@pavyg Lacrime dove?? Ahahahahahah, su dài, piuttosto dicci come mai ora non scrivi che bisognerebbe aggiungere un asterisco accanto al nome di Nole in questo torneo...
«Non è compito del Papa risolvere le guerre, il mio dovere è annunciare i Vangeli».
Con questa frase, pronunciata senza vergogna, il pontefice ha firmato la sua condanna morale. Non un gesto di umiltà, ma un atto di viltà. Il sovrano della chiesa cattolica che proclama al mondo che la sofferenza dei popoli non è affar suo, che i massacri, le fosse comuni, i bambini dilaniati dalle bombe non rientrano nel suo mestiere. È la resa, l’ignavia elevata a dottrina. È il nuovo Ponzio Pilato che si lava le mani, non nel cortile di Gerusalemme, ma sotto i riflettori globali.
Non è la prima volta che il Vaticano sceglie di barattare la coscienza con il potere. Pio XII distoglieva lo sguardo dalle deportazioni, i silenzi assordanti davanti alle stragi naziste.
Oggi la moneta di scambio ha cambiato volto: non più dittatori in orbace, ma un miliardario arancione che compra a colpi di dollari il silenzio papale. La marchetta più oscena: una chiesa che, pur di garantirsi l’appoggio degli Stati Uniti, rinuncia al suo dovere morale universale.
Questo Papa ignavo non solo si volta dall’altra parte, ma rivendica la sua indifferenza. Lo fa con l’aria di chi si sente puro perché si occupa solo dei “Vangeli”, come se la parola di Cristo non fosse incarnata nelle piaghe del mondo. Ma Cristo non è stato quello che si è sporcato le mani con i malati, i poveri, i peccatori? Quale evangelo è quello che resta sospeso in aria e non mette piede nella polvere delle guerre? È una caricatura della fede, un clericalismo imbellettato che serve solo a proteggere privilegi.
Eppure, c’è un lato paradossalmente positivo. Se davvero non farà politica, almeno smetterà di martellarci i coglioni con le sue ossessioni morali su aborto e divorzio. Magari finalmente si farà i cazzi suoi, lasciando in pace le scelte intime di milioni di donne e uomini. Sarebbe l’unica coerenza possibile: non ti interessano le guerre, non ti interessino nemmeno i nostri corpi.
Il guaio è che non è così. La politica la lascia da parte quando si tratta di difendere i popoli, ma la esercita eccome quando si tratta di colpire i diritti civili. Questo è il marchio di fabbrica del Vaticano del XXI secolo: cieco e muto davanti alle stragi, ma sempre vigile e urlante contro le libertà individuali.
Un Papa ignavo è più pericoloso di un Papa reazionario, perché si veste di innocenza. Dice di non interferire, ma in realtà sceglie, eccome: sceglie di stare dalla parte dei potenti, sceglie di non disturbare i padroni della guerra, sceglie di sacrificare i fedeli sull’altare dei dollari americani.
E allora sia chiaro: questo pontificato resterà come una macchia, un marchio d’infamia nella storia della chiesa. Un Papa che si consegna all’ignavia non è un uomo di Dio, è un burocrate del nulla. È il volto compiaciuto del tradimento, il nuovo Giuda, l’ennesima voce che predica amore e al tempo stesso si inginocchia davanti ai potenti.
E quando il sangue scorre nelle strade, quando i corpi vengono dilaniati dalle bombe, il suo silenzio diventa complicità. Non ci sono scuse, non ci sono vangeli che reggano: questo Papa ha scelto di stare dall’altra parte della storia, e il giudizio non sarà tenero. La sua indifferenza lo condanna, la sua ignavia lo inchioda. Ed è giusto che bruci, per sempre, nella memoria dei popoli.
Non è più tempo di scuse: Israele sta commettendo un genocidio nella Striscia di Gaza e la comunità internazionale non può restare a guardare. Mentre si intensifica l'attacco israeliano nella Striscia di Gaza, in particolare a Gaza City, un nuovo rapporto della Commissione d'Inchiesta Onu conferma quello che diciamo da tempo: https://t.co/jlJJvsh6jr
@taffoofficial Mmmmm... Lecito e comprensibile pensare a un nuovo nome per il mercato estero ma per l'Italia avrei decisamente mantenuto Taffo tutta la vita...