@falcions85 Le persone capaci e di valore come te meritano ben altro trattamento.
E una testata un po’ furba recluta subito te e altri lasciati a casa e mette subito su una “Terza pagina” sul modello Tvblog di cui c’è un gran bisogno
@FranAltomare Da vegano ti dico che non è così semplice se sei ad un pranzo aziendale o non puoi scegliere. Se chiami tanti di dicono di avere opzioni vegane e poi l’opzione è quella che vedi lì.
Mi è successo più volte.
@nunziapenelope@aghezzer Infatti la responsabilità è di chi vota questa gente e continua a votarla. La gente è d’accordo con i suoi rappresentanti, per questo va boicottata economicamente
A Milano non è solo un problema di case: panini a 20 euro, lezioni di yoga (di gruppo, di un’ora e mezza) a 30 euro, un aperitivo in due in stazione a Cadorna 40 euro. Come si fa a vivere così? È stucchevole lamentarsi a oltranza, siamo d’accordo, ma ogni mese che passa la morsa si stringe ulteriormente. Chi può alzare i prezzi lo fa – proprietari, commercianti, imprenditori –, perché soffocare non piace a nessuno. Ma alcuni più di altri subiscono e basta in questo gioco al massacro in cui viviamo in buchi diroccati che, più che case, sembrano soffitte o garage (nonostante ci stiamo avvicinando ormai ai 2000 euro al mese per un bilocale qualsiasi). Buchi di cui poco si sa, perché ce ne si vergogna, e l’imbarazzo ci sprofonda in un rapporto mancato con la verità. Ti dicono di andartene se non ti sta bene, come se la vita fosse un gioco di società – ritira i dadi, saltella sei caselle più in là, lago o boschetto, baita o casolare? Anche se qua ci sei nato, anche se non hai mai chiamato nessun altro posto casa. Un’intera generazione è sotto scacco, ed espellere gran parte delle energie creative da una città non è solo ingiusto: è stupido. È cieco, masochista. Significa condannarla a circuiti tutti uguali, standardizzati, ultraripetitivi. Aridi, desertificati. Significa rinunciare in modo programmatico, nella metropoli che vorrebbe essere la più europea di tutte, alla novità di talenti e sguardi privi del privilegio di classe. Significa alimentare un sistema in cui viene reciso, di netto, e per sempre, il principio comunitario della speranza, e dunque la possibilità di concepire davvero un futuro.
@EusapiaMaria@VittorioSantor@radio__zek In Canada è gratuita.
Rispetto i motivi etici, anche io non lo farei mai, ma la libertà di una donna passa anche dalla scelta (libera) di farlo oppure no.
Tu vuoi decidere per tutte, Maria?
@EusapiaMaria@VittorioSantor@radio__zek Non è sempre un crimine e si chiama GPA.
La legge persegue le coppie gay, perché non può riconoscere la gpa fatta all’estero di una coppia eterosessuale
@EusapiaMaria@VittorioSantor@radio__zek Si fa distinzione, invece. Perché lo sfruttamento è sempre condannabile.
La gpa in USA e Canada è regolamentata in modo severo e non c’è sfruttamento. Solo in quei paesi possono accedere coppie di due uomini.
Non vuol dire che io lo farei, infatti non l’ho fatto, ma è diverso.
@EusapiaMaria@VittorioSantor@radio__zek Pensa che in quei paesi dove il rischio sfruttamento è concreto, la gpa è rigorosamente vietata alle coppie gay, vi ricorrono solo gli etero che tornano qui col figlio e nessuno dice nulla.
È dai commenti omofobi, cattivi e ignoranti sotto questo tweet che capisco che non bisogna rispondere. Si alimenta la loro grottesca stupidità. Questo social è morto, come il nostro Paese. Almeno da questa fogna di X ce ne possiamo andare con un click. È il caso di farlo.
"Sono Gabriel, ho 12 anni, vivo a Genova con i miei due papà e il mio fratello gemello".
Viva le famiglie, tutte le famiglie!
❤️🌈
#TheVoiceKids#TheVoiceKidsIt