Diciamoci la verità, un trattamento come quello che sta ricevendo Ruben Amorim nelle ultime ore non è mai stato riservato a nessun altro allenatore dell’@acmilan.
Lo sapevamo benissimo tutti, erano li solo per quello, alla prima sconfitta sarebbero partiti i processi, le accuse e i titoloni. Ma arrivare addirittura a parlare di “Lecce ultima spiaggia” o di “Amorim con le spalle al muro” credo sia davvero troppo, credo il limite sia stato superato persino per chi dell’anti-milanismo ha fatto una bandiera.
Forse certi traumi dell’era Berlusconiana sono stati più profondi del previsto. Provate solo a immaginare cosa significhi trascorrere trent’anni della propria vita calcistica guardando i rivali cittadini vincere praticamente tutto, e farlo con una continuità impressionante.
La squadra che più odi al mondo alza un trofeo all’anno, vince in Italia, in Europa, Champions e intercontinentali mentre tutto il mondo la guarda, la celebra e la idolatra come undici di club migliore della storia del calcio.
È comprensibile che qualcuno, oggi, senta il bisogno di prendersi la propria rivincita.
Ma mi permetto di dare un consiglio, aspettiamo qualche partita prima di celebrare il funerale, sia mai che quel trauma torni a tormentarvi, prima o poi la ruota tornerà a girare.
- Cacciato Fonseca dopo 2 mesi.
- Esonerato Allegri per un punto.
- Oggi si spera nell'addio di #Amorim dopo una sola sconfitta.
Nel frattempo:
- Klopp: quasi 4 anni per vincere col Liverpool.
- Arteta: 6 anni per la Premier League.
Il calcio italiano è ostaggio della frenesia.
Bisogna provare a dare fiducia ad Amorim e basta, non costa nulla.
Eravamo una merda fino a ieri, non diventiamo la squadra più forte d'Europa oggi, dobbiamo uscire da questa situazione e non c'è altro modo.
È anche vero che lui potrebbe azzeccare la formazione ogni tanto