ORRORE INDICIBILE! La Repubblica islamica iraniana sta per impiccare queste otto ragazze nell'indifferenza TOTALE della comunità internazionale. Queste 8 donne iraniane non hanno voce nemmeno sui media occidentali.
Ecco i loro nomi:
• Bita Hemmati
• Ghazal Ghalandari ù
• Golnaz Naraghi
• Venus Hossein
• Nejad Panah
• Movahedi Ensieh
• Nejati Mahboubeh
• Shabani Diana
• Taher Abadi
#Iran
ATTENZIONE! È in corso, ora, un massacro in #Iran.
In queste ore la repubblica islamica sta compiendo l'ennesimo massacro di cui temo nessuno ne stia parlando, almeno finora da quel che vedo e leggo dai media. È un bagno di sangue di curdi, arabi e beluci in Iran. Negli ultimi tre giorni i guardiani della rivoluzione islamica hanno effettuato ben 300 bombardati nel Kurdistan iraniano. Gli attacchi contro le aree abitate dai gruppi etnici da cui può venire la minaccia più insidiosa per il regime.
Ieri, presi di mira le postazioni del #PDKI nelle zone montuose del Khalifan, nonché il campo civile di Jezhnikan, un'area residenziale per famiglie affiliate al partito curdo vicino a Erbil. Negli attacchi sono stati impiegati sia missili che droni kamikaze.
Sulle alture montuose di Alana, vicino a Khalifan, due donne guerrigliere curde sono state uccise in attacchi missilistici, Neda Miri di Sanandaj (Sine) e Samira Allahyari di Divandarreh. Contemporaneamente, vi sono stati attacchi con droni contro l'accampamento di Jezhnikan che hanno causato il grave ferimento di un guerrigliero curdo, Nader Azarbarzin di Piranshahr, mentre suo figlio diciassettenne, Shahin Azarbarzin, è rimasto ucciso nello stesso attacco. Le condizioni di Nader Azarbarzin sono state definite critiche.
Intansificata la feroce repressione anche nella provincia del #Khuzestan, cuore delle proteste anti regime. Condannati a morte altri quattro giovani manifestanti accusati di "guerra contro dio".
La repressione isi sta concentrando anche in questa provincia critica, quella del Khuzestan. Nelle ultime 48 ore sono state arrestate centinaia di persone.
Nel Khuzestan operano diversi gruppi autonomisti arabi, tra cui il "Movimento di Lotta Araba per la Liberazione di Ahwaz", di orientamento laico, e il "Movimento di Liberazione Nazionale di Ahwaz", anche il gruppo militante sunnita Ansar al-Furqan è attivo nella regione. In allerta anche i gruppi dell'area curda e quelli del #Belucistan iraniano.
Romina Pourmokhtari, Ministro svedese per il Clima e l'Ambiente, di origine iraniana:
“Quando sento che si concentra sul fatto che Donald Trump ha uno scandalo Epstein con pedofilia negli Stati Uniti, si può almeno pensare che in Iran Khamenei avrebbe dovuto essere condannato per pedofilia perché ha legalizzato i matrimoni infantili con bambine incredibilmente piccole?
Si rimuovono gli organi genitali delle donne prima di giustiziarle per evitare che finiscano in paradiso, cioè.
È un livello di violazione dei diritti umani che è difficile da comprendere”.
Giovani iraniani scrivono sui muri di #Teheran:
"Non preoccuparti della distruzione, la libertà è meglio della prosperità".
Gli iraniani resistono e intendono portare fino in fondo la loro lotta di liberazione dalla tirannia della repubblica islamica.
RR #Iran#Turchia
The Station Nightclub fire happened in 2003. No smartphones. No Instagram.
100 people still died because they stood watching the flames, thinking it was part of the show.
I've retrofitted fire safety for some of the largest property portfolios in the UK post-grenfell.
You are confusing stupidity with biology, physics, and catastrophic design failures.
Here is the actual science of what you are watching:
1. When the music keeps playing and staff don't panic, the human brain overrides flight instincts to fit the threat into a normal context. This is called normalcy bias. These kids froze to process conflicting social cues, not to post for likes. They were likely already filming. They were also likely drunk.
2. We explicitly design buildings to account for this hesitation (pre-movement time). Fire safety codes assume people will wait before running. In a compliant building, you can assume up to a minute or two before egress commences. Sprinklers and detection systems are designed specifically to buy that time.
3. The reason the time buffer didn't exist here is the material. That ceiling is polyurethane foam. It doesn't burn linearly; it hits flashover (1,100°F) in under 90 seconds. It's essentially solid gasoline. The room would have exploded for all intents and purposes. Way before anyone could reasonably evacuate.
4. We calculate exit widths based on how many people can physically pass through a door per minute (flow rate) versus how fast a fire spreads. With foam fires, the available safe egress time drops to almost zero. Even if they had reacted instantly, the crowd density would have choked the exits before the room cleared.
5. In any normal building fire, especially one that starts off small, you expect a responsible adult to put it out, or sprinklers to do the same. When there's a pan fire in a restaurant, you don't run out in case the entire building suddenly explodes. No reasonable person should have expected this unless they were the owner and knew how the building was designed.
Those poor teenagers likely passed out from smoke inhalation soon after this video. If they didn't, they would have been caught in a catastrophic explosion as they crammed into the single tiny exit.
They didn't die because of Instagram.
They died because the physics of the fire moved faster than human bodies can physically squeeze through a door, and a catastrophic disregard of safe design principles meant they never stood a chance.
È in corso una strage in #Iran e sono in pochi a denunciarlo e nessuno manifesta in #Italia. Il silenzio dei media e della comunità internazionale è un grosso aiuto al regime orrifico della Repubblica islamica.
Sono decine i manifestanti uccisi per mano della Repubblica islamica iraniana! È in corso un terribile spargimento di sangue nell'indifferenza collettiva. Non ci sono manifestazioni per i coraggiosi giovani in Iran. Potremmo contribuire a rovesciare il regime iraniano, ma non lo si fa: si chiama connivenza! I media mainstream non vi parlano di questo? Fate pressione sui vostri governi e chiedete di chiudere tutte le sedi diplomatiche in #Iran e nelle capitali europee. Incominciano noi a cacciare questi mostri dalle nostre città. Questa non è diplomazia! Dobbiamo agire!
Ora. Subito!
Nel video: Ad #Hamedan le forze repressive della Repubblica islamica e la popolazione, che coraggiosamente reagisce a mani nude resistendo alla brutale aggressione.
@RadioRadicale #Turchia
We Had a Chance to End the Conflict and We Chose to Burn It.
In 2005, something historic happened.
Israel withdrew completely from Gaza - not just its soldiers, but also all of its civilians, farms, and settlements. Thousands of Israeli families were uprooted from their homes by their own government. Synagogues were dismantled, greenhouses and infrastructure worth hundreds of millions of dollars were left behind - not destroyed, but handed over to give us a chance to start fresh.
For the first time in our history, we had full control over a piece of land - our own borders, our own cities, our own people, and access to the sea. The world was ready to help. Billions in aid and investment were promised.
It could have been the beginning of a Palestinian Singapore.
But instead of building schools, hospitals, and industries, we built tunnels, rockets, and militias.
Instead of creating hope, we chose hatred.
Instead of turning Gaza into proof that Palestinians can govern themselves, we turned it into proof that we cannot.
When Israel left, the world expected calm, peace, and progress.
What did we give them?
Civil war between Fatah and Hamas.
Executions in the streets.
A terror group seizing power and turning Gaza into a launching pad for endless wars.
And the world still asks: Why doesn’t Israel “just give up the West Bank” too?
Because they already saw what happened the last time they gave land for nothing in return.
The truth is painful, but it must be said:
We were given a chance to build a future and we used it to destroy our own.
We could have shown that we were ready for peace.
Instead, we showed that we were ruled by those who fear peace more than they fear death.
Every rocket fired from Gaza wasn’t just aimed at Israel - it was aimed at our own future.
And now, after all the destruction, poverty, and death, I keep asking myself:
What if, just once, we had chosen life instead of revenge?
We had the opportunity to end the conflict.
But our leaders and too many of us chose to keep it alive.
La guerra a Gaza è finita come tutte le guerre: un accordo, reciproche concessioni, un cessare del fuoco e forse in futuro la pace. Poteva succedere due anni fa con il rilascio di tutti gli ostaggi. Non è successo prima perché Hamas credeva di stravincere, di infiammare il medio oriente, di spezzare gli accordi di Abramo e isolare Israele dal resto del mondo. Le cose sono andate diversamente. A essere isolata e sconfitta è Hamas che si trova contro più di 20 Stati arabi e musulmani e ha perso sia il suo sponsor militare, l’Iran, che quello finanziario e politico, il Qatar.
C’è voluto Trump e quella speciale miscela di interessi personali e ambizione planetaria per ribaltare il tavolo. Si pensava che senza risolvere la questione palestinese non si sarebbe potuto stabilizzare il medio oriente, invece era vero il contrario: bisognava stabilizzare il medio oriente per risolvere la questione palestinese. L’altra parte del lavoro, quella sporca, l’ha fatta Israele, l’ha fatta Netanyahu, il “criminale”. Si è accollato il peso di una guerra che si poteva vincere solo al prezzo di terribili perdite civili e di una violenta mostrificazione di Israele. In ogni guerra i civili muoiono, forse anche più che in quella di Gaza. Ma quasi sempre hanno alternative al restare sotto le bombe: hanno rifugi e hanno sistemi di allarme, e hanno paesi vicini disponibili ad accogliere i rifugiati. Esattamente come accade in Ucraina dove la gente si salva nei bunker o vive al sicuro in Polonia o in Germania. Niente di tutto questo era possibile per la gente di Gaza. Non c’erano tunnel per i civili, servivano solo per i terroristi e per torturare gli ostaggi. Nessuno Stato arabo confinante ha accettato di accogliere profughi palestinesi.
Uomini donne e bambini dovevano versare il loro sangue per rendere più forte nel mondo la causa palestinese. I leader di Hamas ce lo hanno detto in tutti modi ma non sono stati veramente ascoltati. Così l’antisemitismo che è il fondo limaccioso dell’animo occidentale è venuto a galla con tutta la sua pestilenza. Un coming out globale e liberatorio: “siamo tutti antisemiti, morte agli ebrei”. E giù applausi. Il piano Trump interrompe questo sabba di odio e di vendetta e lascia disoccupati i teorici del genocidio. In Egitto i “genocidari” e i “genocidati” erano nella stessa stanza, si sono stretti la mano e hanno celebrato l’accordo. La fine della guerra mette fine alle morti. Poteva succedere molto prima: non c’è mai stata la pianificazione lucida dell’eliminazione del popolo palestinese, la volontà di cancellarlo dalla storia. Quello che si voleva era impedire un altro 7 ottobre. Non si è mai visto un genocidio che finisce con una stretta di mano.
I genocidi nella storia si contano per fortuna sulle dita di una mano e hanno sempre avuto poco a che fare con le guerre. Il genocidio degli ebrei correva parallelo alla guerra mondiale ma non la incontrava mai, semmai la privava di risorse. Lo stesso vale per il genocidio dell’holodomor contro i contadini ucraini o quello contro gli armeni in Turchia o dei Tutsi in Ruanda.
Eppure quanti professori, giuristi, avvocati, scrittori, artisti, intellettuali, sindacalisti hanno gridato “GENOCIDIO”, tutti convinti che la liberazione degli ostaggi fosse propaganda, o un noioso intralcio alle loro prediche e che lo sterminio sarebbe continuato comunque. Cosa hanno da dire ora davanti alle piazze di Gaza in festa, al senso di liberazione che vivono oggi i gazawi, ai sorrisi dei bambini in strada, gli abbracci, i cori! È improvvisamente finito il genocidio ? La carestia? No è finita la guerra scatenata da Hamas contro gli ebrei di Israele e del mondo e che poteva essere vinta dai terroristi per quanto stava alle piazze e a molti governi occidentali. Avevano tutti imparato a dire genocidio ogni volta che serviva a sentirsi “dalla parte giusta della storia���e oggi si ritrovano da quella sbagliata.
Il 30 luglio sarò in concerto all'Abbazia di San Galgano. Erano anni che sognavo di suonare a San Galgano, è un luogo magico, un'abbazia a cielo aperto che si staglia in mezzo ai campi della Toscana.
I biglietti sono disponibili qui: https://t.co/cpn7IeC4Ug
NEW: US President Donald Trump stated that Russia may have territorial ambitions beyond Ukraine — consistent with ISW's long-held assessments that Russia is preparing for a future conflict with NATO and setting conditions to justify future aggression against non-NATO former Soviet Union states.
US Secretary of State Marco Rubio correctly stated that Russia has not shown a willingness to move forward in peace negotiations.
The Kremlin continues to leverage Russian Security Council Deputy Chairperson Dmitry Medvedev's aggressive rhetoric to undermine Western support for Ukraine.
Russian officials are purposely promoting vague rhetoric about the "root causes" of Russia's war against Ukraine in order to allow the Kremlin the flexibility to adapt its demands as it sees fit.
Russia is reportedly accelerating its missile production capacity with sanctions evasion support from Belarus and the People's Republic of China (PRC).
NATO and Western officials reaffirmed their commitment to collective defense and security, to increasing defense spending in the face of increased Russian aggression, and to providing support to Ukraine.
Ukraine's European partners continue to allocate military aid to Ukraine and deepen cooperation with the Ukrainian defense industrial base (DIB).
Ukrainian forces likely conducted a long-range strike against a Russian military industrial enterprise in Rostov Oblast on June 24.
Trovo folle, pazzesco, davvero autolesionistico il fatto che l'Unione europea (#UE) non sostenga pienamente, con tutte le sue forze, #Israele. Sanzionare Israele significherebbe sostenere di fatto l’asse totalitario rappresentato da #Russia, #Cina, paesi islamisti radicali come il #Pakistan. Credo che se Bruxelles sanzionasse Israele rischierebbe di farci entrare in un altro mondo, in una nuova era della nostra storia.
Aggiornamenti a breve...
@RadioRadicale #Turchia
BREAKING:
Several Iranian state TV channels have been hacked.
They are now broadcasting messages calling on the people to rise up against the Islamic Regime
Ragazzi, quando parlate di rischio "escalation" o quando dite "adesso arriverà la risposta devastante dell'#Iran contro #Israele", sembrate delle macchiette. Ma quale escalation, ma quale risposta! Come sto documentando, ormai da molti mesi, la Repubblica islamica non ha alcuna capacità militare, necessaria e sufficiente, per affrontare Israele. Punto! La sua struttura politica e di sicurezza è palesemente impotente di fronte anche ai recenti attacchi.
Ci troviamo di fronte a una tigre di carta pesta, come ho ampiamente descritto nelle mie cronache sull'Iran.
Questo paese è in ginocchio, devastato nel suo assetto economico, amministrativo e militare. I circuiti bancari sono interrotti, Internet è interrotta, c'è grave carenza di energia, di acqua, di benzina, di pane, ora anche di infrastrutture. La catastrofe in Iran è alle porte. La popolazione è intrappolata nelle città dal regime criminale. La loro liberazione è nelle loro mani.
Nel complesso, mentre gli attacchi si intensificano e la struttura governativa si indebolisce, la voce di protesta della società civile, degli intellettuali, dei lavoratori e delle famiglie dei prigionieri è più forte che mai: una voce che chiede la fine della Repubblica islamica, la salvaguardia della vita delle persone, la fine del militarismo e una transizione verso la democrazia.
Aggiornamenti a breve...
@RadioRadicale #Turchia
IMPORTANTE! Fate circolare per favore, i #pasdaran in #Iran stanno usando le stesse tecniche che #Hamas usa a #Gaza. Lanciano razzi contro abitazioni dei civili in Iran per far cadere la colpa dìsu #Israele che invece sta attaccando solo siti militari e nucleari.
Aggiornamenti a breve...
@RadioRadicale #Turchia
Iranians are worried because people didn’t choose war.
But listen closely… that’s not silence, that’s laughter.
Laughter at the faces of IRGC commanders who once ruled by fear, now reduced to billboards.
I’ve received thousands of messages from inside Iran showing young women dancing in the streets, or families cheering in their kitchens. They remember these commanders as the ones who gave the orders to shoot protesters in the eyes, jail teenage girls, and lie to the world while building bombs in secret.
One mother in Tehran who was imprisoned for protesting the 2019 murder of her child wrote to me that “waking up to the news of Salami’s death, I started to scream out of joy that I’m seeing justice.” She told me that “soon you’ll be back to Iran and we’ll dance on the graves of these killers.”
ULTIM'ORA: I cieli iraniani sono ORA sotto il controllo dell'aviazione israeliana! Il sistema di difesa aerea iraniano sembra letteralmente andato in fumo.
Oggi, i jet israeliani hanno sorvolato #Teheran per oltre 2 ore. #Israele sta passeggiando sui cieli iraniani colpendo anche le caserme dei soldati e delle forze di polizia #Basij che hanno massacrato le donne e i giovani iraniani, accecandoli e torturandoli.
Aggiornamenti a breve...
@RadioRadicale #Turchia
Mi scuso se sono costretto a ripetere cose che ho già documentato ampiamente, ma è necessario perché vedo ancora oggi che siete fuori strada riportando le veline della Repubblica islamica. Le cose stanno così:
- Le popolazioni iraniane non stanno manifestando contro gli attacchi israeliani.
- Le manifestazioni che vedete sono organizzate dai #pasdaran che sotto minaccia costringono le persone a manifestare.
- Le popolazioni iraniane sono felici dei bombardamenti israeliani ai siti militari e nucleari iraniani e alle uccisione dei capi pasdaran.
- Sperano nell'indebolimento del regime e si dichiarano pronti per la spallata finale.
- Lo spazio aereo iraniano è ormai sotto il controllo di #Israele.
Aggiornamenti a breve...
@RadioRadicale #Turchia