Non potrà più entrare negli Stati Uniti (oltre che in Israele) perché sta denunciando il genocidio in atto a Gaza e le aziende che sostengono direttamente e indirettamente le azioni criminali di Israele. Non una parola di Mattarella e Meloni - però partono telefonate di solidarietà alla premier quando Fragolino65 scrive un post- neppure un trafiletto sul principale quotidiano del paese. Lasciare Albanese sola, oggi, vuol dire abbandonarla all’arroganza dei potenti, lasciare che trattino una delle personalità italiane più coraggiose e preziose come una criminale e, soprattutto, lanciare un messaggio ben preciso: la sua sorte non ci riguarda. Non ci interessa. E chiunque venga lasciato solo- la storia lo insegna- è scoperto. Per questo, come hanno fatto Elly Schlein e altri membri dell’opposizione, è importante continuare a sostenerla PUBBLICAMENTE, anche dal basso, perché sebbene il suo coraggio e il suo non indietreggiare suggeriscano che non ne abbia bisogno, FRANCESCA ALBANESE NE HA BISOGNO. @FranceskAlbs #francescaAlbanese
Vi raccontiamo una storia.
La storia del tizio felice e sorridente che vedete a sinistra: #Andrea Crippa.
Sebbene sia sconosciuto ai più, è il vicesegretario della Lega.
Ok.
Nel gennaio 2018, Crippa pubblicò un video su Facebook in cui, almeno apparentemente, lo si vedeva rivolgersi a un centralinista (uomo) del Museo egizio di Torino per lamentarsi di alcuni sconti a favore di quei cittadini in grado di parlare la lingua araba.
Non contento, Crippa arrivò a inventarsi che tali sconti erano a spese della collettività: «I soldi di tutti i cittadini italiani sono stati utilizzati per le agevolazioni sugli ingressi in favore di soggetti di origine o cultura araba», disse.
Finita qui? Macché. In quel video, che totalizzò milioni e milioni di visualizzazioni, Crippa inserì un banner in cui invitava i suoi simpatizzanti a tempestare di telefonate i centralinisti della struttura per protestare ("Facciamogli sentire cosa pensiamo"). Cosa che, da perfetti minus habentes, effettivamente fecero: minacce di morte, insulti di ogni genere, intimidazioni di ogni sorta. Di tutto.
Il Museo egizio, quindi, decise giustamente di procedere per vie legali.
Crippa fu condannato in primo grado.
Nella sentenza, afferma il giudice, c'è «l’incitamento all’odio» per «spingere all’intolleranza con modalità tali da propagarsi in modo efficace». E poi c’è la fake news, divulgata per «disinformare o arrecare danno a terzi».
Ciliegina sulla torta: il giudice arrivò ad accertare che Crippa, da vero cuor di leone, finse la telefonata.
Motivo? Il Museo egizio non aveva centralinisti uomini e lui, nel video, si rivolgeva a un uomo.
Crippa, pur essendo stata ribadita in 2° grado la falsità del video e della notizia da lui data, è stato poi assolto in nome della libertà d'espressione e di critica politica.
Ma questo qui, signore e signori, è un deputato della Repubblica.
Questo qui è il vicesegretario della Lega.
E sempre questo qui, oggi, mentre il partito di cui è vicesegretario è al Governo, ha affermato che "80 anni fa il governo tedesco decise di invadere gli Stati con l'esercito, ma gli andò male, e ora finanziano l'invasione di clandestini per destabilizzare i governi".
Il degno erede del cazzaro al suo fianco.
“Anche la Palestina è un Paese aggredito.
Perché Ue e Italia non muovono un dito?
Le colonie israeliane sono illegali, ma la comunità internazionale ignora le atroci sofferenze inferte al nostro popolo”
Parla l’ambasciatrice della Palestina in Italia
U. De Giovannangeli, L’Unità