Fondi pubblici al film-fantasma di Francis Kaufmann, il ministero della Cultura avvia controlli sui crediti d'imposta concessi al finto regista Rexal Ford tramite un'azienda italiana: "Per ora è tutto in regola"
La direzione generale Cinema e Audiovisivo del ministero della Cultura precisa che, con riferimento alle notizie di stampa riguardanti il credito d’imposta riconosciuto al film "Stelle della notte", il beneficio fiscale è stato ammesso non alla società statunitense, bensì al produttore esecutivo italiano Coevoltion srl, che ha presentato la domanda preventiva nel 2020 e la domanda a consuntivo nel 2023. Entrambe le domande erano e sono formalmente regolari; in particolare la domanda a consuntivo è completa della certificazione dei costi rilasciata da un revisore ufficiale dei conti. Fra l’altro il credito in questione risultava ceduto a un istituto bancario @ultimoranet
Si può apprezzare o meno questo post di @ceciliasala, ma quello che fa impressione è leggere commenti di persone disturbate dall'apprendere (e negare) una realtà che non corrisponde al cliché che si sono fatte di un Paese retrogrado, in mano ad un nomenklatura di teocrati che, come disse in un podcast Luca Bizzarri, agisce e reprime in nome di un dio immaginario crudele e spietato.
Certo, sarebbe più tranquillizzante per costoro vedere per le strade di Teheran donne coperte dal niqab o dal burka; sarebbero giustificati tutto il loro odio e il loro disprezzo; attraverso la potente arma delle immagini sarebbe giustificata la condanna internazionale e, probabilmente, l'attacco di Netanyahu che, cit., "lavora per noi".
Invece la società iraniana è diversa da come vorrebbero immaginarla. Resta orribile (la più orribile della terra insieme alla Corea del Nord) ma è composita.
Innanzitutto non è araba e non è millenaristica; poi è, pur a 45 anni dalla rivoluzione islamica, forgiata nella laicità; in terzo luogo è colta, quindi aperta.
Se è vero che l'Iran detiene il triste record mondiale delle esecuzioni capitali (975 nel 2024 secondo Iran Human Rights https://t.co/upHeqzlwRP) è altrettanto vero che in Iran il numero di donne laureate è molto alto, più alto di quello italiano https://t.co/wyXvTrq2nY
C'è un ultimo aspetto della vicenda che merita di essere sottolineato.
Come per la vicenda Ahoo Daryaei, la studentessa immortalata seminuda all'università di Teheran e per la quale Cecilia raccomandò prudenza prima di emettere giudizi, in questa epoca impazzita chi cerca di fare informazione è automaticamente mal informato, troppo giovane, o più spesso nasconde chissà quale interesse/collusione col "nemico".
Meglio allora giornalisti (ho in mente dei nomi che però non farò) che quel nemico lo dipingono esattamente come vorremmo vederlo.
Così facendo le donne - e i giovani - di Teheran vengono mortificate di nuovo, mutate di nuovo, rese invisibili di nuovo, uccise di nuovo.
Ma tanto che importa, meglio salvaguardare la nostra tranquillità, vero?
@2023Nickfury@ultimora_pol sarebbe una grave mancanza non dare conto alle parole di un leader di un partito che ha un suo peso e per giunta è al governo
@Rosascapem @MarcoRizzoDSP 1) cosa vuol dire?
2) la conosci come giornalista? Sai cosa ha scritto nel suo libro "incendio" a proposito? Sai cosa dice nel suo podcast e nei suoi articoli? No, altrimenti non saresti qui a parlare a vanvera