C’è una zona dell’Atlantico che sembra andare controcorrente rispetto al resto del pianeta.
Mentre gran parte degli oceani accumula calore, nel Nord Atlantico subpolare, tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, persiste da decenni una grande anomalia fredda. Si chiama cold blob e non è una semplice macchia blu su una mappa.
Gli studi più recenti indicano che quel segnale non riguarda solo la temperatura superficiale del mare, ma il contenuto di calore dell’intera colonna d’acqua, in altre parole, lì non si raffredda solo "la pelle" dell’oceano, il segnale entra più in profondità. E' importante perché proprio in quell’area passa una parte fondamentale dell’AMOC, la grande circolazione oceanica atlantica che contribuisce a trasportare calore verso nord. Se quel trasporto di calore si indebolisce, una zona del Nord Atlantico può raffreddarsi anche mentre il pianeta, nel complesso, continua a scaldarsi e un’AMOC più debole può influenzare la distribuzione del calore nell’Atlantico, la posizione delle correnti atmosferiche, alcuni regimi di pioggia e temperatura tra Nord America, Europa e fascia tropicale atlantica.
Il cold blob non va liquidato come una curiosità. Non significa che la Corrente del Golfo si fermerà domani, non significa che l’Europa entrerà automaticamente in una nuova era glaciale e non autorizza scenari da film catastrofico. Significa però che l’Atlantico sta mostrando una redistribuzione anomala del calore e nel clima, a volte, non sono solo le zone rosse a parlare. A volte il segnale più interessante è una macchia fredda nel posto giusto.
@MMmarco0 Buongiorno e buona domenica anche a lei.
Firenze, temperatura gradevole, un’aria leggera che ci fa godere di questa bella giornata. Alle otto di mattina 17 gradi, adesso che sono circa le tredici, 28.8 gradi.
Stamani col fresco, giardinaggio; ora riposo.
So, so you think you can tell Heaven from Hell, blue skies from pain
Can you tell a green field from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
Did they get you to trade your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
Did you exchange
A walk-on part in the war for a lead role in a cage?
How I wish, how I wish you were here
We're just two lost souls swimming in a fishbowl, year after year
Running over the same old ground
What have we found?
The same old fears
Wish you were here
A Sassari una maestra ha chiesto agli alunni di realizzare un calendario reinterpretando alcune foto storiche del '900.
Questa è quella dei bambini della 4 E della scuola elementare Sandro Pertini.
#ScelgoLiberamente il meglio da rappresentare, ma anche loro
Quanto caldo ha fatto?
Da oggi parte questa piccola rubrica, per tutta la durata della fase calda vi indicherò, giorno per giorno, le temperature massime registrate dalle stazioni dell’Aeronautica Militare. Uso questi dati perché sono tra i più solidi, precisi e certificati. Esistono ottime reti regionali, come le varie ARPA o SIAS in Sicilia, ma talvolta alcune stazioni possono presentare problemi di installazione o manutenzione. Il caso dei 48,8 °C di Floridia resta emblematico, ancora oggi quel dato viene discusso proprio per alcune criticità della stazione rispetto agli standard previsti.
Fatta questa premessa, oggi è andata così nelle principali città italiane:
28 °C Torino, Milano, Roma, Firenze, Bolzano
27 °C Bologna, Napoli
25 °C Venezia, Cagliari, Pescara, Perugia
23 °C Ancona, Bari
22 °C Genova, Lamezia Terme
21 °C Palermo
Il dato curioso che vi avevo anticipato nei precedenti post è proprio questo, tra queste città, oggi la più fresca è stata Palermo. Nei prossimi giorni l’aumento termico sarà più evidente al Nord Italia, mentre su Calabria e Sicilia resterà più blando. Tra domani e domenica le massime saliranno ancora di 2-4 °C, soprattutto al Nord.
Il caldo sta aumentando ma lo seguiremo nel modo più semplice e serio possibile, con i dati reali, giorno per giorno. Spero vi piaccia questa rubrica con pochi proclami, dati reali e un aggiornamento al giorno.
Maggio nei prati, inverno sulle cime.
A Passo Godi in Abruzzo, dopo la nevicata, il paesaggio ha assunto uno di quei contrasti che solo la primavera riesce a creare. Il verde pieno dei prati e dei boschi, già vivi, e il bianco della neve fresca ancora disteso sulle cime.
Non è inverno e non è estate. È quella fase di mezzo, bellissima e un po’ ruvida, in cui basta un afflusso più freddo in quota per riportare la neve oltre i 1.500 metri, mentre più in basso la vegetazione corre già verso la stagione calda. Il risultato è questo stacco netto, quasi irreale con sotto il verde di maggio, sopra il bianco dell’ultima neve.
Una delle immagini più belle della primavera in montagna.
La Neve di maggio.
Come previsto ed annunciato, è tornata la neve sulle Alpi a partire dai 1.400-1.500 metri di quota. Localmente la neve è scesa fino a 1.200 metri.
Picchi fino a 40 cm su alcune località delle Dolomiti, neve anche sull'Appennino Ligure e l'Appennino Tosco-Emiliano. Il video è stato girato a Prato Nevoso, in provincia di Cuneo.
Sentite cosa dice il primo ministro francese #Lecornu: "la lotta contro la diffusione dell'#hantavirus richiede un migliore coordinamento internazionale. Ho chiesto ai ministri di rafforzare immediatamente la cooperazione con i paesi limitrofi e di promuovere un coordinamento più stretto dei protocolli sanitari attuati all'interno dell'Unione Europea. Interrompere le potenziali catene di trasmissione richiede la rapida condivisione di informazioni, decisioni e lezioni apprese".
Parole di visione che tutti dovrebbero seguire.
Il modello #sovranista ha fallito. L'unica direzione possibile è quella della collaborazione e condivisione per la lotta globale alle malattie infettive.
Il temporale era passato, ma il cielo stava ancora raccontando la sua forza.
Oggi, nel tardo pomeriggio in molte zone del Nord Italia, soprattutto tra le province di Vicenza e Verona, sono state fotografate splendide nubi mammatus. Quelle protuberanze arrotondate che sembrano pendere dalla base della nube. Il nome deriva dal latino mamma, cioè "mammella", proprio per la loro forma tondeggiante e sospesa.
Si osservano spesso nei pressi di temporali intensi, soprattutto sotto l’incudine del cumulonembo o nella parte posteriore del sistema temporalesco. Nascono da sacche d’aria più fredda e umida che scendono in un’atmosfera molto turbolenta, disegnando quelle forme morbide e spettacolari.
Il temporale non finisce sempre quando smette di piovere, a volte lascia nel cielo la firma della sua energia.
### AGGIORNAMENTO HANTAVIRUS ### Anteprima substack, articolo in uscita domani mattina alle 7.
Domani mattina i passeggeri della nave scenderanno a terra. E accadrà l'incredbile. Il COVID non ci ha insegnato niente. Link in bio.
Sembra neve. Invece è grandine.
Ieri alcune zone delle province di Como, Varese e Lecco sono state colpite da grandinate molto intense, con accumuli al suolo davvero impressionanti. Queste immagini ricordano una cosa importante: in primavera non serve il “grande caldo estivo” per avere fenomeni violenti. Basta aria instabile, forti contrasti termici, correnti favorevoli in quota e temporali capaci di scaricare grandi quantità di grandine in poco tempo.
Le conseguenze sono strade imbiancate, accumuli localmente importanti, disagi e possibili danni a colture, auto e superfici esposte. Quando il cielo si accende, pochi minuti possono cambiare completamente il paesaggio.