"L'unica cosa che ho fatto con Paola Egonu è parlare con lei. Nella prima conversazione che abbiamo fatto le ho detto: 'Non mi interessa Egonu. Mi interessa PAOLA.'
Ho iniziato così. Per parlare con lei come ragazza.
Abbiamo parlato di molte cose che ovviamente rimangono tra di noi..ma poi le ho messo un soprannome. Io la chiamo PANTERA.
Le dico 'Panther, come stai Panther?'...e le ho detto, sai perche ti chiamo pantera? Perche poi sai, criticavano Egonu anche per il fatto che cammina piano. Perche quando le cose vanno male, tutto è male: Se cammini piano, se ti gratti la testa...tutto è male.
Ho continuato dicendo: 'Hai visto le pantere come sono? Passo felpato, camminano piano...però quando attaccano NON VANNO PIANO.
Ecco tu quando attacchi devi essere come una pantera, a me non mi frega nulla se cammini piano..'
Ecco la chiave dell'empatia è questa. Cercare argomenti che muovono l'altro, non i propri.
Io non posso motivare l'altro con le MIE motivazioni. Io devo cercare la motivazione dell'altro.
A volte si fanno discorsi del tipo..'Voi, dovete essere dei professionisti..' ma che vuol dire?
I professionisti arrivano in orario, si allenano, finiscono, fanno la doccia e se ne vanno. Ho detto loro che gli iraniani mi dicevano che fossero poco professionisti rispetto agli italiani:
'Io NON voglio PROFESSIONISTI, voglio ragazze con un SOGNO, che è diverso!".
𝐉𝐮𝐥𝐢𝐨 𝐕𝐞𝐥𝐚𝐬𝐜𝐨 - Festival dello Sport di Trento 2025.
L'analisi di un CT.
Realista, senza scuse o concetti astratti, dall'amarezza all'orgoglio, con la spiegazione di un progetto.
Una masterclass di Fefè De Giorgi
"Non siamo stati nè sfortunati nè c'è alcuna maledizione olimpica. I nostri avversari hanno fatto meglio di noi..."
Il gruppo dell'Italia volley maschile nato nel 2021 "con un cambio generazionale. Da 4 anni ci emozioniamo insieme giocando per le medaglie contro squadre che hanno 30 anni di media, noi 24"
Post originale https://t.co/VU30RFujk4
@fefedegio
Questo signore:
- ha raccolto l’Italvolley nel 1989 e in 7 anni l’ha trasformata nella “squadra del secolo”.
- ha vinto 2 Mondiali, 3 Europei, un argento olimpico, mille altre cose.
- ha preso le ragazze meno di un anno fa e le ha portate alla finale di Parigi.
Onore e gloria a Julio #Velasco, hombre vertical.
📌 Il sogno di una vita.
Quanto ci tenevi, Nole.
Perchè puoi aver conquistato 24 titoli Slam, puoi essere il più vincente della storia del tennis, puoi aver guadagnato più di 200 milioni di dollari in carriera, puoi avere l'appellativo meritato di GOAT, ma tu questa piccola -ma gigantesca- medaglia d'oro a cinque cerchi l'hai cercata e rincorsa come un dannato per tutta la carriera.
Non per te. Per il tuo Paese.
Quando nel 2016 a Rio de Janeiro (Foto) sei uscito in maniera clamorosa al primo turno contro Del Potro hai mostrato per la prima volta il vero Nole. Nessuno ti aveva mai visto piangere in quel modo, in tribuna stampa tutti noi eravamo allibiti nel guardare un Nole inconsolabile mentre esce dal campo. Sembravi un bimbo, straziato, non sapevi come scusarti : "Mi scuso per aver deluso le persone che contavano su di me". In tanti anni di lavoro, confesso, è una immagine che difficilmente dimentico.
Il tuo era un riferimento alle persone a Belgrado. Quella Belgrado che hai apparentemente abbandonato da anni, per trasferirti prima a Monaco di Baviera e poi a Montecarlo. In verità non l'hai mai lasciata. Ci torni per festeggiare i successi, ci torni subito appena papà Srdjan si frattura l'omero (come accaduto a fine aprile, ritardando il tuo arrivo a Roma per gli Internazionali) perchè la tua famiglia viene prima di tutto, i genitori che solo con enormi sacrifici ti hanno aiutato a giocare a tennis e nel 1999, quando avevi appena 12 anni, ti hanno spedito fuori confine, all’Accademia di Niki Pilic in Baviera, per inseguire il suo obiettivo di diventare il n. 1 del mondo. Ma soprattutto per non farti più vivere nello scantinato di nonno Vladimier durante i bombardamenti.
A Belgrado ci torni perchè c'è pure la sede della tua Fondazione, che Jelena tua moglie dirige, per aiutare i bambini in Serbia a studiare.
Puoi essere amato o odiato (sportivamente parlando), applaudito o fischiato. La tua ferocia agonistica è proverbiale al pari delle tue rimonte frutto di un solidità mentale che non ha eguali. Come la tua testardaggine su alcune decisioni/convinzioni discutibili. Ma non c'è nessuno al mondo che non conosca il tuo amore per il tuo popolo.
A 37 anni, sulla terra rossa del Roland Garros, davanti ai tuoi piccoli Stefan e Tara, hai finalmente realizzato il tuo sogno olimpico. Paradossalmente, domani potresti pure annunciare il ritiro. Perchè il cerchio della tua vita sportiva lo hai concluso qui, a Parigi.
Avevi fatto una promessa alla tua Serbia. Ci hai messo un po' di tempo, ma l'hai mantenuta.
Vederti sul podio dei Giochi, sul gradino più alto, con gli occhi lucidi, è una emozione per tutti. Si, anche per i tifosi che solitamente ti sopportano poco, nell'eterna diatriba su chi sia il migliore tra te, Roger e Rafa.
Ma sull'amore di un uomo per il proprio Paese, su questo non ci sono dubbi e discussioni.
Idemo Nole
Legend
🥇
#Paris2024 #Parigi2024
Greg, sei il più GRANDE di tutti
BRONZO negli 800 sl
Sale sul podio per la terza Olimpiade consecutiva, primo italiano di sempre (oro 2016, argento e bronzo 2021, adesso il bronzo...)
Immenso Paltrinieri che per poco non sbanca tutto, subendo poi la rimonta di Wiffen (Irl) e Finke (Usa).
A quasi 30 anni.
Ed è da 5 anni (!) che non nuotava un crono simile: 7'39''38
In 12 anni ad alto livello ha indicato la strada, come si vince (tutto) ma anche come si sa perdere. Un gentlemen dentro e fuori dall'acqua.
Un animale da gara
Cattivo come pochi
L'elogio del sacrificio
Longevo come nessuno
Una testa da artista
Semplicemente il RE 👑
#SuperGreg #Paris2024
#Parigi2024
Foto Giorgio Scala, Andrea Masini e Andrea/ @DBM_Media
Immagine presa dall'articolo su TheAthletic che porta a spasso tutta la stampa Italiana insegnando come si scrive di calcio e non di cagate da servi
https://t.co/naJNGJYu8e