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Sono letteralmente ipnotizzato da questa esecuzione di straordinaria difficoltà, eseguita magistralmente senza la minima impercettibile sbavatura. Merita di essere vista e applaudita da tutti gli italiani grandiosa Sofia 👏👏👏
Ahmad trasporta aiuti umanitari per #Gaza. Viene fermato dall' IDF e invitato a scendere dal mezzo. Ahmad scende con le mani alzate.
Gli sparano in testa.
Notizia di due giorni fa. L' avete sentita in qualche TG?
Uno dei pochi esempi di giornalismo d'inchiesta vero, teniamocelo stretto e aiutiamolo a resistere a questi attacchi ignobili. Ne abbiamo visti tanti di giornalisti "silenziati" perchè scomodi al malaffare
Aiutatemi a capire una cosa.
Se l'immigrato compie un reato, nessuna pietà e remigrazione immediata, giusto?
Se un parlamentare viene condannato ( non fatemi fare i soliti nomi, ce ne sono a decine ) non solo continua a gestire la cosa pubblica ma addirittura fa carriera.
Com'è?
#GIULEMANIDAREPORT
A fronte della sospensione delle repliche estive di #Report, che sarebbero dovute andare in onda da stasera, vi chiediamo una mano, perché noi vogliamo esserci comunque! La storia delle nostre inchieste non può essere cancellata per decreto aziendale
🚨 BREAKING:
The Israeli ambassador protested the publishing of this video on social media platforms❗️
He demanded some companies to completely delete it. Let's make it go viral around the world.
Questo il video che la Rai non ha voluto pubblicare sulla grave situazione in cui versa la terza rete della televisione italiana, RaiTre.
A noi tocca fare il resto.
Condividete se vi va.
#VivaRai3
Ecco il video comunicato sindacale che la Rai non ha voluto mandare in onda:
Avevamo chiesto di trasmetterlo per porre l'attenzione sullo smantellamento di RaiTre.
Vi chiediamo di condividere il video per raggiungere più persone possibili perché RaiTre non muoia.
#VivaRai3
Angelucci, deputato Lega, e’ un milionario che si dichiara nullatenente perché tutti i suoi beni sono in una olding con sede a Lussemburgo
Sono questi i tizi che il governo Meloni protegge rifiutando la patrimoniale
Che vergogna anzi che schifo
Nel silenzio totale dei mezzi di informazione, il governo Meloni ha approvato una norma che consente l'apertura di sale operatorie senza controlli preventivi sui requisiti minimi di sicurezza.
Ripeto, vista la gravità: senza controlli preventivi.
Con verifiche rinviate fino a un anno dopo.
1 anno.
Dodici mesi di interventi chirurgici, anestesie, bisturi, infezioni possibili, pazienti ignari.
Dodici mesi prima che qualcuno vada a vedere se la sala operatoria è a norma.
La norma non nasce in un provvedimento sulla sanità. Sarebbe stato troppo onesto. È stata nascosta dove nessuno guarda.
Infilata in un decreto che parla di grandi opere, commissari, infrastrutture, Ponte sullo Stretto.
Un contenitore omnibus, uno di quelli che scorrono veloci in Parlamento e ancora più veloci nei telegiornali.
Dentro quel decreto, lontano dagli occhi dei cittadini, si smonta un principio basilare dello Stato di diritto sanitario: prima i controlli, poi apri.
Qui si fa il contrario: apri, opera, incassa. I controlli (forse) dopo.
Questa è la lettera che Alberto Stasi dal carcere inviò alle Le Iene
La lettera che ruppe il silenzio nella quale non chiedeva indulgenza ma un’analisi delle carte processuali.
“Care Iene, vi scrivo da un posto in cui mai avrei pensato di dover vivere, un posto in cui non dovrei stare: il carcere.
Il mio nome è Alberto Stasi.
Forse avrete sentito parlare di me, ma sono sicuro che, come tutta l’opinione pubblica, non avrete mai sentito parlare di me per bocca mia.
Ora è giunto il momento che sia io a parlare di me, è giunto il momento che tutti sappiano cosa è realmente accaduto durante il processo. [...]
Vedete, le sentenze — tutte le sentenze — vengono pronunciate “in nome del popolo italiano” e penso, quindi, che il popolo italiano adesso debba sapere cosa è stato pronunciato in suo nome.[...]
Mi hanno rovinato la vita, è pacifico, ma io non mi arrendo e adesso vorrei davvero che qualcuno facesse quello che non è mai stato fatto: leggere e, da informati, informare.
Rendere pubblico il vero. Perché che il popolo italiano, in nome del quale anche la mia condanna è stata pronunciata, sappia davvero come e perché mi trovo in prigione. [...]
[...] Io non ho ucciso Chiara e non smetterò mai di ripeterlo.
Io non so nemmeno chi sia stato: so solo che, a differenza di quello che ho sentito dire per anni, nessuno ha indagato in altre direzioni. [...]
Io ero il sospettato giusto; ero un buon capro espiatorio, facile, semplice, banale.
Perché indagare altrove? Meglio dare in pasto all’opinione pubblica qualcuno piuttosto che ammettere un fallimento. Però, care Iene, sappiatelo: il fallimento del sistema, di tutto il sistema, è stato doppio perché non solo Chiara non ha avuto giustizia, ma hanno rovinato anche la mia vita, oltre ad aver lasciato in libertà uno o più assassini.
Mi auguro con tutto il cuore che voi possiate aiutarmi in questo senso.
Vi chiedo solo una cosa: leggete e informate sulla base degli atti che leggete; lasciate stare i miei occhi (che sono chiari e non freddi) o la mia presunta antipatia (difficile fare i simpatici quando ti accusano ingiustamente di aver ucciso la tua fidanzata, ti tengono sotto processo per più di otto anni, ti assolvono due volte, poi ti condannano e ti sbattono in galera per sedici anni).
Magari poi sarò pure antipatico, ma questo non fa certo di me un assassino che non sono.
Vi saluto calorosamente e vi esprimo la mia stima per il lavoro di informazione che fate.
Alberto Stasi
"...Pregunta seria: ¿Por qué una proeza física de este calibre (que desafía la ciencia) no tiene la misma repercusión que un gol o un triple? ¿Valoramos poco los deportes minoritarios?