Ieri "Antonietta Centofanti....Antonietta cento passioni": una giornata intensa, emozionante, a volte struggente ma anche incoraggiante nella convinzione di stare con lei dalla parte giusta.
Le immagini fin dalla preparazione della targa al Parco
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Parte il concorso di poesia "Vie della memoria - Vittorio Monaco" 2026, con la pubblicazione del bando della XV edizione.
Quest'anno il premio si trasferisce in Molise per ricordare Eugenio Cirese.
Le composizioni dovranno pervenire entro il 30 giugno 2026.
“No a una giustizia addomesticata. Noi siamo per l’indipendenza della magistratura”
La Legge Meloni/Nordio è una “controriforma” che mina l’equilibrio dei poteri e l’autonomia dei giudici.
Il cuore della riforma della giustizia non è affatto, come si vuole far credere, la separazione delle carriere dei magistrati. Sono le statistiche a dimostrarlo: meno dell’1% dei magistrati passa dal ruolo requirente a quello giudicante. Il cuore della legge è l’attacco ad uno dei principi fondanti della Costituzione: la separazione e l’equilibrio tra poteri dello Stato.
Questo è il vero obiettivo: scardinare l’equilibrio dei poteri e favorire la crescita del potere esecutivo a discapito di quello legislativo e di quello giudiziario.
Al Referendum costituzionale il 22 e 23 marzo votiamo NO.
👉 https://t.co/Kc0bRmOhtk
Il Comitato Società civile per il NO nel referendum costituzionale riunisce associazioni, giuristi e cittadini per difendere la Costituzione, l’autonomia della magistratura e contrastare la Legge Nordio, l’autonomia differenziata e il premierato.
Il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” è promosso e formato da associazioni espressione della società civile: Anpi, Acli, Arci, Cgil, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente, Giuristi Democratici, Salviamo la Costituzione, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Sbilanciamoci, Auser, Lega per le autonomie locali, Articolo 21, Pax Christi, Centro per la riforma dello Stato, Medicina Democratica, Comitati per il NO ad ogni autonomia differenziata, Movimenti per l’acqua bene comune, Lavoratori precari della giustizia, Insieme per la giustizia, Comma 2 Lavoro e Dignità, Rete della Conoscenza, Rete degli Studenti Medi, Rete #NOBAVAGLIO, Unione degli Universitari, Costituzionalisti per il NO.
Tantissime altre realtà e personalità, nazionali e territoriali, hanno aderito o stanno aderendo al comitato, che vuole essere il più largo, inclusivo e trasversale possibile, allo scopo di coinvolgere associazioni, movimenti, cittadini e figure del mondo della cultura, del civismo e dell’università.
Fermiamo la Legge Nordio.
Salvaguardiamo gli equilibri della nostra democrazia.
Salviamo la nostra Costituzione.
👉🏻https://t.co/Kc0bRmOhtk
Per chi fa sindacato oggi: tra 1979 e 2002 Pietro Ingrao legge la Costituzione come arma dei lavoratori. Mentre avanzano restaurazione capitalistica, governi tecnocratici e revisioni che svuotano diritti e democrazia, Ingrao difende il cuore sociale e antifascista della Carta e il suo no alla guerra. Nel volume anche un inedito sul principio pacifista: attuare la Costituzione, in fabbrica e nei servizi, è la nostra lotta quotidiana.
LA COSTITUZIONE SFIDATA
Discorsi e scritti scelti sulla Costituzione (1979-2002)
Pietro Ingrao
Introdotto da e a cura di Claudio de Fiores
Settembre 2025, 224 pag, € 15,00
FUTURA EDITRICE
#Europa #difesa #geopolitica #Ucraina #economia #democrazia #libri #saggi
Il 12 dicembre è sciopero generale per tutto il lavoro pubblico e privato.
Non è solo una protesta, è un richiamo a rimettere al centro chi lavora, chi studia, chi invecchia, chi si cura, chi tiene insieme intere comunità.
Scioperiamo e scendiamo in piazza in tutta Italia contro una manovra di bilancio ingiusta e sbagliata. Difendiamo gli stipendi, le pensioni, la sanità pubblica, la scuola e i trasporti. Serve cambiare rotta sul piano economico, sociale e industriale.
Il 12 dicembre, ci vediamo in piazza.
#CGIL #democrazialavoro
Adeguare le pensioni al costo della vita, chiedere una legge per la non autosufficienza e garantire il diritto alle cure agli anziani con un investimento corposo nella sanità pubblica: sono tre priorità che la Legge di Bilancio trascura.
Il 12 dicembre scioperiamo e scendiamo in piazza in tutta Italia contro una manovra di bilancio ingiusta e sbagliata.
#CGIL #democrazialavoro
Più di 40 mila provvedimenti di sfratto emessi nel 2024, il 47% nelle città capoluogo, la stragrande maggioranza (30 mila) per morosità dell’inquilino. Il dato è in crescita del 2% rispetto all’anno precedente.
I numeri li ha resi noti il ministero dell’Interno e dimostrano che il disagio abitativo nel nostro Paese non si arresta, anzi. La quota delle richieste di esecuzione di sfratto presentate agli ufficiali giudiziari è in salita: 81 mila, in crescita del 10%. Mentre quelli eseguiti con l’intervento dell’ufficiale giudiziario rimangono stabili, oltre 21 mila.
Il governo Meloni propaganda piani casa di cui non c’è traccia, e nel frattempo ha azzerato i fondi a sostegno dell’affitto, nonostante in tale condizione vivano oltre un milione di famiglie in povertà assoluta, e l’offerta di edilizia pubblica resta assolutamente insufficiente.
La casa è un diritto e il servizio abitativo destinato ai cittadini che si trovano in una situazione di disagio economico deve essere considerato come parte dei livelli essenziali delle prestazioni, che vanno garantiti su tutto il territorio nazionale.
Il 12 dicembre scioperiamo e scendiamo in piazza in tutta Italia contro una manovra di bilancio ingiusta e sbagliata.
#CGIL #democrazialavoro
🗣️ Tania Scacchetti, segretaria generale SPI-CGIL: “Il 12 dicembre i pensionati e le pensionate saranno in piazza a scioperare con i lavoratori e le lavoratrici perché è inaccettabile e indegno di un Paese civile ciò che sta succedendo sulle pensioni”.
Il 12 dicembre scioperiamo e scendiamo in piazza in tutta Italia contro una manovra di bilancio ingiusta e sbagliata.
#CGIL #democrazialavoro
Il presidente statunitense Donald Trump sostiene che la tregua a Gaza non è a rischio e che “è giusto che Israele si difenda”, bombardando in modo massiccio Gaza su ordine del presidente Benjamin Netanyahu eprovocando la morte di circa 100 palestinesi. Appare evidente che per l’inquilino della Casa Bianca il significato di tregua sia differente da quello generalmente condiviso.

Dopo i nuovi attacchi dell’Idf del 28 e del 29 ottobre, a venti giorni dalla firma dell’accordo voluto da Trump, un bombardamento massiccio appare come una palese violazione della tregua, motivata da Israele con altre violazioni da parte di Hamas, con l’uccisione di soldati israeliani a Rafah e la mancata restituzione dei corpi dei 13 ostaggi. Già altri attacchi erano stati sferrati nei giorni scorsi ma di minore entità.
In questa tregua a singhiozzo i palestinesi continuano a versare in condizioni di estrema sofferenza e a confermarlo è chi opera sul campo, come Maurizio Debanne, capo ufficio stampa della sezione italiana di Medici senza frontiere tornata a Gaza, il quale ci spiega che “in qualche modo i palestinesi della Striscia in queste settimane stanno cercando di riconquistare quel minimo di sicurezza che avevano perso da ormai diverso tempo e, nel contempo, si rendono completamente conto di aver perso tutto.
Parlo ad esempio di Gaza City: molti colleghi palestinesi sono tornati con l'entrata in vigore del cessate del fuoco e ci raccontano essenzialmente che non si sanno nemmeno più ambientare in quello che era il loro vecchio quartiere. Si perdono perché è soltanto un cumulo di macerie, non non ritrovano più la loro vecchia casa, la strada, il mercato dove andavano, la scuola dei figli, perché di Gaza City essenzialmente non rimane quasi più nulla”.
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