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#GARLASCO: IL GIALLO DEL FRUTTOLO. SEMPIO NEL MARZO 2025: “CHIARA LO MANGIÒ QUELLA MATTINA”. MA QUEL DATO EMERSE SOLO TRE MESI DOPO
Parlando con un’amica a marzo 2025, l’indagato dà per certo un fatto che gli investigatori avrebbero scoperto solo a giugno. Come faceva a saperlo? Il Giornale pubblica le intercettazioni
Nel caso Garlasco c’è un dettaglio che sembra piccolo ma che gli inquirenti considerano tutt’altro che trascurabile. Si chiama Fruttolo — uno yogurt alla fragola. E la sua storia, raccontata oggi dal Giornale, solleva una domanda: come faceva Andrea Sempio a sapere a marzo 2025 quello che gli investigatori avrebbero scoperto solo tre mesi dopo?
IL FRUTTOLO E IL DUBBIO INIZIALE
I resti della spazzatura, entrati nell’incidente probatorio che ha cristallizzato la presenza dell’aplotipo Y di Sempio sulle unghie della vittima, hanno restituito una verità scientifica diversa rispetto all’ipotesi su chi avesse consumato due vasetti dello yogurt alla fragola, rimasti per oltre otto mesi nel sacchetto dell’immondizia e poi conservati per diciott’anni, senza mai essere analizzati, dopo il dissequestro della villetta.
Il dubbio che quei due Fruttolo, accompagnati dalla presenza di due cucchiaini nel lavandino che non sono stati nemmeno repertati, non fossero stati mangiati dalla vittima era alimentato dal fatto che Chiara fosse intollerante al lattosio, come dimostrano alcuni certificati medici agli atti dell’inchiesta. Nessuno, dunque, poteva avere la certezza, a inizio indagine, che quegli alimenti li avesse consumati Chiara.
LA CONFERMA ARRIVA A GIUGNO 2025
La conferma è arrivata solo a fine giugno 2025, quando le analisi effettuate sul materiale genetico prelevato dalla perita Denise Albani hanno stabilito che il DNA sui vasetti era di Chiara Poggi.
Fine giugno 2025. Questa è la data in cui gli investigatori hanno avuto la certezza scientifica che i Fruttolo li aveva mangiati Chiara.
SEMPIO LO SAPEVA GIÀ A MARZO
Ed è qui che entra in gioco l’intercettazione. Parlando con un’amica sui reperti che sarebbero entrati nell’accertamento tecnico irripetibile e manifestando una certa preoccupazione che su quegli oggetti gli investigatori avrebbero potuto trovare sue tracce legate alla frequentazione della casa, Sempio spiega che “gli unici oggetti che hanno ritrovato sono le scatole del Fruttolo che ha mangiato lei quella mattina”, sottolinea inspiegabilmente dando per assodato un dato che sarebbe emerso solo tre mesi dopo, “i cereali della colazione, un’altra roba tipo la tazzina da cui beveva il tè…”.
Marzo 2025. Tre mesi prima che gli investigatori lo scoprissero con le analisi del DNA, Sempio dava già per assodato che il Fruttolo lo avesse mangiato Chiara quella mattina.
LA DOMANDA
Come faceva Sempio a saperlo? Le spiegazioni possibili sono due. La prima: lo sapeva perché era presente in casa quella mattina e aveva visto Chiara mangiare quei vasetti. La seconda: lo sapeva per vie diverse, forse attraverso informazioni trapelate dalle indagini.
La prima spiegazione è quella che gli inquirenti considerano più probabile — e più significativa. La seconda rimanda alla questione della talpa e delle informazioni che circolavano fuori dal fascicolo, su cui la Procura di Pavia sta lavorando da mesi.
IL CONTESTO: I SOLILOQUI E LE ESTERNAZIONI
Il Fruttolo non è l’unico elemento che emerge dai soliloqui-confessioni e dalle esternazioni quasi profetiche di Andrea Sempio. Come già raccontato, l’indagato era stato intercettato mentre parlava da solo in auto, in conversazioni che gli investigatori hanno definito rilevanti per la ricostruzione della sua personalità e del suo rapporto con la vicenda.
Il Fruttolo si aggiunge a questo quadro come un dettaglio minuscolo con un peso specifico enorme: non è una confessione, non è una prova diretta. È una conoscenza che Sempio non avrebbe dovuto avere. E che aveva.
Andrea Sempio è indagato e presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva. Alberto Stasi è condannato in via definitiva e sta scontando la pena. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da Il Giornale, 27 maggio 2026, a firma Rita Cavallaro.
Vi ricordate il comunicato del procuratore Fabio Napoleone quando fin dall’inizio scriveva il Dna “sotto” le unghie è di Andrea #Sempio? È passato un anno e per la professoressa Cattaneo, come anticipato dal #Tg1, #ChiaraPoggi si è difesa, lottando con il suo assassino. Una ricostruzione logico-fattuale che spiegherebbe come si sia depositato quel profilo genetico, sotto le unghie. Eppure il Dna non è del condannato Alberto Stasi. Inoltre l’assassino si sarebbe sporto dal primo gradino, lasciando la palmare 33 e l’orma mai rilevata prima, per guardarla morire. Si va verso la fine dell’inchiesta #Garlasco.
#garlasco Se Chiara ha lottato con il suo aggressore e ha il suo DNA sotto le unghie, è possibile che l'assassino avesse segni sulle braccia. Chi era l'unico con le maniche lunghe ad Agosto? E ora, continueranno ancora a sostenere che queste fotografie sono inutili alle indagini?
#Epsteinfile
Dichiarazioni UFFICIALI:“NON diffonderemo le immagini di morte”
Quindi ci sono.
Riprendevano le uccisioni.
UCCIDEVANO.
Anche.
Questa ‘Élite’ è stata ed è tuttora protetta.
Il silenzio mediatico su questa vicenda dovrebbe fare INORRIDIRE
#giustizia#vergogna
#Garlasco Fragoline e girasughi attenzione attenzione: con questo e la PEC a forma di siluro già in viaggio verso le opportune destinazioni, adesso vediamo che succede, cosa inventeranno i salmonidi pur di continuare a negare quello che era evidente da mesi, per me da anni.
#Garlasco Riprocessiamo Stasi ogni settimana (a reti unificate). Riprocessiamo Marchetto ogni due. Sempio gli facciamo gli applausi (a reti unificate), La Procura di Pavia la ignoriamo, quella di Brescia la snobbiamo. Pareri imparziali li chiediamo a Garofano e Reale. Tutto ok!