giudizio, prima di bollare quei due ragazzi col marchio della bestia (che già per 3 anni hanno dovuto sopportare, molto probabilmente ingiustamente).
Tanto vi dovevo.
Assolti perché il fatto non sussiste.
Ciononostante leggo numerosi post su social di persone che gridano allo scandalo e alla malagiustizia.
Quindi: se una donna denuncia uno stupro, poco importa se viene appurato che non di stupro si è trattato. Basta la parola. E allora a che
più furbe o subdole, che fanno male senza pugni, ma ci sono. E se un tribunale afferma dopo 3 anni di indagini che la donna in questione ha detto una cazzata, prima di strapparsi le vesti e gridare allo scandalo, accettiamo la sentenza e aspettiamo almeno il prossimo grado di
ma se una donna evira il suo compagno, ha fatto bene e giù di ilarità e approvazione. Ebbene, avete rotto il cazzo. E non lo dico per difendere la categoria. Lo dico per difendere la verità e la giustizia. Perché ci sono uomini merde ma anche donne merde, magari meno, magari solo
L'uomo ha stuprato se la donna dice che ha stuprato. Perché questa è diventata una guerra di categoria. Alimentata anche da questo atteggiamento. E dal doppiopesismo ormai sdoganato, per cui se la notizia è che un uomo pesta una donna è una bestia,
serve il processo? Diamo vent'anni a chiunque sia denunciato per stupro o molestie. Questo è il messaggio che si fa passare: se una donna denuncia è per forza andata così. Non può essere che una donna voglia vendicarsi per chissà quale torto, rifiuto o trattamento.