Immaginate di poter vedere, in tempo reale, quali connessioni si accendono nella testa di un collega mentre decide qualcosa. È più o meno quello che un gruppo di ricercatori ha costruito, non per un cervello umano, ma per un modello di Intelligenza Artificiale.
Fino a poco tempo fa un LLM restava una scatola nera: prompt in entrata, risposta in uscita, e in mezzo miliardi di calcoli che nessuno riusciva davvero a seguire. Potevamo solo osservare il comportamento del modello, mai il meccanismo.
#Anthropic ha sviluppato una tecnica chiamata “circuit tracing”, che funziona come un microscopio applicato a Claude. Permette di seguire, passo dopo passo, come l'informazione si muove tra le diverse parti della rete mentre il modello costruisce una risposta.
🔬 Cosa hanno scoperto?
1️⃣ Pianificazione nascosta: scrivendo una poesia, il modello sceglie in anticipo la parola con cui chiuderà il verso successivo, prima ancora di scrivere le parole che la precedono.
2️⃣ Strategie di calcolo proprie: per un'addizione, segue un percorso interno diverso da quello che impareremmo a scuola, eppure arriva al risultato corretto.
3️⃣ Circuiti ricorrenti: alcune di queste strutture sembrano ripresentarsi, con variazioni, anche in modelli di dimensioni diverse, anche se resta un'ipotesi ancora in fase di studio.
Di solito immaginiamo questi modelli come un autocomplete potenziato: indovinano la parola più probabile, poi la successiva, senza una vera direzione. Ma per azzeccare la parola giusta così spesso, non basta ripetere a pappagallo quello che si è già visto.
Dentro la rete si formano rappresentazioni del mondo, collegamenti tra concetti e veri e propri passaggi intermedi di calcolo, che il modello attraversa prima di produrre anche una sola parola. La previsione è la superficie. Sotto c'è una struttura che assomiglia molto più a un ragionamento che a un tiro alla cieca.
Man mano che deleghiamo alle AI porzioni sempre più ampie del nostro lavoro e delle nostre decisioni, capire come ragionano smette di essere una curiosità da laboratorio. Diventa una condizione necessaria per continuare a governare quello che stiamo costruendo, invece di limitarci a subirlo.
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230 dollari, sold out in poche ore, per un tastierino a sei tasti. Sembra una notizia da nerd. È qualcosa di più.
Immagina di aver affidato tre compiti a tre agenti AI diversi. Uno sta scrivendo codice, uno sta aspettando il tuo via libera, uno si è bloccato dieci minuti fa e tu non te ne sei accorto. Finché l'unico modo per saperlo è saltare da una finestra all'altra del terminale, la delega all'AI resta un lavoro a metà.
Il 15 luglio OpenAI ha lanciato Codex Micro, il suo primo dispositivo fisico: non un telefono, non uno smart speaker, ma un piccolo pannello di controllo per chi lavora con gli agenti di Codex, realizzato con Work Louder.
L'idea di fondo è trasformare lo stato invisibile dell'AI in qualcosa che vedi e tocchi. Sei tasti opachi che si illuminano di colori diversi a seconda di cosa sta facendo l'agente: lavora, ha finito, aspetta te, ha sbagliato. Altri pulsanti li mappi tu, sulle azioni che ripeti di più.
Quando serve un cruscotto per seguire l'AI, vuol dire che non stiamo più usando uno strumento: stiamo coordinando un piccolo team che non dorme mai. E ogni team, anche fatto di software, ha bisogno di qualcuno che lo diriga. Quel qualcuno, per ora, sei tu.
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Per spiegare come si guida oggi un agente AI, i tecnici di Google e Anthropic stanno descrivendo, quasi parola per parola, come si organizza un buon team. Solo che il team è fatto di agenti. Ecco come funziona:
Fino a poco tempo fa lavorare con un agente di coding voleva dire scrivere un prompt, leggere la risposta, scrivere il prompt successivo: un dialogo continuo dove la persona resta sempre al comando.
Nei primi giorni di giugno 2026 lo sviluppatore Peter Steinberger ha scritto che questo approccio è già superato: bisogna smettere di dare istruzioni una alla volta e iniziare a progettare i sistemi che le danno al posto nostro.
Boris Cherny, a capo di Claude Code in Anthropic, lo ha confermato dal lato opposto del tavolo: il suo lavoro adesso è scrivere i loop che parlano con Claude al posto suo. Google ha dato un nome a questa pratica: loop engineering.
🛠️ Un loop si regge su cinque ruoli più una memoria condivisa, esattamente come un team ben organizzato:
1️⃣ Chi scopre il lavoro: automazioni che girano a orario fisso e segnalano cosa va fatto, senza aspettare che qualcuno se ne accorga.
2️⃣ Chi lavora senza pestare i piedi agli altri: ogni agente opera in uno spazio isolato, così più compiti in parallelo non si sovrappongono.
3️⃣ Chi conosce le regole non scritte: documenti che fissano le convenzioni del progetto, per non doverle rispiegare a ogni nuova sessione.
4️⃣ Chi è collegato agli strumenti giusti: connettori verso i sistemi già in uso, dal task tracker alla chat aziendale.
5️⃣ Chi controlla il lavoro di un altro: un secondo agente verifica quanto prodotto dal primo, perché chi scrive il codice non dovrebbe anche promuoverlo.
A tenere insieme tutto è una memoria esterna che ricorda cosa è stato fatto: l'agente dimentica tutto a ogni sessione, il progetto no.
💬 A che punto siete con l'AI in azienda?
C'è chi scrive ancora un prompt alla volta a un singolo modello, e chi ha già iniziato a far collaborare più agenti tra loro, ognuno con un compito preciso. Se vuoi scoprire a che punto ti trovi con l’adozione dell’intelligenza artificiale puoi parlare gratuitamente con un nostro esperto e valutare le ultime opportunità
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Fino a ieri un assistente AI rispondeva quando lo chiamavi. Oggi continua a lavorare anche se chiudi il laptop e te ne vai a dormire.
Per due anni il rapporto con l'AI generativa ha seguito uno schema fisso: scrivi un prompt, ottieni una risposta, la conversazione finisce lì. Utile per velocizzare un compito singolo, ma il lavoro vero, fatto di follow-up, scadenze e file sparsi tra email e documenti, restava comunque sulle spalle delle persone.
Al Google I/O 2026 le cose cambiano con Gemini Spark:
1️⃣ Lavora in cloud: gira su server Google anche a computer spento o telefono bloccato
2️⃣ È integrato in Workspace: legge Gmail, Documenti, Fogli e Calendar senza collegamenti esterni
3️⃣ Gestisce compiti ricorrenti: monitora la posta, segnala scadenze, prepara bozze partendo dal contesto delle conversazioni
4️⃣ Richiede supervisione attiva: Google stessa avverte che, pur essendo pensato per chiedere conferma prima di azioni importanti, può condividere informazioni o fare acquisti senza chiederlo esplicitamente
💡Perché è rilevante per le aziende?
Il salto da "strumento che risponde" ad "agente che agisce" sposta il problema da come si usa l'AI a quanto controllo si è disposti a cedere. Prima di collegare un agente così a una casella aziendale, chi decide dove passa il confine tra autonomia e supervisione?
💬 Siamo Google Partner e aiutiamo le aziende ad adottare l'AI attraverso gli strumenti Google Workspace. Vuoi capire come integrare in sicurezza questi strumenti nel tuo flusso di lavoro? Compila il modulo e parla gratuitamente con un nostro consulente: https://t.co/d2XxpgAvTI
I consumatori italiani comprano meno vestiti, ma sono disposti a pagare il 20% in più per sapere come è stato prodotto il capo. Un controsenso? No, è la nuova normalità del Retail nel 2026. 🛍️
Mentre ci avviciniamo alla seconda metà dell'anno, i dati parlano chiaro: ci troviamo di fronte a un consumatore più esigente, iper-consapevole e attento a come spende il proprio budget. I mesi che ci separano dal 2027 segneranno il passaggio definitivo da alcune "sperimentazioni" a nuovi standard operativi.
Ecco i 4 trend chiave su cui ogni Retailer dovrebbe concentrarsi per questi prossimi mesi del 2026:
📱 Trasparenza Radicale e DPP: la sostenibilità è un prerequisito per il 62% dei clienti. I brand sono richiamata ad implementare Passaporti Digitali (DPP) su Blockchain per certificare la filiera, e il pubblico premia questa tracciabilità etica, accettando anche un sovrapprezzo del 15-20%.
📉 Dicotomia Valore-Volume: nonostante le incertezze globali, i consumi stimati in Italia registrano un segno positivo (+1,2%). L'inflazione però, taglia le quantità. Si spende di più per comprare meno, premiando l'efficienza dei discount e delle Private Label.
⚡Customer Service immediato: l'85% dei leader del retail conferma che i clienti sono disposti ad abbandonare un brand se non ottengono una soluzione al primissimo contatto. Niente più ticket lasciati aperti per giorni o estenuanti rimpalli tra reparti. Chi non unisce l'intelligenza dei dati all'empatia umana per fornire risposte esaustive e rapide, perde il cliente.
🧠 Emotional Commerce: verso il 2027, le decisioni d'acquisto saranno sempre più legate a stati d'animo. Si passa dal chiedersi "cosa vuole il cliente?" a "da cosa vuole essere sollevato?". Invece di bombardare il consumatore con continui effetti speciali e percorsi complessi, i retailers dovranno puntare sulla sottrazione. Vincerà chi saprà togliere "rumore" e fatica, offrendo un viaggio d'acquisto essenziale, senza stress e intuitivo.
La vera sfida per la fine del 2026?
Fornire un motivo valido per essere scelti da un consumatore che compra di meno, ma pretende molto di più. L'innovazione tecnologica sarà il motore, ma riconquistare la fiducia (e il tempo) delle persone sarà il vero traguardo.
Su quale di questi 4 fronti vi sentite più preparati per affrontare i prossimi mesi? Parliamone nei commenti! 👇
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Il 60% delle ore di lavoro in Italia è tecnicamente automatizzabile oggi, con le tecnologie già disponibili. Non tra cinque anni. Oggi.
È il dato principale che emerge dal report "Agents, robots, and us: How AI reshapes work and skills in Europe", pubblicato dal McKinsey Global Institute a maggio 2026. L'analisi copre 10 economie europee (tra cui Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito) che rappresentano oltre tre quarti del PIL e della forza lavoro del continente.
🛠️ Cosa dice il report per l'Italia nel dettaglio:
1️⃣Il 60% delle ore di lavoro italiane è automatizzabile con la tecnologia attuale, sopra la media europea del 58%.
2️⃣ Il 44% delle ore totali riguarda attività non fisiche (elaborazione di dati, analisi, coordinamento), automatizzabili via agenti AI e software. Il 16% riguarda attività fisiche, più adatte a robot e automazione industriale.
3️⃣ Il valore economico potenziale per l'Italia è stimato in 196 miliardi di dollari entro il 2030, nello scenario di adozione intermedia. La manifattura è il settore con il contributo più alto: 52 miliardi.
Un chiarimento importante: il report misura la fattibilità tecnica, non una previsione di licenziamenti di massa. È una fotografia di quello che si potrebbe fare già oggi, con i sistemi disponibili.
💡 Perché è rilevante per le aziende?
Il valore che l'Italia riuscirà a catturare entro il 2030 dipende quasi interamente dalla velocità con cui le organizzazioni riprogettano i propri processi. McKinsey è esplicita: in uno scenario di adozione lenta, il valore aggiunto catturato sarà significativamente inferiore.
💬 Il valore che la tua azienda catturerà entro il 2030 dipende dalle decisioni che prendi oggi.
McKinsey stima miliardi di potenziale, ma solo per chi accelera i processi. Vuoi capire da dove iniziare concretamente senza sprecare budget?
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✨ Negozi fisici che aumentano i margini vendendo pubblicità e AI che riassortisce gli store in autonomia. Il mercato Retail italiano è impazzito?
Ecco i 6 macro-trend che stanno muovendo i numeri nel settore in questa seconda metà 2026:
🤖 Il trionfo "Phygital": l'eCommerce vola a 66.6 miliardi, ma il negozio fisico diventa un vero e proprio hub esperienziale. Specchi in AR, AI per i suggerimenti sulle taglie e locker robotizzati cancellano il confine tra online e offline.
🧠 Agentic Commerce: agenti autonomi, integrati nei sistemi ERP e WMS, negoziano i riassortimenti con i fornitori, orchestrano trasferimenti di merce tra negozi e risolvono i colli di bottiglia logistici, operando in modo indipendente entro i budget prefissati.
⚖️ Effetto Barbell: il mercato Fashion si sta espandendo agli estremi. Da un lato il consolidamento del segmento lusso, dall'altro l'espansione aggressiva dell'ultra-low cost. Ciò genera uno svuotamento del mercato “centrale”, innescando una crisi di posizionamento sistemica per i brand della fascia media.
📈 Retail Media: i retailer stanno trasformando i loro eCommerce e negozi fisici (tramite schermi e totem digitali) in veri e propri spazi pubblicitari da vendere ai brand. Il grande vantaggio del 2026? Misurare risultati reali, potendo certificare alle aziende che la visualizzazione di un banner online si è trasformata in uno scontrino battuto alla cassa, nel totale rispetto della privacy.
♻️ La rivoluzione Second-Hand: non è un mercato di nicchia. Cresce 3 volte più veloce del nuovo e conquista intere sezioni nei flagship store di Milano e Roma. Regna il cost-per-wear: l'obiettivo del cliente è comprare capi durevoli, da indossare più a lungo.
🏭 Corsa al Nearshoring: per ridurre i rischi di instabilità globale e garantire la merce negli scaffali per la fine dell'anno, l'industria sta accorciando le filiere. Lo spostamento dei poli produttivi verso il bacino del Mediterraneo e l'Europa dell'Est (Turchia, Tunisia, Albania) comprime i tempi di consegna a 2-4 settimane.
👀 Cosa significa tutto questo per i Retailers?
Più che uno scenario da temere, questo è un potente invito all'evoluzione: il mercato Retail non sta chiudendo le porte, sta solo cambiando le regole. Comprendere queste dinamiche oggi significa avere gli strumenti per trasformare l'innovazione nel proprio alleato.
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Immagina di avere nel team uno specialista che in due mesi ha trovato oltre 23.000 falle nel software usato da miliardi di persone, incluse migliaia classificate come critiche, in Firefox, nei sistemi operativi, nelle infrastrutture bancarie. Ma quando gli chiedi come si entra in un sistema senza permesso, non risponde. Cambia argomento.
Benvenuto in Claude Fable 5.
Anthropic ha costruito il modello più capace che abbia mai rilasciato al pubblico partendo da un problema concreto: come si porta un'AI di livello "troppo pericoloso per il pubblico" sul mercato, senza che diventi uno strumento per chi vuole fare danni?
La risposta è tecnica, ma l'idea è semplice: stessa intelligenza, freni selettivi.
🛠️ Cosa cambia rispetto ai modelli precedenti:
1️⃣ Autonomia prolungata: lavora su task complessi in modo indipendente, senza richiedere supervisione costante.
2️⃣ Performance sul codice: circa 80% su SWE-Bench Pro, il benchmark di riferimento per la scrittura software avanzata.
3️⃣ Guardrail automatici: nelle aree ad alto rischio (cybersecurity offensiva, biologia, chimica) il modello si ferma da solo e passa a una versione meno capace.
💡 Perché è rilevante per le aziende?
Oggi le aziende si dividono in tre gruppi: quelle che non hanno ancora iniziato, quelle che usano ChatGPT una domanda alla volta, magari senza aver formato il personale, e quelle che hanno già pipeline agentiche e valutano modelli come Fable.
In questo terzo gruppo, con modelli come Fable 5, la differenza competitiva è sempre più legata a quanti token sei disposto a spendere. I modelli più avanzati sono molto più esigenti in termini di consumi e l’investimento in AI può diventare una voce di costo più importante rispetto al piano da 20€ al mese.
💬 Sei nel primo, secondo o terzo gruppo?
In Sinesy aiutiamo le aziende a capire dove si trovano e come fare il passo successivo, che sia formare il personale, strutturare i primi workflow AI o valutare modelli avanzati. Parliamone: https://t.co/d2XxpgAvTI
I tuoi test E2E o i tuoi flussi di web scraping si rompono a ogni minima modifica del layout?
I selettori rigidi di #Playwright o #Puppeteer creano script fragili e costosi da mantenere. Dall'altro lato, gli agenti AI puri introducono un livello di imprevedibilità inaccettabile in produzione.
#Stagehand risolve questa instabilità unendo la precisione del codice deterministico alla flessibilità dell'AI.
Il framework utilizza l'elaborazione degli LLM per interagire con il browser tramite istruzioni in linguaggio naturale, superando i limiti dei tradizionali script di automazione.
Perché è una scelta strategica:
👉🏻 Istruzioni in linguaggio naturale: identifica gli elementi scrivendo semplicemente "clicca sul pulsante di acquisto", eliminando XPath e selettori CSS complessi.
👉🏻 Self-healing automatico: i test continuano a funzionare anche in caso di variazioni della struttura HTML della pagina.
👉🏻 Controllo deterministico: l'esecuzione rimane governata dal codice standard, richiamando l'AI solo dove è richiesta flessibilità di interazione.
Hai in mente un progetto ambizioso?
Parliamone: costruiamo gestionali e web application scritti per durare e pensati per evolvere alla velocità del tuo mercato. Contattaci e parla con un nostro esperto per una prima consulenza.
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Gestire gli ordini eCommerce in un contesto Retail Omnicanale richiede coordinamento, tempestività e una visione integrata dello stock. Per questo, continuiamo a investire nell'evoluzione tecnologica per offrire soluzioni capaci di semplificare l’operatività quotidiana delle aziende Retail.
Con il nuovo bando "SYNERGO - Architettura per l’Efficienza dei Processi eCommerce" vogliamo sviluppare un orchestratore di ordini integrato nel nostro Gestionale Retail 4WS - Four Way Shop.
🎯 L'obiettivo
Eliminare la frammentazione tra i diversi canali di vendita. Spesso, gestire un ordine richiede continui passaggi manuali e verifiche tra magazzino e negozi. Il progetto SYNERGO punta a trasformare questo processo in un unico flusso digitale e tracciato in tempo reale. Questo permette di ridurre i tempi di gestione, l'operatività manuale e il rischio di dover cancellare ordini per errori di stock.
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Hai seguito Google I/O 2026? In due giorni sono stati presentati oltre 100 aggiornamenti. Qui trovi quelli che contano davvero per chi lavora in azienda.
🧠 Gemini Intelligence: l'AI agentica scende nel sistema operativo. Non apri più Gemini per chiedergli qualcosa. È lui che osserva il contesto del tuo dispositivo e completa azioni su app di terze parti in autonomia, senza che tu debba aprirlo.
⚡ Gemini 3.5 Flash: il nuovo modello disponibile da subito. Più performante del precedente nei benchmark che contano per i workflow aziendali, con un costo sensibilmente inferiore. Pichai ha fatto un calcolo concreto: un'azienda che elabora un trilione di token al giorno potrebbe risparmiare oltre un miliardo di dollari all'anno spostando l'80% del carico su Flash.
🔍 AI Mode in Google Search: la ricerca diventa conversazionale e agentica. Non ottieni più una lista di link, ma una risposta che capisce il contesto e si aggiorna con follow-up.
📧 Gemini in Workspace: nuove funzionalità AI in arrivo su Gmail, Docs e Google Vids. Gmail impara il tuo stile di scrittura e genera bozze di risposta contestuali. Nel video allegato al post puoi vedere come le diverse app sono sempre più integrate a Gemini.
💻 Googlebook: il nuovo laptop di Google con un sistema operativo AI-first (codename Aluminium OS), fusione tra ChromeOS e Android, con Gemini integrato nativamente nel sistema.
🥽 Android XR Glasses: anteprima ufficiale degli occhiali AR di Google.
Tra tutti gli annunci, il filo conduttore è uno: Google sta spostando l'AI dal livello applicativo al livello infrastrutturale. Non è più qualcosa che si aggiunge al flusso di lavoro. Sta diventando il flusso di lavoro.
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Un capolavoro di Monet demolito sui social. Il motivo? È bastato dire che lo aveva fatto l’AI. 🎨
L'artista concettuale SHL0MS ha lanciato una provocazione geniale su X. Ha pubblicato il dettaglio di un vero dipinto di Monet del 1915 (le celebri Ninfee) e ha sfidato la sua community:
"Ho appena generato un'immagine nello stile di un dipinto di Monet usando l'IA. Per favore descrivete, nel modo più dettagliato possibile, cosa rende questo inferiore a un vero dipinto di Monet”
In pochi minuti il post è stato sommerso di commenti di presunti "esperti" pronti a demolire l'opera, sostenendo che:
👉 Non c'è nè coesione né armonia tra gli elementi rappresentati
👉 Non sembrava affatto un Monet, ma al massimo un tentativo goffo di replica
👉 Assomigliava a un disegno di uno studente delle superiori
👉 Si trattava del classico prodotto artificiale, un contenuto ripetitivo e totalmente privo di anima.
Solo pochissimi hanno poi riconosciuto l'autenticità del dipinto di Monet.
Tutti gli altri hanno letteralmente inventato difetti sul momento, condizionati dalle parole dell’autore del post.
👀 Cosa ci insegna questo esperimento social?
1️⃣ Ansia da Fonte ("Source Anxiety"): La resistenza al cambiamento e la paura dell'automazione spesso ci rendono ciechi di fronte al valore oggettivo. Tendiamo a giudicare l'etichetta (lo strumento) e non il contenuto (il risultato)
2️⃣ Allucinazione Umana: Parliamo spesso di allucinazioni dei software, ma qui sono gli umani ad aver allucinato. Pur di confermare un'opinione, il cervello ha letteralmente "visto" texture plastiche e difetti digitali su una tela a olio dipinta più di un secolo fa.
🎯 La vera sfida del futuro non sarà solo imparare a usare l'IA, ma imparare a governare i nostri bias cognitivi per valutarne l'impatto con lucidità e oggettività.
Tu come avresti reagito? Ti è mai capitato di vedere un pregiudizio bloccare un'idea valida nella tua azienda? Scrivicelo nei commenti.
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Un team di una persona che dirige agenti AI al posto di ingegneri, designer e product manager. Non è un esperimento accademico. È il modello organizzativo che Coinbase ha annunciato questa settimana, insieme al taglio di 700 dipendenti.
Il CEO Brian Armstrong li chiama "AI-native pods": cellule operative minime, dove una persona con competenze trasversali guida agenti specializzati. Il risultato, dice, è che oggi si rilascia in giorni quello che prima richiedeva settimane.
La stessa logica sta attraversando l'intero settore tech. In una sola settimana:
1️⃣ Cloudflare ha tagliato 1.100 persone (il 20%) dopo aver aumentato l'uso interno dell'AI del 600% in un trimestre.
2️⃣ Upwork ha ridotto l'organico del 24%.
L'AI sta eliminando posti di lavoro? Sì. Ma non come ci aspettavamo.
Non cancella ruoli interi: erode pezzi di attività trasversali. Il coordinamento tra team, i report intermedi, i passaggi di consegna. Secondo McKinsey, AI e robotica insieme potrebbero automatizzare il 57% delle ore lavorative negli USA, distribuito a frammenti tra mansioni diverse.
In Cloudflare il CEO lo ha spiegato così: i ruoli eliminati non sono quelli di chi crea o di chi vende, ma quelli che stavano in mezzo.
💡 Perché è rilevante per le aziende?
La prossima volta che guardi il tuo organigramma, prova a contare quanti ruoli esistono principalmente per far passare informazioni da un punto all'altro. Quella è la superficie che l'AI sta erodendo.
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Il sovraccarico di lavoro sta bloccando i tuoi risultati? Ecco 9 metodi che ti possono aiutare a gestire meglio i tuoi progetti 👇🏻
La tua lista di attività è satura. Ogni giorno aggiungi nuovi task, ma gli obiettivi concreti restano fermi. Questo eccesso di impegni impedisce di distinguere l'essenziale dal superfluo, frammentando il tempo e abbassando la qualità del tuo lavoro.
Per riprendere il controllo, serve un metodo rigoroso.
9 Strategie concrete che ti aiuteranno ad aumentare la tua efficacia operativa:
1️⃣ Eisenhower Matrix: separa le attività urgenti da quelle importanti. Concentrati su ciò che crea valore a lungo termine.
2️⃣ Metodo 3-3-3: dedica 3 ore al lavoro profondo, definisci 3 obiettivi settimanali e gestisci massimo 3 progetti attivi.
3️⃣ Time Blocking: inserisci ogni priorità in un blocco di tempo preciso in agenda. Senza uno slot, l'attività diventa un'interruzione.
4️⃣ Metodo ABCDE: assegna un valore da A (essenziale) a E (da eliminare). Cancella sistematicamente le attività di classe E.
5️⃣ Metodo MoSCoW: filtra le priorità in Must, Should, Could, Won’t. Allinea il lavoro su ciò che è realmente critico.
6️⃣ Kanban Board: limita il numero di attività in corso contemporaneamente. Troppi task aperti rallentano il flusso.
7️⃣ Regola 25/5 di Buffett: scegli i 5 obiettivi prioritari tra 25. Ignora gli altri 20: sono distrazioni che drenano risorse.
8️⃣ Legge di Pareto (80/20): identifica il 20% delle attività che genera l'80% dei risultati e dai loro la priorità assoluta.
9️⃣ Teoria dei Vincoli: Individua il punto di blocco nel tuo processo e risolvilo per velocizzare l'intera attività.
Conosci qualcuna di queste metodologie e la usi nei tuoi progetti? Raccontaci la tua esperienza nei commenti 👇🏻
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Immagina di chiedere a un'intelligenza artificiale cosa pensa del computer. E sentirti rispondere: "Cos'è un computer?"
Non è un bug. È un esperimento.
Un gruppo di ricercatori (tra cui Alec Radford, uno dei nomi storici dietro a GPT) ha appena rilasciato Talkie, un modello da 13 miliardi di parametri addestrato esclusivamente su 260 miliardi di token di testi pre-1931. Niente Internet. Niente smartphone. Niente Seconda Guerra Mondiale. Per Talkie, la radio è ancora tecnologia di frontiera e il crollo di Wall Street è la notizia del momento.
Si chiamano "vintage models" e sono una piccola famiglia in crescita:
🛠️ I tre protagonisti:
1️⃣ Talkie: addestrato su libri, giornali, brevetti e atti giudiziari pre-1931 (la data scelta perché coincide con il pubblico dominio USA).
2️⃣ Mr. Chatterbox: parla solo l'inglese vittoriano, costruito su 28.035 libri della British Library pubblicati tra il 1837 e il 1899.
3️⃣ Machina Mirabilis: la più ambiziosa. Conosce solo la fisica pre-1900. Newton, Maxwell, Faraday e basta.
Ma perché farlo? Il primo motivo è ovvio: studiare il passato parlandoci direttamente, una macchina del tempo conversazionale.
Il secondo motivo è molto più interessante.
L'idea è verificare se un'AI, partendo solo dalla conoscenza scientifica del 1899, può arrivare da sola alla relatività di Einstein. O se un modello che ignora il computer può comunque immaginarlo. Se ci riuscisse, sarebbe il primo segnale concreto di un'intelligenza artificiale generale (AGI), capace di ragionare oltre i propri dati di addestramento.
💡 Perché è rilevante per le aziende?
Per anni abbiamo creduto che un'AI valesse quanto la mole di dati su cui è addestrata. Questi modelli ribaltano la domanda: contano i dati o conta la capacità di ragionare oltre i dati? Per chi sta valutando dove investire in AI, la distinzione vale parecchio.
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La tua velocità di sviluppo sta calando? Il colpevole potrebbe essere il debito tecnico.
Spesso, in nome di una consegna immediata, si sacrifica la qualità. Il risultato? Un software fragile, dove ogni nuova richiesta di funzionalità si trasforma in un’odissea di bug e attese estenuanti.
Se senti che il tuo fornitore attuale è diventato "lento", potrebbe essere perché sta lavorando su un sistema soffocato dal debito tecnico. Ogni nuova modifica richiede giorni di analisi invece che ore di sviluppo.
Noi affrontiamo il problema alla radice con il Clean Code.
Perché riusciamo a essere più reattivi rispetto ai modelli di sviluppo tradizionali?
👉🏻 Manutenzione predittiva: un codice pulito è facile da leggere. Non perdiamo tempo a "decifrare" il lavoro altrui.
👉🏻 Zero bug a catena: la nostra architettura modulare ti permette di aggiungere funzioni senza rompere ciò che già esiste.
👉🏻 Velocità costante: non rallentiamo mai, perché manteniamo il sistema sano e scalabile in ogni fase.
Hai in mente un progetto ambizioso, ma temi i tempi di implementazione?
Parliamone: costruiamo gestionali e web application scritti per durare e pensati per evolvere alla velocità del tuo mercato. Contattaci per un confronto.
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Il report "L'IA nel mercato del lavoro italiano" di Anitec-Assinform e Politecnico di Torino è uscito questa settimana. Questi sono i numeri che vale la pena conoscere:
📈 Il mercato AI in Italia vale 1,24 miliardi nel 2025, +33% rispetto all'anno prima
📊 Le imprese che usano l'AI sono raddoppiate in un anno: dall'8% al 16,4%
🏢 Grandi imprese: quasi al 50% di adozione
🏗️ PMI: ancora ferme, frenate da costi, competenze e incertezza normativa
🧠 60% degli italiani dichiara di non avere competenze digitali adeguate
⚠️ Le posizioni junior nei settori tecnici e creativi si stanno contraendo: le aziende usano l'AI per automatizzare i compiti tipicamente affidati ai neoassunti
Il problema non è la tecnologia. È che il mercato corre e la formazione non tiene il passo.
Le 23 raccomandazioni del report vanno tutte nella stessa direzione: serve un piano serio sulle competenze, non aggiornamenti marginali. E serve adesso.
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Il vantaggio competitivo oggi si misura sulla capacità di integrare l'innovazione nel cuore dei processi decisionali. Insieme alle aziende, sviluppiamo progetti di Intelligenza Artificiale su misura, trasformando i dati in una risorsa dinamica per l'impresa:
👉🏻 Progettiamo architetture di automazione capaci di gestire flussi complessi che liberano il talento delle persone per attività ad alto valore aggiunto e accelerano i tempi di risposta del business
👉🏻 Sviluppiamo modelli di analisi predittiva basati su algoritmi di Machine Learning in grado di interpretare i dati storici per anticipare i trend di mercato con precisione scientifica
👉🏻 Garantiamo la scalabilità dei processi attraverso uno studio accurato che permette alla struttura operativa di evolvere insieme agli obiettivi aziendali restando fluida e orientata al risultato
Siamo pronti a trasformare il potenziale tecnologico in un vantaggio competitivo concreto per la tua realtà. E tu?
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Il progetto #getUup continua a crescere 🚀. Grazie al supporto di un nuovo bando della Regione FVG, stiamo evolvendo la nostra piattaforma di benessere aziendale per trasformarla in uno strumento di supporto HR ancora più completo, capace di coniugare il potenziamento del coinvolgimento con la gestione operativa dei dati.
Il nostro obiettivo è fornire alle aziende un ecosistema avanzato, dove il benessere è un asset strategico misurabile. Attraverso il portale HR, i responsabili potranno monitorare il mood dei dipendenti e raccogliere insight preziosi, fondamentali per supportare i percorsi di certificazione aziendale e per intervenire sul benessere organizzativo.
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getUup - Fix the Work to fix the World