Rimpatriato il trapper “Bratan”: aveva bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di diversi profili social, hanno permesso di identificarlo come il motociclista alla guida del gruppo che aveva paralizzato la circolazione. In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine.
@maurizioacerbo Un minestrone ideologico dove si mescolano Shoah, Nazismo, "colonialismo bianco" e la consueta equazione automatica tra destra, razzismo e crimini di guerra. Il tutto per esercitare l'esercizio di stile che vi riesce meglio: il vittimismo.
@LuisaMariaTorri@silvia_salis L'umanità e il rispetto si insegnano con i comportamenti quotidiani, non mutilando la lingua italiana con gli asterischi * sui cartelloni dei bambini. Se per voi la pedagogia consiste nell'insultare chi non la pensa come il vostro centro sociale, la scuola pubblica non fa per vo.
La narrazione #M5S sul #RdC è sempre la solita fiaba: dipingere una misura di pura spesa assistenziale come una "rivoluzione" e ignorare il totale fallimento delle politiche attive del lavoro e dei "navigator" che l'accompagnavano #propaganda
Il Reddito di cittadinanza è stato una delle misure più innovative e rivoluzionarie introdotte nel nostro Paese. Una misura di giustizia sociale che ha restituito dignità e protezione a milioni di persone e famiglie in difficoltà.
Cancellarlo non ha creato nuovi posti di lavoro e non ha eliminato la povertà. Ha soltanto lasciato senza sostegno chi aveva più bisogno della presenza dello Stato.
Da Napoli abbiamo ribadito che questa battaglia non è finita. Continueremo a difendere il diritto a un’esistenza dignitosa e a costruire politiche che non abbandonino nessuno.
La povertà non è una colpa. L’indifferenza della politica, invece, è una scelta.
@AlessiaMorani Beh, per coerenza non dovrebbe polemizzare chi proponeva ai pensionati di ipotecaria le case perché hanno pensioni troppo basse per sopravvivere.
Una startup italiana 'predice' i reati delle aziende con l'Intelligenza artificiale: scova mafiosi, furbetti e caporali. Si chiama Rozes, 'potrà aiutare varie indagini'. Gli autori convocati in Parlamento #ANSA https://t.co/xO3d8Tgdu2
Le mura dell’emiciclo di Strasburgo hanno restituito un’eco che non si udiva da anni, tra una maggioranza che si spacca e il silenzio assordante dell’isolamento diplomatico. Parliamo del voto sulla risoluzione riguardante la crisi migranti a Ceuta che ha preso i connotati di uno schiaffo politico senza precedenti sferrato al governo spagnolo di Pedro Sánchez.
Con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astenuti, il Parlamento europeo ha sancito una rottura degli equilibri tradizionali a Bruxelles. Urla, accuse incrociate e il provocatorio interrogativo della svedese Abir Al-Sahlani – “Sapete dove si trova Ceuta?” – il verdetto è apparso come un atto d’accusa continentale.
La batosta è arrivata appena ventiquattr’ore prima del discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen. Mentre la presidente cercava di serrare i ranghi della sua coalizione centrista, il voto su Ceuta ha dimostrato che, sul tema dei confini, la “grande coalizione” non esiste più.
Le onde d’urto dei fatti di Ceuta si sono scagliate sull’emiciclo, forgiando un’alleanza fino a ieri considerata impensabile. Attorno alla risoluzione si è coagulato un blocco compatto di centrodestra e destra, formato dai i Popolari (Ppe), i Conservatori (Ecr), i Patrioti (Pfe) e l’Europa delle Nazioni Sovrane (Esn), che ha di fatto esautorato i Socialisti (S&d). Il gruppo S&d si è ritrovato isolato a difendere Sánchez, con il 98% dei suoi membri arroccato contro il testo, mentre il gruppo liberale Renew Europe è letteralmente imploso sotto la pressione, spaccandosi tra 27 favorevoli e 31 contrari.
Questo fronte, battezzato dai corridoi di Strasburgo come la “Maggioranza di Ceuta”, rappresenta molto più di un voto di protesta, è un test generale per le future alleanze legislative che potrebbero ridisegnare la direzione politica dell’Unione.
Il peso di questo asse è stato amplificato dalla firma di 22 capi di Stato e di governo, che in una lettera indirizzata ad António Costa e Ursula von der Leyen hanno denunciato come le regolarizzazioni di massa di Madrid abbiano minato la fiducia nella politica migratoria comune.
@Europarl_IT