Nel Paese in cui due giornali sportivi su tre, programmi tv e canali online operano una censura degna di tempi peggiori e un solo giornalista riporta le news, in cui la giustizia sportiva è quella che è e perfino la Procura ha al suo vertice tifosi appassionati, non c'è da interrogarsi su fantomatiche sanzioni: sarebbe già un trionfo assoluto salutare uomini delle istituzioni come Butti e Viglione che da anni si muovono smaccatamente da tifosi per aiutare la propria squadra (peraltro sempre la stessa, a differenza del 2006 in cui si scontravano poteri contrapposti). Ma temo che anche questo, nel Paese in cui tutti paiono avere interesse a mantenere lo status quo, sia chiedere troppo.