"Come le hanno tolto gli slip?". "Perché non ha dato un morso?". E perfino l'insinuazione "se fosse lubrificata o meno".
A leggere la cronaca dell'udienza della ragazza che ha denunciato uno stupro di gruppo, vengono i brividi. I brividi e tanta rabbia.
Come dice giustamente l'avvocata Boiano, sembra di essere tornati a "Processo per stupro", a 50 anni fa, con la donna che ha denunciato che finisce sotto accusa al posto dei presunti stupratori.
Sotto accusa perché non ricorda se in taxi ha appoggiato le gambe su quelle di uno degli imputati. Qual è il punto? Anche se lo avesse fatto, cosa si vuole dimostrare? Che "se l'è cercata"? Che quello è il via libera, implicito e scontato, a un rapporto sessuale non desiderato? Questo modo di difendere imputati per stupro è sconvolgente e scandaloso.
Questa è vittimizzazione secondaria, un'altra forma di violenza che colpisce le donne che denunciano.
E non ha nulla a che fare con il diritto di difesa di chi è accusato. Questa è misoginia e deve restare fuori dai tribunali.
#14dicembre #violenzasulledonne
Una ragazza denuncia il suo ex (un calciatore) per aver filmato i loro rapporti a sua insaputa e per averli condivisi. I commenti degli UOMINI : se fai sesso sei una putt4na, la colpa è la tua, vuoi solo i soldi. Più di 80 screen, e non sono nemmeno 1/3 dei commenti
Rendere il Parlamento un inutile passacarte a suon di voti di fiducia.
Attaccare frontalmente il potere giudiziario con accuse e toni gravissimi.
Bollare i manifestanti come terroristi inventando devastazioni che non ci sono state.
Sta succedendo tutto troppo in fretta.
«Le aree semantiche che definiscono una donna che parla sono quasi sempre denigratorie. […] La donna socialmente gradita è una donna silenziosa».
Michela Murgia, Stai zitta
Dove sono finiti quelli del lupo e delle prede? E quelli che se l'uomo è bianco e di buona famiglia non uccide e non stupra? Il killer di Giulia Cecchettin è la barbara cultura patriarcale del possesso del corpo e della vita delle donne. Una cultura bastarda, infame, vigliacca.
Le dichiarazioni del padre di Filippo Turetta le trovo veramente disturbanti.
"Mio figlio a volte era un po’ possessivo, ma non in modo patologico, come lo descrivono. Era geloso come lo sono i ragazzi a quell’età, non in modo da farci allarmare, insomma".
Cioè, la radice del problema è proprio considerare questi atteggiamenti come normali. Essere possessivo non è normale, sostenere che la possessione possa non essere patologica e dunque sia in qualche modo comprensibile è proprio il fulcro della questione. Soprattutto se il contesto ci narra che Giulia Cecchettin ha scelto di interrompere quella relazione. Una motivazione ci sarà pur stata e non riuscire ad accettarla è già di per sé un qualcosa di problematico.
Se questo tipo di comportamenti possessivi e gelosi sono così diffusi da essere considerabili nella norma è proprio perché c'è qualcuno che li normalizza con dichiarazioni del genere.
m'importa una beata mazza che palazzo chigi si sia tinto di rosa per la lotta contro il carcinoma al seno se non posso fare #ecografia e #mammografia col #SSN e posso solamente ricorrere ai #privati a #pagamento.
Vergognatevi in rosa, e non è abbastanza.