“Il punto è nell’ammissione che la dignità degli agenti è legata alla dignità dei detenuti. L’odio ed il disprezzo reciproco tra guardie e ladri sono la condizione perché la barbarie delle galere non sia scalfita”.
Avevo letto questa frase di Sofri 20 anni fa, oggi l’ho riletta.
23 Maggio 1992. Un sole alto, il primo bagno e poi l’esplosione che ci ha cambiato la vita. Il nostro cuore si è fermato lì, è ripartito da lì, e quando dobbiamo trarre forza torna sempre in quel posto.
C’è una società che non capisce e chiude gli occhi fino a che non accade l’irreparabile e c’è un mondo di violenti che non ha paura delle conseguenze delle proprie azioni e della possibile punizione.
Sebastiano Ardita, magistrato