Cari @GiuseppeConteIT, @NFratoianni e sedicenti pacifisti, sarei onorato se qualcuno di voi per una volta rispondesse a queste semplici domande.
Nei giorni scorsi il Consiglio D’Europa ha pubblicato un documento nel quale viene descritto con raccapricciante chiarezza cosa accade nei territori occupati, tra torture sistematiche, rapimenti di bambini, violenze, esecuzioni sommarie, processi pilotati, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, negazione di ogni libertà, soppressione dell’identità ucraina, arruolamento coatto e militarizzazione dei minori. Quando parlate di pace avete già deciso che a pagarne il prezzo dovranno essere i 3,5 milioni di ucraini che vivono nelle regioni sotto occupazione russa e che ogni giorno subiscono tutto questo?
A Bucha, Irpin, Mariupol e altre località si erano già riempite di fosse comuni dopo un solo mese di occupazione. Come potete non chiedere voi per primi la liberazione di ogni centimetro di terra ucraina per impedire che questo orrore si ripeta e perché ogni vittima abbia un nome e ottenga giustizia?
L’Ucraina nel 1994 cedette il terzo più vasto arsenale nucleare al mondo in cambio di assicurazioni sull’integrità territoriale, la sovranità e l’astensione dalla coercizione economica. La Russia, cofirmataria del memorandum, ha violato tutte e tre le promesse. Quale insegnamento credete che trarrebbe il mondo se oggi rinunciassimo, come voi chiedete ogni giorno, alla difesa dell’Ucraina, se non che le armi nucleari valgono più dei trattati e che quindi l’unica difesa è costruirsi un proprio arsenale atomico? È questa la vostra idea di disarmo?
Dei 4 trattati sottoscritti con l’Ucraina tra il 1994 ed il 2015 la Russia non ne ha rispettato neanche uno. In alcuni ha persino finto di non essere parte in causa mentre armava separatisti e mandava truppe in segreto. Quello in discussione in Turchia ha provato ad imporlo massacrando civili, pretendo che Kyiv accettasse con una pistola puntata alla testa di disarmarsi, rimanere fuori dalla NATO e dare al suo invasore il diritto di veto sull’eventuale soccorso in caso di nuova invasione. Come fate a ritenere che disarmare l’Ucraina possa portare ad un accordo equo che la Russia rispetterebbe, visto che intendete mettere la vittima anziché l’aggressore in una condizione di svantaggio e renderla incapace di reagire?
Le cessioni territoriali violano i trattati dell’ONU e le convenzioni internazionali, che tutelano sovranità, rispetto dei confini e autodeterminazione. Putin ha violato questi principi in Cecenia dal 1999, in Georgia dal 2008, in Ucraina dal 2014 e di nuovo dal 2022. Cedere per l’ennesima volta alle pretese di un dittatore a cosa porterà se non alla prossima guerra? Cosa non avete capito dalla lezione della conferenza di Monaco del 1938 e della guerra mondiale che ne è derivata?
Putin tenta da 22 anni di controllare l’Ucraina politicamente, 18 anni fa ha iniziato a dire che non esiste, da 12 anni cerca di destabilizzarla e da 5 di cancellarla. Cosa credete che farà Putin se non continuare a provarci? Alla luce della miseria di aiuti che abbiamo inviato finora, i vostri saldi principi vi portano veramente a sostenere che la sopravvivenza di un intero popolo valga meno di un caffè al mese?
La Russia spende in armi, a parità di potere d’acquisto quanto l’intera Europa. Nelle tv russe si parla a giorni alterni di come nuclearizzare le nostre capitali. Nelle chiese si definisce santa la guerra contro l’Occidente. Nelle scuole si coltiva l’odio verso di noi e si insegna ad usare droni e armi. A cosa serve il disarmo che proponete se non a lasciarci indifesi davanti ad un pericolo esistenziale?
Ecco. Se non sapete rispondere a tutto questo, non rompete più i coglioni con le malefatte di Trump, con i doppi standard su Gaza, con il patriarcato, il femminicidio, la giustizia, il diritto e Bella Ciao. Perché il mondo in cui si legittima la sopraffazione l’avrete voluto voi.
In un ospedale pubblico di Firenze (Santa Maria Annunziata) compare questo cartellone che pubblicizza un evento di propaganda russa.
Ci sono i soliti noti (Basile, Vauro, Marrucci, Statello, Gaiani ed altri).
C'è Conte assieme a Jeffrey Sachs.
C'è anche Goffredo Bettini.
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Circa 49.000 bambini provenienti dai territori ucraini temporaneamente occupati sono stati arruolati nell'"Esercito Giovanile" russo, di cui 36.000 in Crimea.
Il numero di partecipanti al "Movimento dei Primi", il programma attraverso il quale vengono anche russificati e militarizzati i minori ucraini, è passato da 12.000 nel 2023 a 185.000 oggi.
Continuate pure ad applaudire chi parla di compromessi territoriali con la Russia, anziché pretendere il rispetto del diritto internazionale. Poi però ricordatevi che una volta stabilito quel principio, quello vale per tutti. Se un giorno doveste trovare la vostra casa occupata con i vostri figli dentro, non pretendete che qualcuno si senta obbligato a salvarli. Quel qualcuno potrebbe anche decidere che quei figli siano un prezzo adeguato per ottenere la loro “pace”, così come ora voi pensate di costruire vostra sacrificando terre e figli che non vi appartengono.
Ok, è importante che le cose siano chiare: se vincerà il campo Lavrov, chiunque sia il Premier, l'Italia non invierà più armi all'Ucraina.
C'è chi reputa il supporto all'Ucraina il tema centrale per decidere a chi dare il proprio voto. Io sono tra questi.
Andate al diavolo.
Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai.
Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero.
Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita.
E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna.
Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera.
La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo.
Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per:
per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di
ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine.
E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa.
È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti.
Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi.
Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato.
Grazie Emma, dal profondo del cuore.
Il programma di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt:
• Classi separate per disabili e rifugiati
• Abolizione dell’obbligo scolastico
• Riduzione studio del nazismo a scuola
• Abolizione programma “scuola senza razzismo”
• Divieto di menzione per il mondo lgbtq+ a scuola
• Milizie di difesa civica nelle strade
• “Offensiva di espulsione e remigrazione”
• Abolizione del diritto d’asilo
• Ripristino dello ius sanguinis
• Contrasto a “deviazioni sessuali” e “stili di vita non riproduttivi”
• Ripristino di pieni rapporti con la Russia
• Revoca contratto con la tv pubblica
• Sottrazione alla Chiesa della tassa religiosa
Giorgia Meloni su Instagram segue solo 55 persone, tra Sinner e Le Pen c'è Nancy Brilli che diventa "titolare" di Un giorno da pecora al posto di Geppi Cucciari.
Che disastro Radio Rai! Geppi Cucciari non è stata riconfermata alla conduzione di Un giorno da pecora. Ora lo conferma anche lei in un post pubblicato sul suo profilo Instagram.
La Terra è ormai prossima a superare la soglia di riscaldamento considerata sicura dall’Accordo di Parigi del 2015. È quanto emerge da un nuovo rapporto dell’Onu, che avverte. Secondo gli esperti, l’obiettivo ora è limitare il più possibile il riscaldamento e riportare successivamente le temperature sotto la soglia di sicurezza.
#Ucraina Colpire un ospedale pediatrico significa avere i civili come obiettivo.
Gli ospedali devono essere protetti. Devono essere luoghi sicuri. Sempre. #notatarget
Alle elezioni in Russia oggi vincerebbe qualsiasi candidato che promettesse soltanto due cose:
1. porre fine alla guerra;
2. ripristinare Internet e tutti i servizi bloccati.
Il problema è che un candidato del genere non verrebbe ammesso alle elezioni. E che non ci sono elezioni.
Lo scorso 11 luglio il Tg1 delle 13.30 collocò come primo titolo la notizia della morte di Peppino di Capri.
Oggi la morte di Francesco Guccini per il Tg1 delle 13.30 è stata l'ultimo titolo.
Conte ha iniziato l’invasione su larga scala contro il Partito Democratico.
Schlein e il suo gruppo dirigente hanno pensato che cedere regioni (Sardegna e Campania), valori (referendum giustizia) e parole d’ordine (Gaza, Pacifismo) fosse sufficiente a salvarsi e a tenere buono l’avvocato del popolo.
Con la formula testardamente unitari ha pensato di far valere nello sprint finale un riflesso egemonico che non può esercitare.
Questo capolavoro è figlio dell’ostinazione e di una schiera di yes man e yes woman che hanno meno consenso di un amministratore di condominio e di tutti coloro che mentre qualcuno glielo faceva notare venivano accusati di disfattismo.
Quattro ore. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale.
Uno dietro l'altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna.
Hanno visto migliaia di persone e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro.
E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all'ultima, una montagna di bugie e porcherie.
Mettiamole in fila, una per una.
Primo.
Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall'altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo.
Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d'identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia.
Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero.
Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l'esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua.
Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque.
Secondo.
La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni.
Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell'area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen.
Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all'ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo.
Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera nei fatti già chiusa.
Terzo.
Testuale, dal profilo di Tajani: "Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata".
Falso.
La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero.
Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo.
Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall'America Latina.
Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla.
E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate.
Quarto.
Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna.
Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l'Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna.
Quinto.
Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: "Non possiamo essere lasciati soli", "nessuno può affrontare la migrazione da solo", Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione.
Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme.
Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato.
Sesto.
Il Marocco ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l'Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l'ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c'entra nulla la politica migratoria della Spagna.
Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce.
Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate.
Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui.
Settimo. E qui arriviamo al fondo del barile.
Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel'aveva concessa perché gli faceva pena.
E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez.
Sono passati 41 giorni. Quarantuno.
Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto.
Chi ti tende una mano quando sei a terra, gentaglia così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannare.
Ottavo.
Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che a Ceuta gli sbarchi via mare erano stati zero fino a metà luglio. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco.
Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi.
Che miseria senza fondo.
Tornelli e accesso a pagamento.
È questo quello che abbiamo trovato a Livorno, dove ancora sono presenti tornelli “da stadio” per poter accedere al mare.
Prima ci hanno chiesto un pagamento per poter entrare, per poi dirci che c’era una “spiaggia libera” ma grande un metro, in cui chi decideva di non pagare doveva restare confinato.
Chiediamo al Comune di Livorno e alla Regione Toscana di intervenire immediatamente al fine di far rimuovere i tornelli, come accaduto in tutta la Sicilia, e di garantire l’accesso libero per chi vuole semplicemente accedere al mare.