Conte ha fatto l’ennesima vergognosa piroetta in Tv attribuendo al Generale Alexus Grynkewich cose che non ha mai detto.
I fatti: a metà giugno all'Ila Berlin Air Show il Generale ha detto: “Il mio compito è garantire che la Russia capisca che, se dovesse tentare qualcosa negli Stati baltici, non ci riuscirebbe. E proprio perché sa che non ci riuscirebbe, non correrà un rischio del genere".
Grynkewich si era anche rallegrato perché "la maggior parte degli alleati ha aumentato i propri bilanci per la difesa, l'anno scorso, ma il denaro da solo non basta a creare capacità: occorre che ciò avvenga attraverso una base industriale solida e innovativa".
Conte traduce l'intervento del Generale in campolarghese e attribuisce a Grynkewich questa frase : "Posso dire che né oggi né domani la Russia rappresenta una minaccia per l'Europa" e sulla base di una frase mai pronunciata la nota conclusione “stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti per andare a far guerra".
Dal Campo Largo al Campo Lavrov.
Signore, aiutali.
Controllare la corrispondenza privata è pratica da regime totalitario ed è espressamente vietata dalla Costituzione (scritta dopo il Ventennio, non a caso). Permettere controlli, come il chat control, anche se fatto con le migliori intenzioni, è una deriva ingiustificabile.
Vorrei ricordare che su proprio durante il governo di @GiuseppeConteIT che decine di spie russe sotto mentite spoglie di medici arrivarono in Italia per ‘aiutarci’ durante il #Covid
Conte ieri a Napoli ha falsificato le parole del Comandante supremo della Nato in Europa. Mica di Pinco Pallino. Gli ha attribuito proprio il contrario di ciò che aveva dichiarato.
Alexus Grynkewich a metà giugno all’Ila Berlin Air Show ha detto che la Russia probabilmente non aprirà un conflitto con l’Europa perché i russi comprendono che in tale caso ne uscirebbero sconfitti, vista la forza e la determinazione della Nato: “Il mio compito è garantire che la Russia capisca che, se dovesse tentare qualcosa negli Stati baltici, non ci riuscirebbe. E proprio perché sa che non ci riuscirebbe, non correrà un rischio del genere”. Grynkewich si era anche rallegrato perché “la maggior parte degli alleati ha aumentato i propri bilanci per la difesa, l’anno scorso, ma i denaro da solo non basta a creare capacità: occorre che ciò avvenga attraverso una base industriale solida e innovativa”.
Conte traduce l’intervento del generale con in linguaggio campolarghese e attribuisce a Grynkewich (peraltro richiamando una inesistente intervista al Financial Times) questa frase: “Posso dire che né oggi né domani la Russia rappresenta una minaccia per l’Europa”. La cito testualmente, si è premurato di dire Conte. Solida base, secondo lui, per cancellare gli accordi di Ankara e sventare la manovra con cui Europa e Nato “stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti per andare a far guerra”.
Ma quella frase è stata inventata da Conte.
Essere putiniano comporta questa abnorme tendenza al mendacio, ma forse, chissà, a Conte viene naturale.
@triglione72 Non è bravo in costruzione, ha iniziativa. Peccato che non sappia assolutamente sfruttare quel popò di corpicione che ha. Il problema è stato rinnovarlo a quelle cifre ed il fatto che è fuori dalle gerarchie spallettiane (allenatore che punta su un n° ristretto di giocatori)
CONTROLLO DELLE CHAT PRIVATE
No alla scansione sistematica delle conversazioni dei cittadini. Sì a strumenti efficaci per contrastare gli abusi sui minori, senza sacrificare la privacy di milioni di persone.
Il Parlamento europeo con voto in procedura d'urgenza, approva (per il non raggiungimento del quorum, nonostante la maggioranza ha votato contro) la proroga di Chat Control, dopo che una proposta sostanzialmente analoga era già stata respinta nei mesi scorsi.
C'è un principio che non dovrebbe essere messo in discussione: le regole democratiche non si cambiano per ottenere un risultato diverso da quello già espresso dall'Aula. Forzare tempi e procedure indebolisce la credibilità delle istituzioni e alimenta la sfiducia dei cittadini.
Sul merito, la nostra posizione è chiara. Contrastare gli abusi sui minori è un dovere e una priorità. Ma non può diventare il pretesto per introdurre la scansione generalizzata delle comunicazioni private, comprese quelle protette dalla crittografia end-to-end.
Esperti di cybersicurezza, organizzazioni per i diritti digitali e diversi organismi internazionali hanno più volte evidenziato i rischi di un sistema di sorveglianza generalizzata: falsi positivi, possibili violazioni della riservatezza delle comunicazioni e un precedente che potrebbe essere esteso ben oltre le finalità per cui nasce.
Proteggere i minori e tutelare i diritti fondamentali non sono obiettivi incompatibili. L'Europa deve investire in indagini mirate, cooperazione tra autorità e strumenti realmente efficaci contro i criminali, non in misure che trattano ogni cittadino come un potenziale sospetto. Difendere la privacy significa difendere una delle libertà fondamentali su cui si fonda lo Stato di diritto.
Breve recap visto che nessun giornalista (o quasi) in Italia se ne occupa.
Come noto, esiste da diversi anni una Direttiva sulla riservatezza in materia di comunicazione elettroniche (Dir. 2002/58/CE, detta Direttiva "ePrivacy") che "affianca" il GDPR.
Nel 2021 è stato però approvato un Regolamento (noto come "Chat Control 1.0") che ha sospeso, per un certo periodo, alcune disposizioni della Dir. ePrivacy; in sostanza è stato permesso ai provider tipo Meta - su base volontaria - di scansionare indiscriminatamente e preventivamente tutte le comunicazioni che transitano sui servizi non crittografati end-to-end.
Questo "periodo" è scaduto, pertanto un nuovo Regolamento ha previsto una estensione del termine di efficacia di Chat Control 1.0 fino al 2028, in attesa di raggiungere un accordo complessivo sul Chat Control 2.0 che (nelle intenzioni della Comissione) dovrebbe prevedere la "pre-scansione" anche di messaggi e foto crittografati.
Il nuovo Regolamento di estensione di Chat Control 1.0 è stato bocciato dal Parlamento lo scorso marzo. Questa bocciatura avrebbe dovuto chiudere la partita, ma il Consiglio, con una lettura palesemente strumentale dell'art. 294, c. 3, TFUE, ha ritenuto di poter "non approvare la posizione del Parlamento" e, quindi, "adottare la sua posizione in prima lettura [cioè, il medesimo testo bocciato, N.d.R.]", ritrasmettendola al Parlamento.
Dove sta l'inghippo? Che, sempre da una lettura un po' fantasiosa del Trattato, ai sensi dell'art. 294, c. 7, TFUE il Regolamento non emendato e/o bocciato a maggioranza ASSOLUTA si intende approvato. Il tutto reso ancora più scorretto dal ricorso alla procedura d'urgenza ex art. 170 del Regolamento del Parlamento europeo.
Dunque, allo stato attuale le cose stanno così: 1) normativamente non cambia nulla; 2) abbiamo l'ennesima riprova che la rule of law non è vilipesa sono negli Stati Uniti, ma anche nell'Unione Europea, che ama sciacquarcisi la bocca; 3) è presumibile che il Chat Control 1.0 apra a una revisione dell'architettura dei sistemi di messaggistica tali da rendere insicure tutte le comunicazioni private, anche quelle crittografate; 4) il Regolamento Chat Control 2.0 dovrebbe essere dichiarato incostituzionale (teoria dei controlimiti) dalla Corte Costituzionale, ma sicuramente ci sarà un balletto di pronunce con la CGUE che non porterà a nulla.
Sì, è normale essere abbattuti. Per chi considera la riservatezza delle comunicazioni un diritto fondamentale, l'approvazione del Chat Control è una sconfitta pesante e un ulteriore passo verso un modello di sorveglianza che molti ritengono incompatibile con una democrazia liberale.
Detto questo, la partita non finisce con un voto.
La storia di Internet è piena di tentativi di controllo che hanno trovato una risposta nella comunità tecnica. Chi scrive queste leggi spesso dimostra di capire la tecnologia molto meno di chi la progetta, la studia e la sviluppa ogni giorno.
La privacy non è nata da una concessione della politica. È stata difesa anche dal codice, dalla crittografia e dall'innovazione. E non credo che questa volta sarà diverso.
Il Superbonus 110% entra di diritto nelle lezioni di microeconomia di tutti i dipartimenti di economia e delle business school del mondo: uno degli esempi più clamorosi di incentivo distorsivo e mal disegnato della storia recente. Una misura con altissima domanda (non sorprendentemente), ma con costi enormi rispetto ai benefici energetici prodotti.
Ci sono cose che l’UE fa che mi fanno seriamente dubitare del progetto europeo. Il Chat Control è una di queste.
L’Unione sta cercando di reintrodurre una norma bocciata più volte, solo pochi mesi fa: obbligare tutte le app di messaggistica a scansionare automaticamente i nostri messaggi, foto e file prima della crittografia.
Significa che qualcuno leggerà le nostre comunicazioni private senza bisogno di mandato giudiziario, per tutti i 450 milioni di cittadini europei. Una sorveglianza di massa senza precedenti: nemmeno la Cina ha mai avuto uno strumento del genere su scala così ampia.
Il pretesto è la protezione dei minori dalla pedopornografia. Ma i rischi sono enormi:
• Fine della crittografia end-to-end: i nostri messaggi non saranno più privati
• Sorveglianza indiscriminata su tutti i cittadini, non solo sui sospetti
• Falsi positivi a raffica (foto di famiglia, battute, immagini innocenti)
• Creazione di backdoor che hacker e regimi autoritari potranno sfruttare
Proteggere i bambini è sacrosanto, ma non può giustificare la messa sotto sorveglianza generale di tutta la comunicazione umana. Chi lo fa non sta creando sicurezza, ma un’infrastruttura di controllo che ogni futuro governo potrà usare a proprio piacimento.
È una red line che non deve essere superata.
Domani al Parlamento Europeo ci sarà il voto finale. Cosa possiamo fare?
Ad esempio sostenere l’iniziativa Fight Chat Control:
👉 https://t.co/FFTh5ZDfdP
Con pochi click puoi inviare email ai tuoi europarlamentari e ai rappresentanti nazionali. Milioni di persone l’hanno già fatto e sta spostando gli equilibri.
La privacy non è un optional. La crittografia protegge tutti: cittadini, giornalisti, attivisti, imprese e vittime di violenza.
Non è solamente un torneo di calcio. Ciò che ha fatto davvero la grandezza degli Stati Uniti è il sistema istituzionale creato 250 anni fa: libertà politiche, libertà di mercato e separazione dei poteri governate dal rule of law. È tutto quello che Trump è venuto a distruggere.