Che cos'è la fuffa in politica? È la straordinaria giravolta dell'onorevole Ravetto che aveva usato il numero dei rimpatri per elogiare il governo e dopo un anno lo usa per criticarlo. La forza delle idee ❤️
Se un solo israeliano venisse arrestato in Europa, e subisse maltrattamenti, venisse umiliato…l’occidente democratico si ribellerebbe.
In questo preciso momento, centinaia di attivisti per i diritti umani internazionali vengono torturati in Israele…
Ma l’italia e la Germania continuano ad opporsi alla sospensione dell’Accordo UE-Israele.
Inoltre, il governo Meloni ha attaccato e denigrato la mobilitazione contro il genocidio coloniale in Palestina.
Presidente Meloni,
bene condannare Ben Gvir per l’umiliazione dei membri della Flotilla (un trattamento di lusso rispetto a quanto inferto ai palestinesi nelle carceri israeliane).
Ma le parole non bastano: l’Italia smetta di opporsi alla sospensione dell’Accordo UE-Israele.
Esplodono i ponti. Israele avanza nel #Libano ricco d’acqua, il suo vero obiettivo pensa più d’uno.
#Jezzine, dove i conventi proteggono le loro Madonne dalla pioggia e aprono le porte agli sfollati.
Con Ivo Bonato
Gli USA non hanno bisogno del gas e del petrolio che arriva dallo stretto di #Hormuz, quindi entrano in guerra con l'#Iran senza preoccuparsi delle loro scorte che vendono a caro prezzo ad un'Europa già colpita dai dazi. L'Europa è sotto attacco economico-finanziario. #Botteri
Quindici aerei cisterna statunitensi hanno lasciato la Spagna dopo che Madrid ha negato agli Stati Uniti l'uso delle basi militari sul territorio spagnolo per operazioni contro l'Iran. il governo di Pedro Sánchez è finora quello europeo che ha condannato in modo più fermo gli attacchi israelo-statunitensi
Madonna la signora Gianna ha detto che la sua famiglia era di sinistra e ha fatto ciao ciao ai fascisti. Conti aveva disinnescato il festival per andare sul sicuro e la simpatica vecchiarda ha fatto saltare il banco. ✈️ #sanremo2026
@Antonio_Tajani Certo, Ministro. Neanche io mi riconosco nelle posizioni di un governo il cui Ministro degli Affari Esteri afferma che "il diritto vale fino a un certo punto". La differenza è che io resto disponibile al confronto nel rispetto dell’organismo di pace e garanzia al quale appartengo
72 minuti. 72 minuti di delirio in diretta mondiale.
72 minuti in cui il Presidente degli Stati Uniti ha confuso la Groenlandia con l’Islanda. Più volte. Mentre spiegava perché vuole comprarla.
72 minuti in cui ha minacciato un alleato NATO, la Danimarca, con queste parole: “Potete dire di sì, e lo apprezzeremo. Potete dire di no, e ce lo ricorderemo”.
72 minuti in cui ha definito la Groenlandia “un pezzo di ghiaccio” da cui dipenderebbero i destini della Terra: “Quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio in cambio della pace mondiale”.
72 minuti in cui ha dichiarato di avere “100% sangue scozzese e 100% sangue tedesco”. Che farebbe 200%. Ma la matematica, evidentemente, non è il suo forte.
72 minuti in cui ha affermato che gli Stati Uniti, dopo la Seconda Guerra Mondiale, avrebbero “restituito la Groenlandia alla Danimarca”. Peccato che sia falso. Gli Stati Uniti non hanno mai posseduto la Groenlandia. Mai. Nel 1916 riconobbero ufficialmente la sovranità danese. Durante la guerra ottennero solo basi militari temporanee. E nel 1946 provarono a comprarla offrendo 100 milioni di dollari. La Danimarca disse no. Non c’è stata nessuna “restituzione”.
72 minuti in cui ha sostenuto che “la Cina non ha pale eoliche”. La Cina. Il Paese che da 15 anni consecutivi è il primo produttore mondiale di energia eolica. Quello che costruisce il 45% di tutti i progetti eolici del pianeta.
Ma per Trump, “non hanno campi di mulini a vento”. Li vendono “agli stupidi”.
72 minuti in cui ha detto che “tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi in Venezuela”. Peccato che il CEO di ExxonMobil, tre giorni prima, gli avesse detto in faccia che il Venezuela è “non investibile”. Peccato che Trump si sia infuriato e abbia minacciato di escludere Exxon. Peccato che le altre compagnie stiano alla finestra, terrorizzate.
Ma lui, a Davos, ha detto che “stanno venendo tutte”.
72 minuti in cui ha affermato che “praticamente non c’è inflazione” negli Stati Uniti. L’inflazione americana è al 2,7%. Superiore all’obiettivo della Fed. In aumento, secondo le previsioni, a causa dei suoi stessi dazi.
Ma per lui, “praticamente non c’è”.
72 minuti in cui ha attaccato il presidente della Federal Reserve chiamandolo “stupido” e “Jerome troppo-tardi Powell”. In diretta. Davanti ai leader economici mondiali.
72 minuti in cui ha raccontato di aver messo dazi alla Svizzera per ripicca, perché “una donna” di cui non ricorda il nome “lo aveva accarezzato per il verso sbagliato”.
72 minuti in cui ha detto che “ieri il mercato è crollato a causa dell’Islanda”. L’Islanda. Un Paese con 380.000 abitanti. Che avrebbe fatto crollare Wall Street.
72 minuti in cui ha sostenuto che gli Stati Uniti “hanno pagato il 100% della NATO”. Il 100%. Quando la quota americana del budget NATO è circa il 16%.
Ma per lui, il 100%.
72 minuti in cui ha confuso l’Azerbaigian in “Aber-bajian”.
72 minuti di flusso di coscienza. Di bugie verificabili. Di numeri inventati. Di minacce ad alleati. Di insulti a funzionari. Di gaffe geografiche. Di millanterie smentite dai fatti.
E il mondo, in silenzio, ha guardato.
Ha guardato il Presidente della più grande potenza mondiale confondere due nazioni, minacciare la Danimarca, insultare la Fed, mentire sul Venezuela, inventarsi dati sull’inflazione, negare l’esistenza dell’industria eolica cinese.
72 minuti.
E pensare che una volta, per molto meno, le carriere politiche finivano.
Oggi, invece, si va avanti verso il prossimo delirio.
Benvenuti nel 2026.
#Davos #Trump
“Oltre 100 morti in un naufragio nel Mediterraneo”: il racconto dell’unico migrante sopravvissuto. Cei: “Vigilia di Natale insanguinata”
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L’ultimo neonato ucciso dal freddo a Gaza aveva solo due settimane. Si chiamava Mohammed Khalil Abu al-Khair. «È morto all’inizio di questa settimana, ed è il terzo nell’arco di poco tempo. Gli altri erano una bimbo di pochi giorni e una bambina di otto mesi» conferma Giorgio Monti, coordinatore medico di Emergency a Gaza. Lo raggiungiamo in videochiamata a Deir Al Balah, nel centro della Striscia, dove vive da più di un anno. Le ultime notizie sulla morte dei neonati sono «una tragedia immensa» dice Monti, e aggiunge che «a Gaza non c’è pace e ogni giorno è peggiore del precedente».
Leggi l'intervista della nostra Chiara Vitali al coordinatore medico di Emergency a Gaza:
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Tra le comunità beduine che i tre attivisti italiani assaliti dai coloni, stavano proteggendo.
“Con loro, avevamo ripreso a dormire. Ora, chi ci aiuterà?”
Ain el Duyuk, #Cisgiordania. Con Ivo Bonato
Tu sei la Presidente del Consiglio, non sei la “nazione”. La differenza non è banale. Tu prima o poi passi, l’Italia invece resta. Nelle democrazie esistono le opposizioni. E hanno il diritto di parlare e di criticare. Solo gli aspiranti dittatori hanno l’abitudine di delirare.