Amo la Democrazia.Odio dittature e ottusità da social e non. Ascolto musica. Degusto prelibatezze. Non replico e blocco coglioni e propagandisti antioccidentali
Il bombardamento della notte scorsa a #Kiev ha distrutto il principale magazzino della #Crocerossa con due milioni di dollari di aiuti. Li fare sborsare direttamente a Putin & co. Con gli interessi.
Zelensky generoso come sempre verso di noi, i suoi alleati occidentali. Che pure avrebbero potuto salvare molte vite di civili e militari ucraini, impedire molti rapimenti di bambini, molti strupri di donne, se solo avessero compiuto il dovere occidentale ed europeo di fornire tutte le armi e i fondi necessari per respingere l’aggressione dell’impero russo ai confini europei.
Bastava consentire che il territorio russo venisse immediatamente colpito da missili a lungo raggio per far comprendere ai generali russi che non vi era via di scampo per la loro cieca subordinazione agli ordini suicidi di Putin. Bastava fare in modo che subito le industrie d’armi occidentali avviassero la produzione a ritmo serrato di batterie di missili antimissile. Bastava che ilcuore dell’Europa e dell’America battesse all’unisono col cuore di Kyiv, di Leopoli e di Odesa.
Ma comunque sì, grazie Europa per quello che hai fatto finora e per quello che finalmente, senza dare ascolto ai cantori della sottomissione e della pace putiniana, farai ora, nel momento più difficile di ogni guerra, quello che prelude alla tragedia dell’aggressore sconfitto.
L’Ucraina mette fuori uso gli ultimi due grandi impianti di raffinazione che riforniscono Mosca e la regione di Mosca.
Nella notte di giovedì l’Ucraina ha colpito la raffineria Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez (NORSI) a Kstovo, nella regione di Nižnij Novgorod, come riferito dallo Stato Maggiore ucraino. Si tratta di una delle quattro raffinerie che riforniscono di carburante la regione della capitale. Anche questo impianto ha sospeso la lavorazione del petrolio, come era già accaduto ad altri due.
Secondo le Forze Armate ucraine, dopo l’attacco è scoppiato un incendio. Le prime informazioni indicano che sarebbe stata danneggiata l’unità di distillazione primaria AVT-6, anche se l’entità dei danni non è ancora nota.
L’attacco è stato confermato anche dall’analisi del media indipendente Astra, basata su una fotografia pubblicata da un testimone.
Il governatore della regione di Nižnij Novgorod, Gleb Nikitin, ha dichiarato che la regione è stata attaccata da 30 droni. Secondo lui, la caduta dei detriti ha causato «danni non critici» a un impianto industriale. Ha inoltre riferito della morte di un civile e del danneggiamento di diverse abitazioni.
La raffineria di Kstovo può lavorare circa 15 milioni di tonnellate di petrolio all’anno e produce circa 5 milioni di tonnellate di benzina, oltre 5 milioni di tonnellate di gasolio, 2 milioni di tonnellate di olio combustibile e circa 500.000 tonnellate di bitume. È una delle dieci maggiori raffinerie della Russia.
Secondo l’esperto del Carnegie Eurasia Center Sergej Vakulenko, questa raffineria, insieme a quelle di Rjazan’ e Jaroslavl’, alimenta Mosca attraverso un oleodotto dedicato ai prodotti petroliferi. Tutte e tre sono già state colpite in precedenza.
Dopo un attacco avvenuto una settimana fa, Reuters aveva riferito che NORSI aveva già sospeso la raffinazione. All’epoca era stato danneggiato un impianto che rappresentava circa un quarto della capacità produttiva totale. Non risultano notizie sulla ripresa delle attività.
Anche la raffineria di Rjazan’, colpita il 15 maggio, avrebbe sospeso la lavorazione del greggio e non risultano comunicazioni ufficiali sulla ripresa della produzione.
Continua invece a funzionare la raffineria di Jaroslavl’, ma è anch’essa bersaglio di attacchi frequenti: l’ultimo risale a domenica.
Un altro fornitore fondamentale è la raffineria di Kapotnja, situata direttamente a Mosca, che copre circa il 35-40% del fabbisogno di carburante della capitale e della regione circostante. Secondo Reuters, dopo due attacchi subiti a giugno anche questo impianto ha fermato la raffinazione ed è improbabile che torni operativo prima della fine dell’anno.
Un’eventuale alternativa potrebbe essere rappresentata dalle raffinerie bielorusse. Anche Aleksandr Lukašenko ha dichiarato pubblicamente di essere disposto ad aiutare la regione di Mosca con forniture di carburante.
C’è però un problema: il carburante prodotto in Bielorussia è più costoso di quello russo.
Durante l’ultimo bombardamento russo su Kyiv che ha ucciso almeno 20 persone, oltre 52 mila civili si sono rifugiati nelle stazioni della metropolitana. Di questi 4.500 erano bambini. Il numero più alto degli ultimi anni. Si può vivere così?
Mi sono dimesso dalla Commissione di Vigilanza Rai.
Una scelta sofferta, ma necessaria.
Non si può continuare a far finta di vigilare quando la Commissione è ormai paralizzata da mesi e privata della sua funzione di garanzia.
La Rai appartiene ai cittadini, non alla maggioranza di turno.
In questi anni abbiamo assistito a un progressivo impoverimento del pluralismo, alla mortificazione delle professionalità interne, alla cancellazione di programmi e spazi di approfondimento e a una gestione sempre più condizionata dalla politica.
Per questo, insieme agli altri componenti delle opposizioni, abbiamo deciso di rassegnare le dimissioni dalla Commissione.
Non è un gesto di protesta fine a sé stesso.
È un atto di responsabilità per denunciare una situazione che non può più essere ignorata.
Difendere il servizio pubblico significa difendere la qualità della nostra democrazia.
Secondo nuove stime uscite oggi piu’ di 150.000 uomini e donne ucraine sono morti per difendere la loro patria. Con i feriti il numero supera i 600.000. I russi morti e feriti ammontano a 1,4 milioni. E’ una massacro senza pari nella storia contemporanea, che ha un solo responsabile: Vladimir #Putin. Chiunque difende “le ragioni” di questo criminale assassino è un complice e un collaborazionista. Chi ospita per fare audience i propagandisti italiani di Putin e’ allo stesso modo responsabile.
Ve la ricordate la famosa “colonna di mezzi” russa che, nel 2022, andava a “prendere Kyiv in tre giorni”?
In video potete vedere come appare dopo quasi cinque anni di “operazione militare speciale”.
Pezzenti che non sono altro.
Nevzorov:
"La scorta di bugie vittoriose di Putin si sta esaurendo. I fantastici rapporti sull'avanzata dell'esercito russo bastano ancora per due-tre volte. Cosa accadrà dopo, nessuno lo sa".
Più della metà dei russi (60%) ritiene che la situazione economica nella propria città o regione stia peggiorando. È quanto emerge da un sondaggio Gallup condotto tra marzo e maggio 2026.
Si tratta del dato più alto da quando Gallup ha iniziato a condurre tali sondaggi in Russia nel 2006. I precedenti picchi erano stati registrati nel 2020 (45%) e nel 2021 (50%) durante la pandemia di coronavirus.
Secondo il sondaggio, il 56% degli intervistati ha affermato che il proprio tenore di vita sta peggiorando, anche questo il dato più alto degli ultimi 20 anni. Il 29% degli intervistati ha invece segnalato un miglioramento del proprio tenore di vita.
Inoltre, Gallup ha rilevato un calo significativo della fiducia dei russi nelle istituzioni governative. La fiducia nelle Forze Armate russe è scesa dal 79% al 66% nell'ultimo anno, e quella nel governo dal 67% al 53%, mentre la percentuale di coloro che ritengono che le elezioni siano regolari è diminuita dal 56% al 40%. Il 34% degli intervistati ha espresso un giudizio positivo sulla libertà di stampa in Russia, rispetto al 59% dell'anno precedente.
I grandi obiettivi strategici (e le armi ultratecnologiche) dello pseudoesercito putinista in quello che si avvia ad essere uno dei peggiori e più insulsi massacri dall'inizio della guerra.
Il Totò Riina delle Nevi sfoga la sua impotenza stragista contro la popolazione inerme.
Tutte le volte in cui Donald Trump ha accusato gli avversari politici di trarre profitto dagli incarichi pubblici. Il montaggio della CNN.
P.s. Da quando è tornato alla Casa Bianca, il tycoon ha guadagnato 2,2 miliardi di dollari.
La Russia ha iniziato ad acquistare benzina dall’India. Lo stesso Paese al quale vende il proprio petrolio.
C’è una celebre frase, spesso attribuita a Winston Churchill:
«Pensavo che sarei morto di vecchiaia. Ma quando la Russia, che sfamava tutta l’Europa con il suo grano, iniziò a importarne, capii che sarei morto dal ridere.»
Che straordinario bilancio di oltre venticinque anni di «stabilità» putiniana.
Io mi sento molto male, perché noi giornalisti abbiamo aspettato giorni e giorni prima di poter entrare a Bucha perché era occupata dai russi. Chi provo a entrare bella vicina Irpin - come Brent Renaud - fu ucciso. Appena le truppe della federazione russa si sono ritirate, siamo entrati immediatamente. E la mia vita è cambiata dopo aver visto quello che ho visto. I numeri di persone a cui è stato sparato alle spalle mentre stava cercando di lasciare la città sono troppo alti perché si possa anche solo immaginare una finzione.
La mia supposizione sull’attacco dei nazisti russi di stanotte si è rivelata totalmente errata.
L’attacco non è stato del “vecchio tipo” contro l’infrastruttura energetica civile, ma del “nuovo tipo”: puro terrorismo contro i civili ucraini, specialmente nella capitale Kyiv, in cerca di più vittime possibili.
18 abitanti della capitale ucraina sono stati ammazzati a causa di attacchi russi contro edifici residenziali, un hotel, un centro logistico postale, eccetera.
I “negoziati” del 2025 sono stati una follia disumana da parte nostra (l’Occidente continua a comprendere gli USA). Vediamo di correggere la traiettoria per gli anni a venire: solo guerra al brutale regime genocida russo.
Mentre il governo italiano frena sul sostegno futuro all’Ucraina e i soliti politici-opinionisti fanno propaganda per Mosca, le forze russe hanno bombardato Kyiv con 500 droni e 70 missili colpendo edifici residenziali, negozi e mezzi di soccorso: 13 civili uccisi, 90 feriti.
Rimane avvolto nel mistero il reale numero di operai morti e feriti a causa dell’attacco ucraino contro la fabbrica di missili a Voronezh, in Russia.
Le autorità russe, a differenza di quelle ucraine, sono note per non essere affatto trasparenti neppure quando si parla delle vittime comunque sia civili della guerra voluta da Vladimir Putin.
Ciò dà adito a speculazioni, con alcuni abitanti della città che parlano di “montagne di cadaveri” tirati fuori da sotto le macerie.
Una cosa è certa: se non importa a loro, non possono di certo pretendere che importi a noi.
🇷🇺7000 km od Ukrainy.
Chita Zabajkalski Kraj.
Zablokowana droga krajowa przez gigantyczne kolejki do stacji benzynowych
Cała Rosja już stoi.
Największy kryzys od początku lat 90.
Forse è arrivato il momento di sfatare qualche falso mito anche su Cuba. In un paese in cui tanti scendono in piazza contro l’imperialismo americano in manifestazioni organizzate da associazioni che sono diretta emanazione del regime castrista, è il caso per una volta di ascoltare dalla voce di Odyan, un cubano rifugiatosi in Italia, come stanno veramente le cose.
Un ringraziamento sentito a @EmmanuelMacron e a la Marine Nationale che hanno sequestrato una petroliera della flotta fantasma russa- la flotta che permette a Putin di violare le sanzioni imposte dall’Ue- mentre transitava a largo della Sicilia.
Restano una serie di domande, serie e molto importanti: perché questa operazione non è stata condotta dalla nostra Marina Militare? La petroliera si trovava a largo della Sicilia, i francesi sono giustamente intervenuti.
Ma perché noi continuiamo a fingerci morti di fronte e evidenti e documentate violazioni delle sanzioni contro il regime criminale di Putin?
@GuidoCrosetto