Ecco il video comunicato sindacale che la Rai non ha voluto mandare in onda:
Avevamo chiesto di trasmetterlo per porre l'attenzione sullo smantellamento di RaiTre.
Vi chiediamo di condividere il video per raggiungere più persone possibili perché RaiTre non muoia.
#VivaRai3
La moglie (più disturbata del marito) gli ha fatto una bella torta di compleanno con sopra un democratico cappio.
Poi se li chiami pazzi esaltati ti dicono che sei antisemita e amico dei terroristi...
Ora è praticamente ufficiale.
Il ministro della Giustizia Nordio farà causa a Sigfrido Ranucci per le sue parole a “Cartabianca” sulla sua visita al ranch di Nicole Minetti in Uruguay.
Lo ha rivelato “Il Foglio”.
Una querela - l’ennesima - di fronte a cui Telemeloni lo lascerà solo, abbandonato, esposto, senza coprirgli neppure le spese legali.
Allora Ranucci, poco fa, ha fatto qualcosa che ci ricorda perché è un grande uomo, prima ancora che un grande giornalista.
Ha annunciato che affronterà il processo a sue spese, rifiutando ogni aiuto legale arrivato da centinaia di studi da tutta Italia e declinando tutte le raccolte fondi partite spontaneamente, più o meno in buona fede, con parole che davvero meritano di essere lette:
“Sento il dovere di informarvi, che davanti all'eventuale denuncia del Ministro della Giustizia Nordio, rinuncio già da ora ad esporre l'azienda, che gestisce soldi pubblici, a eventuali rischi.
Affronterò il giudizio a mie spese.
Ringrazio le decine di studi legali e le centinaia di persone che mi hanno scritto sui miei profili e via mail, per offrire la loro collaborazione gratuitamente, o di contribuire alle spese. E diffido chi sta avviando raccolte fondi a mio nome. Non ho bisogno di aiuti economici, solo di poter ancora contare sulla vostra passione. Oggi è la giornata mondiale della libertà di stampa, sento ancora il bisogno di sottolineare che non ha prezzo, ma che è un valore inalienabile dell'umanità”.
Un grande gesto, non ovvio e per nulla scontato.
La sua scorta non è chi gli paga le spese, ma chi lo segue da anni e non lo lascia solo, isolato.
Il suo pubblico.
Oggi più che mai sto dalla parte di Sigfrido Ranucci.
(Tosa)
Certo che ci vuole la faccia come il culo per dire che Guccini, il piu grande cantautore italiano insieme a De Andrè, non vale niente, solo perché ha detto di votare no.
Fascisti, tenetevi Povia
La disumanizzazione che uccide: la storia di Mustafa
Si chiama Mustafa. Due giorni fa stava tornando a casa, a Nablus, in Palestina, nei territori illegalmente occupati. In macchina con lui c’erano suo padre, sua madre e altri tre fratelli.
I soldati dell’IDF, l’esercito israeliano, hanno sparato 73 colpi contro l’auto. Hanno ucciso suo padre, sua madre e due dei suoi fratellini, i più piccoli. Sono sopravvissuti in due: Mustafa e suo fratello maggiore, Ahmed.
Mustafa ha detto ai soldati: «Volete bene ai vostri genitori?». Uno di loro ha risposto: «Certamente». A quel punto Mustafa ha chiesto: «E allora perché avete ucciso mia mamma e mio papà?». Il soldato ha reagito picchiandolo, dicendo che avevano ucciso “solo degli animali”.
Questa è la disumanizzazione dell’altro: il meccanismo che nella storia ha sempre permesso di giustificare massacri, invasioni e violenze.
In Europa non si comprende fino in fondo ciò che sta accadendo oggi. Non si percepisce il pericolo di un fanatismo che porta a negare l’umanità stessa dell’altro.
Questa foto è stata scattata durante il funerale dei suoi genitori e dei suoi due fratellini. Come crescerà questo bambino?
Israele ha torturato un bambino di un anno davanti al padre nel tentativo di estorcergli una falsa confessione sotto costrizione.
ISRAELE HA TORTURATO UN BAMBINO DI UN ANNO.
Rileggilo
🤬🤬🤬🤬🤬🤬
🇦🇫Afganistan
💔Noria, 13 anni, orfana di padre, si finge un ragazzo per lavorare e sfamare la famiglia.
Arrestata dai Talebani, viene umiliata e trattata come una criminale sessuale.
La fustigazione in pubblico sarà la sua punizione, mentre il mondo tace
L’uomo nella foto si chiama Naudy Carbone, ha 30 anni, e la sua è una di quelle storie che dovrebbe farci vergognare di essere italiani.
Se solo esistesse ancora, in questo Paese, il senso della vergogna.
Pochi giorni fa, subito dopo il femminicidio di Zoe Trinchero, l’assassino, Alex Manna, ha cercato di depistare le indagini e scaricare tutta la colpa su questo giovane uomo, non solo completamente innocente ma del tutto all’oscuro anche del delitto.
E lo ha accusato non per caso ma perché Naudy Carbone è nero, il “colpevole perfetto” da dare in pasto a un’opinione pubblica spaventosamente razzista, abbeverata da una martellante propaganda xenofoba.
E infatti, quella stessa notte, intorno all’una e mezza, mentre stava dormendo, Carbone è stato svegliato da alcuni rumori sulle scale e in strada.
Una folla si era radunata davanti a casa sua armata di bastoni per vendicare la morte di Zoe Trinchero.
“Esci, ne*** di me***”, questo gli urlavano dalla strada, al punto che Naudy è stato costretto a barricarsi in casa per evitare quello che sarebbe stato un vero e proprio linciaggio.
E solo l’intervento dei carabinieri, chiamati da Carbone, ha evitato il peggio.
Naudy Carbone è italiano, italianissimo, un jazzista di grande talento, diplomato al Conservatorio di Genova, originario della Guinea, adottato da una famiglia di Nizza Monferrato quando aveva 3 anni.
È stato accusato di omicidio dall’uomo italiano bianco che lo aveva commesso.
E immediatamente, per tutti, è diventato all’istante il colpevole. Senza alcun dubbio.
Se non è razzismo questo, davvero non so cosa sia il razzismo.
Voglio mandare un abbraccio fortissimo a quest’uomo, e dirgli che non è solo, nonostante tutto.
Lorenzo Tosa
"#Salvini lei vuole tornare a fare il ministro dell'interno?"
"No sto bene dove sto a occuparmi di case.."
"Salvini, lei deve occuparsi deii treniiiii"
Lilli Gruber una diva.
#ottoemezzo
“Casapound scende in campo per il si”
Non c’è bisogno di aggiungere altro.
I motivi per votare NO al referendum sulla giustizia aumentano giorno dopo giorno.
#ReferendumGiustizia#IoVotoNo
Posso essere d’accordo con chi definisce delinquente un soggetto che colpisce a martellate un agente, purché anche un agente che si comporta in questo modo venga definito criminale.
I fascisti e i loro lecchini dalla penna imbevuta di bava di questo non parlano. (Fate girare a nastro, grazie!)
Scontri di Torino, circondato e picchiato dai poliziotti grida: «Sono un fotografo» https://t.co/3xIhbrnKCj