reale. E lo ha fatto facendo arricchire soprattutto i grandi capitali esteri a scapito delle famiglie italiane la cui partecipazione al debito è passata rispettivamente dal 5% del 1991 all'attuale 36% e dal 65% all'attuale 14,5%.
Na początku lat 90. Mobil przeprowadził słynny test wytrzymałościowy BMW E30 325i/325is z rzędowym sześciocylindrowym silnikiem 2.5. Samochód pracował na hamowni przez około cztery lata, 24 godziny na dobę, aż uzyskał równowartość 1 miliona mil, czyli około 1,61 mln km.
BMW najpierw przejechało około 1000 mil na drogach, aby dotrzeć silnik zgodnie z normalną procedurą.
Następnie auto zamocowano na hamowni/stanowisku z rolkami, a nie wysłano na drogę.
Pracowało głównie przy symulowanej prędkości około 85 mph, czyli 137 km/h, z okresowym obniżaniem do około 45 mph, aby nieco urozmaicić warunki pracy.
Stosowano syntetyczny olej Mobil 1.
Były postoje na normalny, zalecany przez BMW serwis, https://t.co/1bXbdxPaNC. wymiany oleju i obsługę techniczną. Stwierdzenie „non stop” oznacza więc ciągłość projektu i pracy między serwisami, a nie cztery lata bez wyłączenia silnika ani jednej sekundy.
Po osiągnięciu miliona mil silnik rozebrano i zbadano. Według relacji z testu zużycie elementów miało być minimalne, a część podzespołów pozostawała w granicach tolerancji przewidzianych przez BMW nawet dla nowych części.
Czekam teraz na taki test obojętnie jakiej marki