@dottorpax#tempimoderni
"Being completely unembarrassable is the personal superpower of 21st century. The social penalty to indignity and humiliation is so diminished, if you can power through it, you get to operate on a level that mere mortals cannot reach." ht @Birdyword
"The hardest decision we had to make in completing this report was.. not to name the Palestinian children, whose deaths, injuries & suffering we describe.. we didn't name them because we feared the consequences for their families"
He means Israel would go after them too.
✍️ Appunti di viaggio
Gli allenamenti di Jannik a Montecarlo e Bordighera sul cemento hanno dato ottime risposte sul campo.
Da domani Sinner sarà a Londra e si allenerà dieci giorni sull'erba con la sua squadra. Per chi ha cercato con morbosità chissà quali misteri e virus, informiamo che Jannik sta benissimo. Dopo 6 Masters 1000 vinti di fila, ennesimo record assoluto, si presenterà a Wimbledon da n.1 al mondo per distacco.
Non ha vinto il Roland Garros? Sì, lo sappiamo. Esiste anche la sconfitta nello sport. Esiste da sempre. È il momento in cui cadi. In cui sei umano. In cui non riesci a vincere sempre. Per questo ci piace Sinner. Per come sa perdere. Ci ha insegnato anche questo. Senza aggrapparsi a scuse, anche se magari avrebbe pure tanti alibi. La sua grandezza è questa. Sa perdere e sa sottolineare che ha perso non perché stesse male. Lo dice per rispetto di chi lo ha battuto. Fronteggia i due impostori, la vittoria è la sconfitta, con lo stesso impeto. Perché solo così sarai un vero uomo. Come sa bene Jannik e come recita la frase di Rudyard Kipling incisa all'ingresso del Centre Court dell'All England Club a Wimbledon.
Ti entra dentro Jannik anche per questo. Perché nella vita ci innamoriamo delle debolezze, delle fragilità, delle cadute e anche dei difetti delle persone a cui vogliamo bene. Per questo ci piace Jannik. Per questo non riusciamo a stare senza vederlo giocare in campo. Mancano ancora dieci giorni, tanti, troppi. Ma il count down è partito, scandito dal Tempio Sacro. Il rito che impone l'apertura del mitico Centre Court con l'ingresso in campo del "defending champion".
A me piace chiamarlo non "campione uscente" ma "campione in carica". Perché Jannik non difende. Jannik attacca. Va avanti, non guarda mai indietro. Per questo ha fatto il vuoto intorno a lui.
Non dobbiamo dimenticare poi un passaggio stavolta memorabile. Nella storia dello sport italiano e nella storia più che centenaria di Wimbledon, l'Italia non ha mai avuto un defending champion ad aprire il tradizionale protocollo.
Dai prati della Val Pusteria di strada quel ragazzino ne ha percorsa tantissima.
L'orgoglio per l'Italia di avere un fenomeno mondiale che ci rappresenta da campione in carica nel torneo più antico e prestigioso al mondo. Saremo lì con lui. A respirare il fascino di un torneo unico. A raccontare ogni giorno i suoi allenamenti e la preparazione sul campo.
Le emozioni, le partite, le aspettative e le insidie sull'erba.
L'ennesimo viaggio dentro la storia. Stavolta il raggio di sole sta tornando a Londra. Domani sarà lì. Nessuno riempie il Tempio come fa fare lui. Con una certezza: you will never walk alone. Forza Jannik 💪
✍️ Angelo
Due mesi fa raccontavamo sul posto le manovre di #Israele per conquistare ben più che l’area del #Libano a sud del #Litani. Ovviamente ci attaccarono.
Due mesi dopo c’è la conferma di quanto era facilmente prevedibile.
https://t.co/alHtQbzmZ6
✍️ Appunti di viaggio
Premessa. Una sconfitta che non cambia di un centimetro il giudizio su Sinner. Fino al 6-3 6-2 5-1 aveva dominato Juan Manuel Cerundolo, n.56 al mondo. Poi il colpo di calore. Il caldo torrido. Un dannato match cominciato in un mezzogiorno di fuoco e proseguito tra accenni di crampi e sensazioni di vomito. In tanti si sono sentiti male finora a Parigi. È toccata anche a lui. Al più forte di tutti. Fisioterapista e spogliatoi per respirare. Una lotta per non crollare a terra. Provare a non mollare ma le gambe non rispondono. Il pubblico non lo aiuta, a parte poche eccezioni, ma nessuno si aspettava un aiuto da loro. Figuriamoci.
"Sento di dover vomitare" dice alla squadra. Sull'orlo dello sfinimento, giocando quasi da fermo. Il mondo addosso. La caduta dell'uomo dei record, 6-1 al quinto set. Peccato, nel catino infuocato da una temperature torrida era ormai diventato un altro sport. Non era tennis. Sinner è stato commovente. Rimasto in campo soffrendo fino all'ultimo respiro. Dimostrando una capacità di sopportazione del dolore fisico quasi disumana. Abbiamo sofferto pure noi. Perché la proprietà transitiva non c'è solo quando alza trofei in tutto il mondo e siamo strafelici. Sei Masters 1000 vinti di fila. Trenta partite vinte consecutivamente dalla sconfitta con Mensik a Doha. È andata così. Annata strepitosa, annata in cui ha riscritto la storia del tennis.
Ora riposo, recupero fisico e nervoso. Una stagione bellissima ma massacrante per lui. Gestione del recupero adesso. Poi via a ricordare nel Tempio Sacro sull'erba chi comanda. A Wimbledon c'è da difendere il titolo e lo farà attaccando come sa fare. Una certezza. Parigi non cambia di una virgola nulla. Ci sarà tempo e modo per vincere il Roland Garros. Jannik rimane di gran lunga il n.1 al mondo. Per distacco il migliore di tutti.
✍️ Angelo
Casper Ruud after losing to Jannik Sinner in Rome final
“First of all I think the only thing to do is congratulate Jannik for his first title here. What you’re doing this year is hard to describe with words. As someone who’s also playing tennis at the high level at times.. to realize what you’re doing is really hard to describe. It’s really an honor to watch you play.. To be able to share the court with you in a beautiful arena at your home Masters 1000.. congratulations to you for making history for yourself, your country, and your team.. it’s fantastic to witness.” ❤️
La bellezza della semplicità di Jannik #Sinner.
Un ragazzo “pulito” come i suoi colpi:
“Non gioco per i record in generale. Gioco per me stesso. Gioco per il mio team perché loro sanno cosa c'è dietro. Anche per la mia famiglia, perché con il successo che ho avuto non è mai cambiata nei miei confronti. Sono genitori semplici e mi sento molto al sicuro quando sono con loro. Non parliamo mai di tennis quando a casa. Quindi è un bellissimo rapporto. Siamo davvero solo i miei genitori ed io.
Ma c'è molta disciplina, molto sacrificio dietro a tutto questo. Ci sono anche le routine quotidiane che porto avanti. Sono il primo a dover essere pronto la mattina appena sveglio. Mi piace il percorso. Mi piace mettermi nella migliore condizione possibile per essere la versione migliore di me stesso.
Mi considero molto fortunato perché quando avevo 13 anni ho fatto la scelta di andare via di casa e trasferirmi in un centro per allenarmi. Penso che questo per i genitori sia molto difficile, specialmente per una madre, da accettare. Credo sia stata dura per me, ma di sicuro è stata più dura per i miei genitori, perché anche loro vorrebbero vedere crescere il proprio figlio. Ho perso un po' di tempo, del tempo da trascorrere con i miei genitori. Vorrei recuperare il più possibile. Ovviamente a casa, nonna e nonno, i genitori di mia mamma, sono ancora entrambi vivi. La capisco benissimo quando vuole restare a casa per passare più tempo possibile con loro. Ma anche a me piacerebbe avere più tempo con la famiglia.
È bello vedere Carlos, per esempio, viaggiare con la famiglia e il fratello, e penso che stia facendo benissimo. Perché quando qualcuno non c'è più poi te ne penti. Quindi spero di poter avere un po' più di tempo con i miei genitori e le persone che amo e anche con mio fratello e i miei amici. Perché le cose possono cambiare. I miei genitori sono una vera fonte di ispirazione per me. Cerco solo di essere un po' come loro, perché così so di essere una brava persona”.
Ho preferito non sintetizzare perché credo che queste parole meritino di essere lette tutte. Campione e persona speciale.
✍️ Appunti di viaggio
In campo due Re. Due n.1.
Vince Jannik Sinner e la corona è sua per tornare n.1.
Finisce 7-6 6-3 tra bandiere tricolori e cori pro Jannik.
Bellissimo l'abbraccio tra i due alla fine. Vengono i brividi, occhi lucidi, è tutto vero anche stavolta. Tutto vero, anche il "grazie a tutti" di Jannik.
In campo il sintomo di qualcosa di più profondo.
Alcaraz nel cuore del suo territorio, la terra. Jannik a caccia dell'inseguimento della pietra verde con il primo grande torneo sul rosso. In mezzo un piano gara e una strategia tattica studiata nei minimi dettagli. Cercare l'asse del rovescio per Jannik e non far girare lo spagnolo con il diritto sulla mattonella preferita. Alzare e variare parabole e peso palla per Alcaraz, per non fare colpire Jannik ad altezza anca, dove è micidiale. Una sinfonia di colpi meravigliosa sospinta dalle folate del vento monegasco. Ogni enigma viene spazzato via. Un pomeriggio monopolizzato da due fenomeni al centro del mondo. Ma era solo una questione di tempo per Jannik vincere il suo primo grande torneo sul rosso.
La scalata dell'Everest dei record prosegue. Sinner diventa il secondo a vincere Indian Wells, Miami e Montecarlo lo stesso anno dopo Djokovic (2015).
Eguaglia anche il record di 1000 consecutivi vinti: 4 di fila come Nadal e Djokovic.
I precedenti erano 10-6 per Alcaraz, 4-1 sulla terra per lo spagnolo.
La forza di Jannik è anche imparare dalle sconfitte. Sono poche, ma per lui rivestono un'importanza capitale. Le analizza fino in fondo. Le vuole rivedere più volte. Ogni frame. È da lì che aggiunge nuovi pezzi al suo gioco. Altri somatizzano le sconfitte, esasperando le conseguenze, si fanno travolgere dalla negatività. Jannik capovolge il mondo. La sconfitta aiuta a vincere.
L'esempio della finale persa al Roland Garros con tre match-point. È servita a dominare poi mentalmente Alcaraz nella finale di Wimbledon. Ammettendo in modo stizzito a un cambio di campo la superiorità di Jannik negli scambi da fondo.
Così come la sconfitta nella finale a New York è servita per ripartire, aggiungere più servizio e travolgere Alcaraz nella finale delle Atp Finals.
Nel 2026 lo stesso. Gli spagnoli celebravano la doppietta di Alcaraz a Melbourne e Doha. Mentre Sinner veniva descritto "in crisi" dopo le sconfitte con Djokovic e Mensik nei due tornei stravinti dal n.1 imbattuto fino allora.
"Non sono preoccupato, tranquilli, sto lavorando bene" ripetè più volte Jannik a Doha dopo il ko con Mensik. Risorgendo come sempre dalle sconfitte. Rifiorendo al sole di Indian Wells e Miami. Sunshine double sul cemento e capacità di adattarsi subito nell'altro sport sul rosso.
È andato oltre Jannik. Oltre la vittoria e la sconfitta. Oltre i due impostori.
Solo così poteva tornare n.1 Jannik. Proprio sulla superficie preferita del suo più grande rivale. Nel modo più principesco possibile.
✍️ Angelo
❗Il premier spagnolo #Sanchez su #Netanyahu : “il suo disprezzo per la vita e il diritto internazionale è intollerabile”. E aggiunge: “È ora di parlare chiaro: il #Libano deve essere coinvolto nel cessate il fuoco. La comunità internazionale deve condannare questa nuova violazione del diritto internazionale. L’#UE deve sospendere il suo Accordo di associazione con #Israele. E non deve esserci impunità per questi atti criminali"
Questa è la vera frase di @FranceskAlbs su cui i principali quitidiani italiani, e il Ministro degli Esteri francese Barrot, stanno e vi stanno MENTENDO SPUDORATAMENTE (ancora una volta)
Not my day, but I gave everything. Congrats to @DjokerNole it’s always an honour to share the court with you. Thanks to everyone for all the support over the last two weeks. The work continues. See you soon again 🙏🏻