Il mio cuore è a Milano, per mostrare solidarietà a una città ferita e alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine in prima linea.
Ma il mio dovere è essere a Strasburgo per denunciare che il caos ha un nome e un cognome: l’immigrazione incontrollata di matrice islamica. Dopo averci invaso, ci stanno dichiarando guerra e vogliono sottometterci.