Dopo la bizzarra intervista rilasciata dal dittatore Lukashenko in cui sembrava voler “sciogliere” la tensione, il regime bielorusso cerca di nuovo rogne.
Uno dei suoi rappresentanti militari alla cosiddetta CSI è arrivato addirittura a minacciare direttamente l’Ucraina.
I coltivatori di patate ricordino però che non siamo più nel 2022. L’Ucraina è decisamente più forte e Zelensky non ha alcun bisogno di minacciare… e infatti fa una promessa:
L’esercito ucraino distruggerà tutti i trasmettitori radioelettrici che si trovano nelle zone di confine della Bielorussia e che aiutano i droni russi ad attaccare l’Ucraina, se questi non verranno rimossi entro sette giorni.
Ha fatto bene la Presidente del Consiglio a replicare con la durezza e la chiarezza necessarie alle parole ignobili di Donald Trump, sempre più fuori controllo e sempre più inadeguato a rappresentare un grande Paese come gli Stati Uniti d’America.
L’Italia e l’Europa non hanno mai implorato nessuno; è vero invece che in questi mesi abbiamo osservato con sgomento Trump con il cappello in mano davanti a Putin, Xi, e a tutti nemici delle democrazie liberali.
Donald Trump è una sciagura per il popolo americano e per il mondo libero.
Amiche e amici riformisti del Campo Largo, siete davvero convinti che il modo più efficace per costruire un’alternativa di governo alla destra sovranista di Giorgia Meloni sia affidarsi a chi vi chiude nell’armadio appena entra Giuseppe Conte nella stanza o a chi vorrebbe scegliere al posto vostro i leader che vi rappresentano?
Noi crediamo di no. Per questo vi aspettiamo dentro Spazio Pubblico per costruire insieme un polo europeista, democratico e riformista.
@s_pubblico
C’è chi ha in testa solo il calcio. Chi pensa solo alla... vabbè, ci siamo capiti.
Alessandro Di Battista invece ha un pensiero fisso molto particolare: il gas russo.
Mi domando da dove arrivi questo amore per il gas russo a questa grandissima testa di gaz…
La colpa di questo ORRORE ricade su chi da anni ci DISUMANIZZA, insultando noi ucraini sui giornali, in TV, nelle piazze e sui social.
La colpa è di chi da anni ci dipinge come nazisti, guerrafondai e accattoni, dimenticando che siamo esseri umani e VITTIME di un'invasione criminale e sanguinaria.
Come possiamo sentirci al sicuro in Italia? Come possono sentirsi al sicuro i nostri profughi, i nostri figli?
Io, sinceramente, non mi sento al sicuro in questo clima di odio.
Fino a oggi Mosca era la città russa col più alto tasso di abitanti convinti sostenitori del proseguimento della guerra (53% contro il 30% di media nel resto della nazione -sondaggio Levada-Zentr maggio 2026).
Attendo con ansia i dati di giugno.
«Se a Napoli un ragazzino di quindici anni ucraino viene pestato dai suoi coetanei per la sua nazionalità, lo dobbiamo soltanto a quei bastardi come Travaglio, Vannacci, Conte e compagnia bella.»
Questo video di @MaistroukV colpisce nel segno e merita il massimo repost!
L'onestà intellettuale di riconoscere che le politiche della NATO hanno causato la distruzione dell'Ucraina.
Trump, gli accordi con l'Iran e la questione nucleare.
Zelensky chiede di incontrare Putin a Washington.
L'Ucraina nel disastro.
Il mio nuovo video esce ora.
Il 21 giugno parlerò a Carrara.
https://t.co/jlIVx2RAcO
Le immagini degli incendi e degli impatti a Mosca stanno invadendo i social. Colpi che arrivano direttamente in faccia a Putin.
Secondo le regole non scritte dell’impero, puoi anche non riuscire a proteggere Tuapse, Ust-Luga o Kursk: la maggior parte degli abitanti della capitale scorrerà quelle immagini senza provare alcuna emozione.
L’importante è che non ci siano troppi ingorghi sulla tangenziale di Mosca e che il corriere con i croissant non arrivi in ritardo.
Ma un attacco massiccio alla capitale — al diavolo gli eufemismi, un bombardamento su larga scala di Mosca — con immagini di luoghi riconoscibili di Kapotnja o dei quartieri del mercato Sadovod in fiamme, questo sì che attirerebbe l’attenzione perfino del giovane ricco che fa affari con le criptovalute.
E tutto questo potrebbe concludersi solo nel momento in cui il nonno al Cremlino verrà colto da un attacco di tosse e cadrà, come Stalin.
Perché, volontariamente, la guerra non sembra affatto intenzionato a finirla.
La banalità del male, ancora una volta, si riaffaccia dall’Italia. Persone ostentatamente religiose che godono per le sofferenze di civili sotto i missili russi, padri di famiglia che vorrebbero vedere più morti e distruzione in Ucraina… 1/2
Donald Tusk sobre a Ucrânia:
"Nem o Prémio Nobel da Paz seria suficiente.
Há quem diga que a Ucrânia deveria estar grata por tudo. A verdade é exatamente o oposto.
Nós, os outros, é que devemos estar gratos à Ucrânia."