REGOLE DI BASE
Quando commentate una mia opinione che non condividete:
- Siate educati e gentili ed io lo sarò altrettanto
- Siate sarcastici, lo sarò altrettanto
- Se sarete cafoni, arroganti, aggressivi avrete a che fare con un serpente a sonagli!!!
Pochi giorni fa avevo ricordato la mobilitazione dei vip complottisti su Xylella. Ho ritrovato un pezzo del surreale dialogo tra Nandu Popu e Sabina Guzzanti che parlano di Monsanto, ulivi ogm e antibiotici. Purtroppo la versione integrale è stata rimossa dai social di Guzzanti.
@lucianocapone Nel frattempo l'unico risultato ottenuto dall'agronomo ed dai suoi degni compari è stata una ecatombe degli ulivi salentini. Il batterio non è stato fermato. Ha superato i confini regionali ed è arrivato in Basilicata, Calabria e Campania.
L’agronomo citato dalla Guzzanti, che le aveva raccontato tutte quelle stronzate, nel frattempo ha fatto carriera: Cristian Casili (M5S) è l’attuale vicepresidente della Puglia nonché assessore al Welfare, Sport e Politiche giovanili.
Sulla Rai il campo largo e il centrodestra sembrano i ladri di Pisa: di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme!
In questi anni abbiamo assistito a una spartizione con il bilancino: il Pd ha avuto la sua fetta della torta, così come il Movimento 5 Stelle e così come la destra in tutte le sue sfumature. Ogni nomina viene concordata e parcellizzata, dai capi struttura fino a chi gestisce il bar di Saxa Rubra.
Gli autori chiedono alle segreterie dei partiti quali esponenti invitare, e infatti io non avevo accesso a nessuna trasmissione per effetto di un “veto” posto dal Nazareno; sorelle, mogli e parenti vengono promossi nel nome del più classico consociativismo.
Dovrebbero sostituire il cavallo di viale Mazzini con un monumento al Manuale Cencelli.
Il Pd fa sorridere quando parla di TeleMeloni, così come la destra quando rivendica una presunta egemonia culturale.
A me interessa salvare il servizio pubblico, che nei fatti è già diventato un servizio privato dei partiti.
«Non dica fesserie»
«Non faccia il fenomeno»
«Non le consento»
«Non rida»
«Suo padre ne avrà avute di difficoltà con lei»
«Lei è fuori di testa»
Così un ex presidente del Consiglio ad un giornalista che gli fa domande scomode.
#conte
L’associazione di Di Battista mi chiede 25.000 euro per non querelarmi.
Rispondo con una controproposta più equa: te li do nella tua valuta nazionale ovvero 25.000 rubli (che corrispondono a 270€).
Un prezzo equo per levarsi dalle scatole un essere inutile.
ED I PAGLIACCI SI INCONTRARONO?!?!?!
Questi imbarazzanti ciarlatani sono convinti che gli italiani ( non i pentaritardati ma gli italiani veri) siano tutti scemi.
Ricapitoliamo:
1) il 17 giugno la Commissione decide di ascoltare Arcuri.
2) il 18 giugno Arcuri invita a cena Conte
3) La domanda è lecita: si sono accordati sui temi che emergeranno nel corso dell’audizione? Anche perché la mattina dopo la cena, il 19 giugno, Arcuri ha scritto una lettera a Lisei dando la sua disponibilità a farsi ascoltare con formula piena.
A proposito di coincidenze, oggi tutti dicono di voler essere auditi. Sia Arcuri che Conte.
La posizione di Conte appare alquanto singolare. Da un lato incontra a cena Arcuri con il quale «parla di tutto», dall’altro si prepara ad audire l’amico in una sede istituazionale, la Commissione di cui fa parte. Tutto ciò ricorda molto il caso di Roberto Scarpinato e Gioacchino Natoli. I due ex pm, infatti, si sentirono al telefono 33 volte prima dell’audizione di Natoli in Commissione Antimafia. Grazie alle intercettazioni della procura di Caltanissetta, sappiamo che in quelle telefonate concordarono proprio le risposte da dare. Scarpinato, senatore del M5S, non provò alcun imbarazzo quando la storia venne fuori, nonostante il chiaro conflitto d’interesse essendo lui stesso componente della Commissione Antimafia.
Quindi il canale di Russia Today su Telegram e’ pieno di minacce al sottoscritto. Personalmente, in questo, così come in altri casi, attribuisco nessuna preoccupazione a questi vigliacchi servi dei russi. Il mio ufficio è a Corso Vittorio Emanuele II, 21. Arrivo intorno alle 9.00 non scortato. Prendervi a pedate nelle chiappe sarebbe di estrema soddisfazione.
E si offendono se li chiamo pentastronzi...
Breve riepilogo.
La RAI autorizza Sigfrido Ranucci a partecipare al programma "È sempre cartabianca" - in diretta su Rete4 il 28 aprile - per presentare il libro "Il ritorno della casta".
Ranucci, però, piscia fuori dal vasetto e, parlando del caso Minetti, dice:《A marzo il ministro Nordio è stato in Uruguay, ospite di Giuseppe Cipriani.》
Nordio interviene (telefonicamente) in diretta e smentisce categoricamente la notizia.
Ranucci fa la figura del pirla.
La domenica successiva, a Report, chiede scusa, ma cimentandosi nell'arte del conte Raffaello Mascetti:《Non ho dato una notizia non verificata, bensì ho detto che avevamo una notizia da verificare.》
Chiusa definitivamente la questione della grazia a Nicole Minetti, l'imprenditore Giuseppe Cipriani è passato all'attacco, querelando anche Ranucci.
La RAI - giustamente! - non dà tutela legale al giornalista, perché questi era stato autorizzato a partecipare alla trasmissione di Bianca Berlinguer al solo fine di promuovere il libro, peraltro non edito dalla RAI.
I parlamentari del M5S insorgono:
《È un atto infame! Ranucci vive da tempo sotto scorta!》
I carabinieri coinvolti nel caso Ramy, indagati per aver fatto il proprio dovere, stanno pagando gli avvocati di tasca propria, e non navigano nell'oro.
I parlamentari del M5S non sono insorti in loro difesa, bensì per chiederne la condanna.
Era solo per fare un esempio...
CONTE E IL SUPERBONUS, UNA STRADA SENZA RITORNO
Giuseppe Conte dice che non rifarebbe il Superbonus, anche se ha prodotto ottimi risultati economici. “La Banca d’Italia dice che dal 2019 al 2023 il pil è cresciuto del 5,8%, senza il Superbonus sarebbe cresciuto del 2,2 %”, ha detto al direttore della Verità, Maurizio Belpietro. L’ex premier ha aggiunto: “Quando si dice ‘è costato la somma X’, lasciamo stare, perché i dati li faremo a consuntivo. Guardare al costo non ha senso, essendo un investimento. Quando andremo al governo e spero tra poco, chiamerò i tecnici del Mef che sanno far di conto e farò tirare fuori dal cassetto quali sono i ritorni del Superbonus”.
Non c’è bisogno che il M5s torni al governo per “fare i conti”. Quei dati sono già pubblici, frutto delle analisi di varie istituzioni. E tutte confermano che il Superbonus è stato un disastro.
Partiamo dall’analisi della Banca d’Italia citata da Conte (dal titolo “Le recenti dinamiche della produttività e le trasformazioni del sistema produttivo”). Nello studio, in effetti, si segnala che “senza gli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie la crescita del valore aggiunto tra il 2019 e il 2023 (pari a 5,8 punti di pil) si sarebbe sostanzialmente dimezzata”. Il dettaglio non marginale è che, in quello stesso periodo, la spesa complessiva di Superbonus e Bonus facciate è stata pari a 170 miliardi di euro, oltre 8 punti di pil. E infatti nella frase successiva Bankitalia scrive: “I benefici per il complesso dell’economia in termini di valore aggiunto sono stati più bassi rispetto ai costi sostenuti per le agevolazioni, implicando un moltiplicatore fiscale inferiore all’unità”. In sostanza “il ritorno” di cui parla Conte è negativo: ogni euro speso ha prodotto meno di un euro di pil.
Non si tratta dell’unica valutazione negativa sul Superbonus. In un altro studio sul tema, dal titolo “L’impatto economico degli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie”, Bankitalia stima che dei 170 miliardi di spesa nel periodo 2021-2023 tra Superbonus e Bonus facciate il 27% è una “perdita secca”: lo stato ha speso 45 miliardi di euro per finanziare investimenti che i privati avrebbero fatto con i denari propri. Nello stesso studio, si stimano anche l’impatto sul pil e il costo finale della misura (al netto del gettito fiscale). Nel periodo 2021-2023 i bonus edilizi hanno prodotto una crescita tra 2,6 e 3,4 punti di pil su 13,5 punti totali. Che è sicuramente una spinta forte, ma solo se non si considera il costo. Perché vuol dire che lo stato ha speso in bonus edilizi 3 punti di pil ogni anno per ottenere 1 punto di pil di crescita. Non un grande “ritorno”, si direbbe. “Il costo netto del programma, al netto dell’extragettito causato dalla crescita, è di circa 100 miliardi – conclude la Banca d’Italia –. La misura è lontana dal ripagarsi da sola”.
Ma Conte i numeri li vuole dal Mef che, a suo dire, li terrebbe nascosti “nel cassetto”. In realtà i conti del Mef sono pubblici, perché presentati in audizione parlamentare nel 2023, e più recentemente in un working paper dal titolo “The effects of tax incentives for dwelling renovations: the case of Italy”. Lo studio, pubblicato l’anno scorso dal dipartimento del Tesoro, è più severo dell’analisi della Banca d’Italia. Gli autori prendono in considerazione il Superbonus e il Bonus facciate nel periodo che va dal 2020 al 2023 (un anno in più rispetto al periodo considerato da Bankitalia), il cui costo complessivo è stato di 186 miliardi di euro (circa 9 punti di pil). Il Mef stima che la “Perdita secca” è stata di 70 miliardi di euro, pari al 38% del totale (per Bankitalia è il 27%). “La nostra analisi solleva seri dubbi sull’efficienza degli incentivi”, scrive eufemisticamente il Mef.
Non c’è quindi bisogno che Conte torni al Mef per cercare nei cassetti i conti del “ritorno”. Soprattutto se pensa ancora che il Superbonus sia un’ottima idea: il costo del “ritorno” potrebbe solo aumentare.
https://t.co/pXvHImsZDT
Ma veramente siete messi così? Lungi da me difendere Meloni, ma dire che la
presidente del Consiglio sia ossessionata da Cetto La Qualunque mi pare un atto di puro narcisismo. Mi direte semmai che se potesse lo sceglierebbe come avversario alle prossime elezioni, perché sa bene che ha accompagnato il partito dal 33 al 12%, che non ha mai vinto una sola elezione e che al di fuori del vostro simpatico circo, tutti lo vedono per il venditore di pentole che è
@AvvocatoAtomico@ONaddes@nomfup Il commento non era rivolto a lei. Peraltro, con i miei like, pensavo fosse chiaro che le sue idee sono condivise anche da me😉
Il giornalista di Libero Fabio Dragoni ad Agorà demolisce i 5 Stelle: «Nel 1959 l’Italia faceva una centrale nucleare in 4 anni.
Voi dei Movimento 5 Stelle eravate contrari al TAP e avete cercato di bloccarlo in Puglia. Oggi, senza quel gasdotto, saremmo completamente al buio».
#energia #nucleare #rinnovabili #5stelle #Dragoni @fdragoni
👏👏👏👏👏
@worldernest@Beatrix_aka_BM@marcotravaglio È che ha più account!
Come i ragazzini, fa autolike ai propri contenuti, ma poi dimentica di passare da un profilo all'altro...e fa casino. 🤦🏼♂️