Oh, I like his way of talking,
Yes, I do.
It’s the nicest way of talking
Just for two.
And a Help-yourself with Rabbit
Though it may become a habit,
Is a pleasant sort of habit
For a Pooh.
~A.A.Milne
❤️🙏❤️ URGENTE ❤️🙏❤️
🔸🔸🔸🔸🔸🔸🔸🔸🔸🔸🔸
SIC è un giovane cagnolino di taglia (8-10 kg), Ha una paralisi alle zampe posteriori poiché è stato investito, ma per i bisogni è autonomo. Visibile a Roma nord presso la clinica Emergency Vet. Per info 333/2858095.
🙏fate girare
Frankie Dettori on his relationship with John Gosden
🗣️ "In some ways me and John have got nothing in common, but I don't know if it was because he trained horses to suit my riding or I rode horses to suit his training, but something special was there. I didn't have to speak to him and he didn't have to speak to me. He could see from my eyes what I felt he needed to do with a horse.
"What we achieved in those second nine years was amazing. Just when you thought things couldn't get better, they did get better. After Golden Horn went, Enable came along and so did Stradivarius, Cracksman and Too Darn Hot.
"John didn't only train the horses, he trained me as well. He knew when I needed an arm around my shoulder and he knew when I needed a kick up the arse because I was getting too high.
"There was no trainer I enjoyed working with more than John. There was a chemistry between us. I rode for Fabre, Stoute, Saeed and Bob Baffert. You name them, I rode for them, but I had something with John that I didn't have with anyone else."
Chi l’avrebbe mai detto?
Ieri sera, sotto il cielo elettrico di un #SanSiro gremito per l’inaugurazione delle #OlimpiadiInvernali2026 di #MilanoCortinaOlympic2026
la presenza di #NovakDjokovic insieme a tutta la famiglia tra gli spettatori ha aggiunto quel pizzico di imprevedibilità che solo i grandi fuoriclasse sanno regalare.
Non era lì ovviamente per competere ma per guardare, per sentire e per vivere. E nonostante si trovasse lontano dai suoi amati campi, è apparso perfettamente a suo agio nell'atmosfera olimpica, concedendosi dopo la fine della cerimonia ai cronisti con la consueta disponibilità. In un breve ma intenso scambio, passeggiando sotto le luci notturne di Milano, ha ribadito il suo amore per lo spirito dei Giochi, rispondendo in un italiano fluente, naturale, quasi come se chiacchierasse con vecchi amici.
Nessun interprete, nessuna esitazione: parole chiare e quel calore che sa di chi ama davvero questo paese e si sente a casa.
Intervistatore: "Buonasera Novak. Come va?"
Djokovic: "Bene, bene."
Intervistatore: "Che gliene sembra della serata?"
Djokovic: "Uno spettacolo bellissimo, come sempre!"
Intervistatore: "Lei a Parigi ha conquistato la medaglia d'oro olimpica, l'ha voluta, l'ha cercata..."
Djokovic: "Sì, sì."
In quel "Sì, sì" c’è tutta la consapevolezza di chi ha chiuso il cerchio della storia, ma che oggi guarda con rispetto e ammirazione i colleghi della neve e del ghiaccio. Vedere l'uomo che ha vinto tutto nel tennis omaggiare l'inizio di Milano Cortina 2026 è il manifesto perfetto di cosa significhi essere un atleta universale.
Nole non era lì solo come spettatore, ma come simbolo vivente di quella tenacia olimpica che ora passerà il testimone ai campioni dello sci, del pattinaggio e del bob. La sua presenza è un tributo all'Italia e a un evento che promette di restare nella storia.
E infine ha fatto capire ancora che ha la voglia di arrivare alle prossime Olimpiadi. A quasi 39 anni. Dopo 24 Slam, dopo l’oro di Parigi che aveva inseguito per una vita intera, dopo infortuni, polemiche, lui guarda ancora avanti. Non a un ritiro comodo, non a una spiaggia tranquilla. A Los Angeles 2028. Un altro oro. Un altro capitolo.
Mentre camminava via, con quella frase sospesa nell’aria gelida e il sorriso che illuminava il viso sotto le luci dei lampioni, sembrava quasi che stesse parlando non solo ai giornalisti, ma a tutti noi: a chi lo ha seguito da una vita, a chi lo vede come esempio e a un’Italia che lo ha sempre accolto con calore.
- Sebastiano Alicata