Alla parata del 2 giugno sfilano donne e uomini che difendono la Patria, combattono per essa e se ne prendono cura.
Non dirlo nemmeno per scherzo, Salis.
Leggo che rappresentanti italiani delle istituzioni arrivano ad affermare che la parata del 2 giugno andrebbe abolita. Reputo queste dichiarazioni non solo vergognose, ma anche indegne verso i tanti uomini e donne in divisa che ogni giorno servono l’Italia con disciplina, onore e spirito di sacrificio.
Io credo che la Festa della Repubblica e la parata non celebrino soltanto una ricorrenza istituzionale: celebrino l’identità della Nazione, il senso dello Stato e il valore di chi quello Stato lo difende, lo rappresenta e lo onora.
Disprezzare tutto questo da ruoli istituzionali significa non aver capito nulla della nostra storia, della Repubblica e del dovere che si ha verso di essa.
Trentotto anni fa ci lasciava Giorgio Almirante, figura centrale della destra italiana.
Fu un uomo politico capace di leggere i cambiamenti della società e della politica italiana, contribuendo a riportare la destra nel cuore della vita politica nazionale. Sempre fermo nelle proprie idee, ma rispettoso dei suoi avversari politici, difese con determinazione la sua visione di un’Italia più forte, più autorevole e più giusta.
Oggi ricordiamo il padre della destra italiana: Giorgio Almirante.
Oggi ho deciso di passare il primo maggio con dei lavoratori straordinari.
Sono stata entusiasta di conoscere da vicino quella realtà unica al mondo che è PizzAut.
Un progetto fatto di lavoro vero, talento, impegno, umanità e dignità. Un luogo in cui a tanti ragazzi nello spettro autistico non viene offerta solo un’occasione, ma un percorso concreto di autonomia, responsabilità e futuro.
PizzAut è una di quelle esperienze che ti fanno toccare con mano quanto valore possa nascere quando si uniscono visione, coraggio e cuore.
Grazie a Nico, che ha avuto questa intuizione, e a chi la porta avanti ogni giorno con passione e dedizione.
Andate a trovarli, perché realtà come questa meritano di essere conosciute, raccontate e sostenute.
Con il Piano Casa mettiamo in campo fino a 10 miliardi di euro per arrivare a rendere disponibili, nei prossimi 10 anni, oltre 100 mila alloggi popolari o a prezzi calmierati.
Interveniamo per recuperare fino a 60 mila case popolari oggi non utilizzabili, così da assegnarle a cittadini e famiglie che ne hanno bisogno.
Apriamo anche agli investimenti privati nell’edilizia abitativa, con procedure più veloci e semplificate, ma a una condizione chiara: almeno il 70% degli alloggi realizzati dovrà essere destinato a chi è in difficoltà, con prezzi di vendita o di affitto ridotti di almeno il 30% rispetto ai valori di mercato.
È così che vogliamo dare una risposta concreta non solo alle fasce più fragili, ma anche a tanti italiani che lavorano, studiano, pagano le tasse e che oggi, soprattutto nelle grandi città, non riescono comunque a permettersi una casa.
Grazie al Ministro Salvini, al Ministro Foti, alle Regioni e ai Comuni per la collaborazione.
Ricapitolando.
Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione:
• Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione;
• Sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati;
• Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati;
• La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine.
Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema.
Oggi la “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi.
Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata.
Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze.
Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze.
Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica.
Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede.
Referendum Giustizia 2026
Il referendum del 22 e 23 marzo rappresenta un’occasione storica per dare voce ai cittadini e per promuovere una giustizia riformata ed efficace.
Una magistratura più autonoma dalle dinamiche interne e più trasparente nelle procedure è una garanzia!
Nessuna richiesta di rivendicazione per accertare la verità, merita di essere associata a contestazioni alle Forze dell’Ordine. Incondizionatamente.
@uberti66
Segretario UGL Milano
Una semplice frase per esaltare quanto di straordinario hanno compiuto le nostre Atlete e i nostri Atleti.
Un ringraziamento particolare anche ai Centri Sportivi @_Carabinieri_@poliziadistato @guardiafinanza @poliziapenitenziaria @Esercito@ItalianAirForce@ItalianNavy