💔 Il 1° maggio di trentadue anni fa ci lasciava uno dei più grandi piloti di Formula 1, Ayrton Senna, a causa di un incidente avvenuto durante il GP di San Marino, che si svolse a Imola. Un tragico evento che concluse nel peggiore dei modi un fine settimana già amaro. Il giorno prima, infatti, era morto un altro pilota, Roland Ratzenberger
📸: Ansa/ ARCHIVIO
#1Maggio 1994.
Non è solo la data in cui la #FormulaUno ha perso #AyrtonSenna, ma il giorno in cui si è fermato qualcosa per milioni di persone.
Talento puro, disciplina feroce, carisma raro.
In pista cercava sempre il limite; fuori, lasciava spazio a umanità e generosità spesso meno raccontate.
A 32 anni, il suo nome continua a significare passione, coraggio e ricerca dell’eccellenza.
Il tempo passa, il ricordo no.
Ci manchi campione! 🙏❤️
#Senna #PrimoMaggio
Foto EuroOpinione Youtube
F1: 32 anni senza Ayrton Senna, quel 'maledetto' 1 maggio 1994 a Imola
La leggenda brasiliana perse la vita in un incidente alla curva del Tamburello
🙏❤️💔
C’è un tipo di persone che non ama uscire di casa.
Si sente in pace nella propria stanza, nel proprio mondo.
E se esce, lo fa solo perché non ha alternative: va, fa ciò che deve fare e torna subito, parlando quasi con nessuno.
Sono quelle persone che hanno uno o due amici veri, e questo basta loro.
Il telefono è quasi sempre in modalità silenziosa. Non aspettano chiamate, né messaggi, né che qualcuno chieda come stanno.
Possono passare ore a scorrere il feed dei social senza scrivere una parola, senza commentare nulla.
Apprezzano l’odore del caffè appena fatto, leggere un buon libro, guardare la pioggia cadere, ascoltare musica soft e sentire la compagnia tranquilla del proprio cane o del proprio gatto.
Spesso la gente li chiama “strani”, “antipatici”, “complicati”, “introversi” o persino “pazzi”.
Ma non lo sono.
Sono solo diversi: preferiscono ascoltare i propri pensieri piuttosto che il rumore del mondo.
Un grande applauso al principe Alberto di Monaco che ha rifiutato di promulgare una legge sulla legalizzazione dell'aborto.
Ecco le sue parole:
"Il quadro attuale rispetta ciò che siamo in considerazione del ruolo che la religione cattolica occupa nel nostro Paese, garantendo al contempo un accompagnamento sicuro e più umano".
Dovremmo prendere esempio, e mettere finalmebte mano alla odiosa 194 che ha causato solo in Italia oltre 6 milioni di morti dal 1978 ad oggi.