One of the most brutal scenes in human history has been leaked.
Footage from an Israeli aircraft shows thousands of starving Palestinians running towards an aid truck, before it bombs and kills them all.
A video that the world must never forget.
🚨 BREAKING:
The Israeli ambassador protested the publishing of this video on social media platforms❗️
He demanded some companies to completely delete it. Let's make it go viral around the world.
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled.
"La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.
Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele.
E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche.
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.
L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.
Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.
La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
Questa è la vicepresidente del parlamento israeliano, e presidente della commissione salute in quella fulgida democrazia per cui mezzo parlamento italiano lavora.
“Non importa se tramite iniezione, veleno o impiccagione…”
#LimorSonHarMelech#buonPurim#ddlantisemitismo
Il vice sindaco israeliano di Beer Sheva, si rammarica che il #GENOCIDIO non sia stato totale: "Abbiamo avuto un'occasione d'oro per spazzare via Gaza. Uccidere 150 mila palestinesi al giorno".
L’incitamento al GENOCIDIO conferma che urge deradicalizzare la società israeliana.
Lo Stato occupante e terrorista di Israele ORDINA a 400mila persone che vivono nella zona a sud di Beirut di lasciare immediatamente la propria casa! Ovvero lo ordina a persone che vivono nella capitale di altro Stato terzo e sovrano!
E tutti ZITTI! Che schifo.
Immagini #TgLa7
L'ex PM 🇮🇱 Bennett conferma l’intento espansionistico: Israele non si fermerà all’Iran, ma sta già minacciando un altro Paese NATO di 80 milioni di abitanti.
"La Turchia è il nuovo Iran".
L’obiettivo strategico di Israele è dominare e sottomettere l’intero Medio oriente.
Tutto già visto. La scuola "colpita", senza dire da chi. La scuola "vicino a una caserma", sottinteso: scudi umani. Le donne col velo, detto dalla brigata Epstein. La scorta mediatica al massacro continua imperterrita il suo lavoro, tutto già visto a Gaza, niente di nuovo
C’è un video che sta facendo il giro del mondo.
Un ragazzo di quindici anni, colpito alle spalle mentre fugge in Cisgiordania.
Rimane a terra per 45 minuti. Da solo. A dissanguarsi.
Agita le braccia. Implora aiuto.
Lancia il suo cappellino verso i soldati che sono a pochi metri da lui.
Nessun soccorso.
Anzi, un gesto che gela il sangue: quel cappellino viene allontanato con la punta di uno scarpone.
E mentre il ragazzo muore, si costruisce già una narrazione, una giustificazione.
Il punto politico è questo: l’impunità.
Si sa di essere ripresi.
Si sa che il mondo guarda.
Eppure nulla cambia.
Né a Washington né a Bruxelles si chiede conto di quel sangue versato.
Si continua a parlare di “diritto alla difesa” mentre davanti alle telecamere si consuma l’ennesima tragedia.
Se il diritto internazionale vale solo quando conviene, allora non vale più nulla.
Non può esistere un diritto a geometria variabile.
Non può esistere una civiltà che chiude gli occhi.
Il silenzio non è neutralità.
È complicità.
Trump, impantanato nello scandalo #Epstein, bombarda l’Iran insieme al criminale 🇮🇱 Netanyahu.
L’ennesima violazione del diritto internazionale, senza autorizzazione del #Congresso 🇺🇸, contro il parere dei generali USA e con la CIA che ha affermato che l’Iran non è una minaccia.
Sapete chi è?
È il ragazzino palestinese a cui hanno sparato per puro divertimento , lasciato dissanguarsi per 45 minuti , godendo della sua agonia e impedendo ai soccorsi di salvarlo e alla MADRE di avvicinarsi
E noi siamo in balia di questi mostri 👹
💔
50 bambine sono stati uccise in un attacco israeliano contro una scuola elementare nella provincia di Hormozgan, in Iran.
Lo stesso regime genocida che ha distrutto tutte le scuole e ospedali a Gaza e ha sterminato 20,000 bambini palestinesi sta ora bombardando le scuole in Iran.
Decine di bambine sono state uccise dopo che un attacco israeliano ha colpito direttamente una scuola elementare femminile nella città di Minab, nell'Iran meridionale. Sono dei mostri criminali che maciullano i bambini. #Israele#Netanyahu#Trump
40 bambine uccise in una scuola elementare femminile nel distretto di Minab, nella provincia di Hormozgan, in Iran.
Da quelli che fanno “attacchi preventivi” per “esportare democrazia” e “liberare i popoli”
#IsraelTerroristEntity#IsraelEnemyOfHumanity#usaisraelmurders