Prima hanno aumentato il bollo auto per ben quattro volte, oggi alimentano polemiche pretestuose sulla sua abolizione. Per la sinistra un solo verbo fa rima con tassare: aumentare. È nella loro indole.
Ecco perché non piace alla sinistra: i sondaggi danno una nuova lettura di questa legge elettorale
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Legge elettorale, ecco il Melonellum: come si vota (e cosa cambia secondo i sondaggi)
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Ranucci racconta che quando compri una macchina ti chiedono la tessera sanitaria e ci costruisce dietro un complottone tirando dentro Palantir e Peter Thiel. Ma in realtà serve solo perché lì c’è il codice fiscale: non significa che qualcuno possa vedere le tue malattie o accedere al fascicolo sanitario. Anche a me rompe i c***ni doverla dare, ma Palantir non c’entra un fico secco. Qui mi sa che siamo nel mondo della mitomania. #zuppadiporro
✍🏻 Roberto Damico
Una delle domande più ricorrenti che si pongono a Meloni è se lei si ritenga antifascista. E quando lei fa notare che ha memoria di cosa erano gli antifa negli anni Settanta – e sono ancora oggi –, che conosce a memoria i nomi di molti ragazzi uccisi perché ritenuti fascisti, e che non vuole su di sé la definizione di gente che uccide altre persone perché ritiene che non siano degne di vivere, quelle persone insorgono. E insorgono perché si ritengono tutori della memoria della Resistenza, custodi della memoria, di quella memoria.
Eppure, credo che in pochi oggi infanghino la memoria della Resistenza quanto quelle persone. E non solo perché questi “custodi della memoria” accostano, letteralmente, Sandro Pertini a Sinwar, definendo la lotta di quest’ultimo Resistenza. Ma anche perché, contestualmente, queste stesse persone che parlano e straparlano di “eroica resistenza” e ritengono che il 7 ottobre – ossia un pogrom contro innocenti inermi – sia stato un atto di resistenza, allo stesso tempo non riconoscono l’eroismo della resistenza ucraina, la lotta disperata, il valore.
E io credo che un giorno il valore della resistenza ucraina verrà riconosciuto, perché davvero esistono infiniti atti il cui valore potrebbe riempire antologie, a cominciare dalle prime ore di resistenza all’invasione, in cui addirittura poliziotti hanno cominciato a fronteggiare soldati. Tutto questo emergerà, spero, quando l’invasore russo verrà rimandato a casa. Ma nessuno di coloro che si dicono custodi di quella memoria italiana lo riconosceranno. Perché, per loro, la resistenza è quella di Putin contro gli europei e quella di Hamas contro Israele.
Chi oggi confonde la Resistenza con il terrorismo, chi equipara i partigiani ai jihadisti, chi mette sullo stesso piano chi combatteva per la libertà e chi combatte per sottomettere, non sta difendendo la memoria. La sta cancellando e sta dicendo che la Resistenza non sarebbe stata una lotta per la libertà, ma una lotta per il potere. E questa è la peggiore offesa che si possa fare a chi ha dato la vita per la libertà.
La Resistenza non è stata un’azione militare come le altre, è stata una scelta morale fatta spesso da militari che avrebbe potuto gettar via le armi e correre lontano, come gli ucraini. E chi usa quella parola per giustificare il terrorismo, per giustificare l’aggressione imperialista di un impero, per giustificare la tirannia, non sta solo mentendo; sta tradendo. Sta tradendo i partigiani, i caduti, i morti. Sta tradendo ogni Resistenza.
Dopo gli otto dottori indagati, l’inchiesta di Ravenna si allarga: perquisiti altri 23 professionisti. Nelle chat si scambiavano le certificazioni per «mapparle»: «È una questione etica non inviare gli stranieri nei centri».
di @amendolaraf
https://t.co/Zwi7zJoNnj
Ma come si fa a condurre un programma dove la conduttrice fa le domande e dà anche le risposte senza far parlare per un attimo l'intervistato e semmai l'intervistato ci riesce passa subito ad un'altra domanda e via così per tutta l'intervista
😱 Cosa facevano per favorire gli immigrati 👇
Certificati falsi agli immigrati, le chat choc dei medici: “Sbirri maledetti, gli facciamo il c…”
https://t.co/4fuOkqIhvA
THE SHAH WAS A BRUTAL DICTATOR because :
In 1963, Iranian women won the right to vote — about eight years before women in Switzerland (1971).
Female literacy rose from about 17% in 1966 to 35.5% in 1976.
Women’s share of university students rose from about 8% after World War II to 28% by 1976.
In 1936, Reza Shah ended state-enforced Islamic veiling.
In 1968, Farrokhroo Parsa became Iran’s first female cabinet minister.
Women moved from the home into schools, parliament, and government.
The man had the country thriving !
Women consent age for marriage was 18 ! By Islamic regime it decreased to 9 and pedophilia became legal !
You gotta be a dirty liar to call the shah “dictator”
These videos are made from original pictures of Iran before 1979 …
Original art***
“Se colpevoli, vanno radiati dall’albo”. Il centrodestra fa quadrato e chiede verità sui certificati medici sospetti dei migranti https://t.co/tmSSROeKfB
Oltre a difendere giustamente gli onesti, #Lepore si è scordato di esprimere FERMA CONDANNA se i fatti verranno accertati ❓
Se hanno dichiarato il falso, è dalla loro parte ❓
✍🏻 Roberto Damico
Torno ancora sul discorso di Virginia Libero perché sto ascoltando una linea di difesa del suo orrido discorso che è forse peggiore del discorso stesso, e mostra proprio una totale incomprensione della realtà, il vivere immersi in una narrazione e la totale incapacità di affrontare le problematiche reali.
In molti, infatti, stanno sostenendo che la posizione di Virginia Libero sia femminista, finalmente in opposizione al “modello bellicista vigente”. Poi si fa notare che l’attivista ha 28 anni e che è giusto, a quell’età, far volare l’idealità e il cuore. Ora, io credo che solo in Italia una persona di 28 anni continui a passare per adolescente e si commenti “sono giovani”. Lì siamo davanti alla classe dirigente del secondo partito d’Italia, quindi ti aspetti capacità di dirigere un paese, visione. E, onestamente, io mi chiedo: ma questa sinistra pacifista che parla di un’Europa bellicosa e bellicista, addirittura guerrafondaia, lo ha mai aperto un libro di storia?
Perché devo far notare che, dal tempo dell’imperatore Adriano, questo è il periodo di pace più lungo che il nostro continente vive. Noi siamo letteralmente ossessionati dalla pace, viviamo ancora col trauma della Seconda guerra mondiale e con una delega della nostra difesa ceduta agli USA, che è significata dipendenza da loro. Ma questa gente dove vive quando parla di Europa guerrafondaia? Siamo un insieme di Paesi terrorizzato dalla guerra, e siamo un insieme di Paesi per cui una vita umana conta talmente tanto che intraprendere un’azione militare ci terrorizza. Al punto che gli stessi USA, che hanno una cultura affine ma sono più avvezzi alla guerra, non stanno intervenendo sul terreno in Iran perché sanno che un paese grande cinque volte e mezzo l’Italia e con 92 milioni di abitanti significherebbe un numero di morti elevato. La Russia, invece, tra morti e feriti, dall’inizio della guerra in Ucraina, ha perso un milione e mezzo di persone, e nessuno dice nulla.
Noi europei non solo abbiamo eserciti enormemente sottodimensionati, ma abbiamo completamente perso la capacità di ragionare geopoliticamente e, sì, militarmente. Abbiamo perso completamente una parte enorme della gestione della nostra politica, e l’abbiamo persa perché delegata ad altri. Ma oggi ci troviamo come bambini che di certe cose non sanno nulla. Visto da fuori – da uno statunitense, da un russo, da un cinese, da un brasiliano o da un indiano – il nostro pacifismo isterico è ridicolo e pavido.
Come pensa uno Stato sovrano di esercitare la propria sovranità se non può farla rispettare? Bisogna smettere di ragionare come bambini privilegiati, che tanto sanno che papà – cioè gli USA – arriveranno a difenderli se qualcuno li picchia. Perché papà non arriva più. E, là fuori, la gente è quella dei bassifondi. E tu hai vissuto tutto il tempo nel salottino del centro.