Kirk contro Kirk.
Giorgia Meloni non ha capito niente. Il suo post è vergognoso, è soltanto un modo basso e volgare di raccogliere voti su una tragedia con un linguaggio totalmente sbagliato e fuori luogo per radicalizzare gli italiani: "Non ci faremo intimidire". Kirk non è stato ucciso da un antifascista. Kirk è stato ucciso da un fenomeno culturale, che non è né di destra né di sinistra, è soltanto americano. È un fenomeno che nasce e sgorga dalla cultura della violenza che plasma un'intera società e di cui Trump, tra le altre cose, è la massima espressione narrativa. L'orrenda uccisione di Kirk conferma la mia tesi: l'Italia è un Paese meraviglioso, anche perché le armi non sono diffuse tra i civili. Rimaniamo italiani, rimaniamo umani. Che i nostri giovani rimangano disarmati. A voler imitare gli Stati Uniti a tutti i costi come un popolo colonizzato senza identità si finisce per armare i genocidi. Si finisce per vendere armi a Netanyahu ed essere suoi complici.
Viva l'Italia.
Rimaniamo quel che siamo.
Ragioniamo.
Gli Stati Uniti sono un'altra cosa.
Caro Carlo Calenda, con lei al governo, saremmo simili a una dittatura, con i professori universitari minacciati, licenziati o magari in carcere. Altro che liberale: lei esorta il governo della mia università a licenziarmi per avere documentato cose vere su Abedini, ma sgradite ai politici mediocri come lei. Due cose: 1) La considero un pagliaccio. 2) Le sue minacce non mi fanno alcuna paura. Lei è semplicemente un elemento di scarto della politica italiana, una vergogna per la società libera. Infine, è lei che ha iniziato a bersagliare me in modo "inverecondo e isterico" a partire dal suo tweet dell'11 novembre 2022 su Kherson. Io mi sono soltanto limitato a darle le sberle che, in risposta, meritava. In ultimo, le sue politiche verso l'Ucraina sono state un fallimento colossale. Le mie previsioni sulla guerra in Ucraina si sono rivelate vere e le sue false. Dovrebbe nascondersi per la vergogna di essere un politico così mediocre che ha lavorato per il massacro di un popolo per fare il pupazzo della Casa Bianca. Lei chiede di licenziarmi, ma stia attento. Al prossimo giro di elezioni, rischia di essere licenziato lei.
Le elezioni presidenziali statunitensi hanno visto il trionfo su tutta la linea di Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo. L'arcobalenica Kamala Harris è stata pesantemente sconfitta, contro ogni aspettativa: si pensava infatti che le elezioni vedessero un testa a testa tra i due concorrenti e, invece, abbiamo assistito a un trionfo totale di Trump. Trionfo che, a giudizio dello scrivente, dipende soprattutto dalla questione bellica in relazione all'Ucraina, se si considera che alla posizione ultrabellicista del Partito democratico Trump ha sempre contrapposto l'esigenza di un dialogo con la Russia di Putin. A quanto pare, il popolo americano non ama la guerra e forse ha compreso la sua assurdità. Le posizioni ultrawokiste e arcobaleniche della Harris non l'hanno premiata: il popolo americano non si rivela evidentemente così disponibile a cancellare integralmente la natura umana in nome del transumanesimo e dell'arcobaleno. Se, come più volte abbiamo sottolineato, peggio di Donald Trump vi è solo Kamala Harris, allora la vittoria del codino biondo può essere accolta con sobria soddisfazione, naturalmente senza cadere nella posizione assurda del suddito europeo che giubila per la vittoria dell'imperatore buono sull'imperatore cattivo. Con Trump o con la Harris, l'Europa resta comunque stabilmente una colonia di Washington e questo non deve essere in alcun modo dimenticato o sottovalutato. La salvezza, se vi sarà, non giungerà in ogni caso dalla civiltà del dollaro, questo deve essere un punto fermo irrinunciabile. D'altro canto, se Trump ha asserito di voler porre fine alla guerra in Ucraina, come è auspicabile che sia, ha anche detto che supporterà Israele in maniera totale, e dunque non vi sarà di che stupirsi se la guerra in Medio Oriente, anziché cessare, si potenzierà. L'abbiamo detto più volte, ma, come usa dire, repetita iuvant: Donald Trump non è un antagonista del sistema dominante, ma ne è un'anomalia: un'anomalia che comunque resta interna a detto sistema. Donald Trump non è affatto un socialista o un oppositore del fanatismo del libero mercato, che anzi difende a spada tratta. Se Kamala Harris celebra tanto il libero mercato quanto le derive transumaniste e arcobaleno, Trump difende il primo e critica le seconde: ma si tratta comunque di una posizione contraddittoria, se si considera che le derive di cui si diceva sono il frutto del fanatismo del libero mercato, cosicché celebrare libero mercato criticando le derive arcobaleno equivale a difendere gli effetti dei quali si celebrano le cause. Questa, in sintesi, la contraddizione in cui resta incagliato il modus operandi di Trump. Il blocco oligarchico neoliberale puntava principalmente sulla Harris, questo è innegabile: ma troverà comunque un modo di scendere a patti anche con Trump, il quale, lo ripetiamo, non è un antagonista dell'ordine egemonico ma ne è soltanto una anomalia. Per questo motivo, l'abbiamo detto più volte, dobbiamo guardare con speranza ai paesi disallineati rispetto al nuovo ordine mondiale, ben sapendo che la salvezza non arriverà in ogni caso da Washington.
carissimi @atm_informa c’è un problema.
Ho comprato sull’app il biglietto ordinario, effettuando il pagamento con satispay.
I soldi mi si scalano, ma il biglietto non compare sulla app. Dopo diversi minuti, stufo, entro in metro pagando con carta.
risultato: 1 biglietto a 4,40€
9 poliziotti inseguono e arrestano un bambino di 10 anni, colpevole di sventolare una bandiera della Palestina.
Succede in Germania, nel cuore della Unione Europea.
Ecco a voi i famosi valori della civiltà europea.
#Paris2024#Boxing
Per motivi extra sportivi la sfida tra Carini e Khelif era attesissimo. Ma il combattimento è durato pochissimo. Dopo 45 secondi c'è stato il verdetto dell'arbitro. Carini si è ritirata dopo aver subito due colpi pesanti dall'algerina. La pugile campana è salita sul ring e dopo pochi secondi ha subito un duro colpo che le ha sganciato il casco, per questo ha chiesto la sospensione dell'incontro.
All'angolo il casco viene risistemato. L'incontro prosegue. Carini subisce un altro duro colpo. E dopo averlo incassato abbandona, e parlando con il suo angolo dice: "Fa malissimo".
Poco dopo è arrivato il verdetto ufficiale. Khelif va avanti. Le Olimpiadi di Carini finiscono subito. L'atleta azzurra subito dopo scoppia a piangere.
@atm_informa vi sembra normale? gente che urla si mena per entrare, il diritto allo sciopero è sacro, ma speculare al diritto al lavoro e voi già non è che vi impegnate troppo quando dovreste…