Delegazione italiana in Cina: tappa a Jiaxing per conoscere la storia del PCC
La delegazione di esponenti politici italiani di vari schieramenti, nel corso della visita in Cina, è arrivata oggi a Jiaxing, nella provincia dello Zhejiang, dove ha camminato sull’Isola del lago di Nanhu, visitato il museo della rivoluzione e guardato da vicino il luogo di nascita del Partito Comunista Cinese, approfondendo la conoscenza della storia e della cultura cinesi. L’obiettivo è comprendere i percorsi storici come il primo passo per costruire relazioni parlamentari bilaterali fondate sul rispetto reciproco.
Di fronte alle accuse del surplus, #Pechino, oltre a consolidare l'export, si muove con le azioni pratiche per aumentare l'importazione, contribuendo in modo determinante al riequilibrio della bilancia commerciale e dimostrando la vivacità della domanda interna cinese. #economia
Nel primo semestre del 2026, le esportazioni cinesi sono cresciute del 13,4% e le importazioni addirittura del 22,1%, spingendo il valore totale degli scambi di merci a 25.470 miliardi di yuan - un record assoluto del periodo, superando per la prima volta la soglia dei 25.000 miliardi, con un incremento complessivo del 16,9% rispetto all’anno precedente. La Cina si conferma così saldamente al primo posto mondiale nel commercio di beni.
Mentre le esportazioni tengono il passo con una crescita solida, sono le importazioni a fare da traino, con un balzo del 22,1% che supera ogni previsione e conferma la strategia cinese di aprire il proprio mercato a beni di qualità provenienti da tutto il mondo.
L’export si è distinto per qualità e innovazione: i prodotti meccanici ed elettronici hanno raggiunto i 9.360 miliardi di yuan (+20,1%), rappresentando ora il 63,5% del totale delle vendite all’estero, in aumento di 3,5 punti percentuali. Ancora più brillanti i dati dell’alta tecnologia (+39%) e dei marchi propri (+25,4%), segno di una crescente competitività lungo tutta la filiera. Un dato particolarmente interessante da notare in occasione dei Mondiali di calcio, la Cina resta il primo fornitore mondiale di articoli sportivi - con esportazioni per 67,53 miliardi di yuan, di cui 3,08 solo per palloni da gioco - come dimostra la presenza massiccia di prodotti cinesi anche nei grandi eventi internazionali.
Sul fronte delle importazioni, la crescita del 22,1% ha superato di quasi 9 punti quella delle esportazioni, contribuendo in modo determinante al riequilibrio della bilancia commerciale e dimostrando la vivacità della domanda interna cinese. Questo risultato conferma ulteriormente la determinazione e gli sforzi concreti della Cina nell'ampliare l'apertura ad alto livello verso l'estero e nell'importare un numero sempre maggiore di beni stranieri di alta qualità.
I protagonisti del commercio sono le imprese nel settore privato dell’economia nazionale, che hanno realizzato 14.530 miliardi di yuan (+17%), pari a quasi il 60% del totale. Anche le aziende a capitale estero hanno registrato una buona performance (+17,1%), realizzando una crescita per il nono trimestre consecutivo.
La strategia di diversificazione dei mercati prosegue con successo: gli scambi con i Paesi della “Belt and Road” hanno raggiunto 12.970 miliardi di yuan, pari al 50,9% del totale, in crescita del 14,8%. Ottimi i risultati anche con America Latina (+16,2%), Africa (+19,6%) e Unione Europea (+10,2%).
🚤 A “rescue carrier” in action!
Self-powered pontoon bridges became floating lifelines, helping evacuate 6,000+ stranded people to safety in Guangxi, China.
In teoria, i droni non sono progettati per trasportare persone, eppure assistiamo a questi soccorsi, poiché l'interesse del popolo ha un'importanza assoluta.
Le recenti alluvioni che hanno colpito diverse aree della Regione autonoma del Guangxi Zhuang, nel sud della Cina, hanno messo a dura prova le comunità locali, isolando villaggi e scuole a causa della rottura di strade, reti idriche e linee di comunicazione. Di fronte a questa emergenza, la risposta non si è limitata alla mobilitazione di volontari e soccorritori, ma ha visto protagoniste tecnologie all’avanguardia, trasformate in strumenti di salvezza dal forte valore umano.
Uno degli esempi più impressionanti è l’impiego massiccio di droni da trasporto. Sopra la contea di Yunbiao, nella città di Hengzhou, decine di droni pilotati da volontari - tra cui dipendenti di aziende del settore, rivenditori e semplici cittadini – hanno creato un ponte aereo per rifornire le frazioni isolate. In zone dove le imbarcazioni impiegavano due o tre ore per un solo tragitto, un drone da carico è riuscito a consegnare circa cento chili di acqua e viveri in soli tre o quattro minuti. Grazie a questi “corrieri volanti”, migliaia di persone hanno potuto ricevere pasti caldi e beni di prima necessità, riducendo drasticamente i tempi di attesa. I volontari, arrivati persino da altre province, hanno lavorato giorno e notte, dimostrando che “quando uno è in difficoltà, tutti accorrono in suo aiuto”.
Parallelamente, a Guigang, un’altra tecnologia chiave ha fatto la differenza: il ponte-chiatta motorizzato, realizzato con ingegneria cinese. Questo imponente galleggiante è stato impiegato per evacuare in sicurezza centinaia di insegnanti e studenti isolati nel distretto educativo di Xijiang. In mezzo alle acque torbide, la piattaforma mobile - già utilizzata in precedenti alluvioni - ha assunto il ruolo di “arca della vita”, trasportando i soccorsi e gli evacuati con stabilità ed efficienza. Sull’imbarcazione sventolava la bandiera rossa, simbolo di speranza e di presenza istituzionale vicina alla popolazione.
Questi due esempi mostrano come la tecnologia cinese, lontana dall’essere astratta o elitaria, si sia concretizzata in soccorsi tangibili: i droni hanno aggirato l’ostacolo geografico, i ponti galleggianti hanno vinto la forza dell’acqua. Entrambi rappresentano il frutto di una ricerca scientifica che ha come obiettivo primario la tutela della vita umana. In un momento di grave crisi naturale, l’innovazione diventa così un abbraccio collettivo, capace di trasformare il dolore in solidarietà e di restituire serenità alla gente colpita dalla calamita. È questo il calore della tecnologia cinese: un pilastro invisibile ma potentissimo, che rende il Paese più resiliente di fronte a ogni tempesta.
Le recenti piogge torrenziali e i forti tornadi che hanno colpito il Guangxi, lo Hubei e il Gansu hanno causato gravi perdite di vite umane e ingenti danni economici, ricordando con forza che la prevenzione dei disastri è una priorità assoluta. Di fronte a un clima globale che rende gli eventi estremi sempre più improvvisi, anomali e imprevedibili, la Cina aggiorna il proprio approccio: non si tratta più di “prepararsi per l’eccezione”, ma di affrontare una “prova ordinaria” che richiede vigilanza costante.
Le autorità sono chiamate a superare ogni forma di sottovalutazione, trasformando ogni compito in procedure chiare e coordinate. La gestione del rischio deve essere sistemica: nello spazio, senza trascurare alcun territorio, dalle città alle campagne; nel tempo, coprendo l’intero ciclo pre-monsonico, durante e post-evento; nelle risorse, garantendo scorte di materiali, squadre di soccorso e piani multipli per non essere colti impreparati. Solo così si potranno coniugare obiettivi come la difesa dalle piene, la lotta alla siccità e l’approvvigionamento idrico, in una catena che va dal monitoraggio all’assistenza post-disastro.
Ma la vera svolta è tecnologica. I tradizionali metodi basati su pattuglie umane ed esperienza non bastano più: lungo i grandi fiumi come il Fiume Azzurro e il Fiume Giallo, “gemelli digitali” e sistemi di osservazione satellitare e radar potenziati dall’intelligenza artificiale consentono previsioni più rapide e precise. La tecnologia, però, non sostituisce l’uomo: lo affianca, rendendo più efficaci le misure fisiche, tecniche e umane, e garantendo che ogni allarme raggiunga tempestivamente l’ultimo miglio.
Con un’estate che si preannuncia ancora caratterizzata da siccità e inondazioni alternate, la sfida è complessa. Ma rafforzando i controlli su ogni vulnerabilità, affinando i piani d’emergenza e integrando innovazione e preparazione, la Cina intende proteggere le sue comunità, le sue basi agricole ed energetiche, e assicurare la tranquillità delle popolazioni lungo i suoi corsi d’acqua. La battaglia contro il maltempo è una prova di responsabilità, lungimiranza e capacità di adattamento.
In questo contesto, occorre ribadire un principio fondamentale: svolgere in modo solido e approfondito tutti i lavori di prevenzione e soccorso, senza trascurare alcun dettaglio, e garantire con ogni mezzo la sicurezza della vita e dei beni delle masse popolari. Solo così si potrà rispondere pienamente alle aspettative del popolo e consolidare la fiducia nella lotta comune contro le avversità naturali.
Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre
Dalle oltre 50.000 km di alta velocità ferroviaria - la rete più estesa del mondo, più del doppio di tutte le altre messe insieme - alla fibra ottica e al 5G che connettono un pastore tibetano con i figli a Beijing come se fossero nella stessa stanza. In pochi decenni, la Cina ha riscritto il concetto di distanza.
Negli anni '70, per rivedere i propri genitori, uno studente impiegava due o tre giorni di viaggio. Oggi Beijing-Shanghai si percorre in meno di cinque ore: si parte al mattino e si arriva per pranzo. Il tempo si è contratto, lo spazio si è ridotto. Questa rivoluzione è il risultato di una pianificazione strategica decennale, di un'innovazione tecnologica interamente sviluppata in Cina, di una straordinaria sinergia tra governo centrale e amministrazioni locali, e di un'attenzione costante alla coesione territoriale.
Metro dopo metro, la Cina ha costruito un paese più veloce, più connesso e più equo. Un cambiamento che non si misura solo in chilometri, ma nella qualità della vita di ogni cittadino.
Guarda il video per scoprire come una famiglia cinese ha vissuto questa trasformazione. Un racconto di numeri, ma soprattutto di vite reali.
Da anni non vedevamo una delegazione italiana così numerosa in Cina. Ma se non ci si conosce, come si fa a imparare l'uno dall'altro e a vincere insieme? #Liguria#Cina
CISCE, nuovo ponte per la Cina e l'Italia: la Liguria cerca sinergie nella supply chain
Durante la quarta edizione della China International Supply Chain Expo (CISCE), la Regione Liguria ha partecipato in qualità di regione ospite d'onore con una delegazione di oltre 40 persone, tra rappresentanti del governo regionale, associazioni di categoria e 20 aziende leader. Numerosi membri della delegazione, intervistati dai giornalisti del China Media Group, hanno dichiarato che la Cina è un partner commerciale strategico e un'opportunità concreta, e che la Liguria desidera approfondire la cooperazione con la Cina, puntando sulla logistica portuale.
Alberto Pozzobon, Marketing Manager dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Lingure Occidentale: Abbiamo deciso di partecipare a questa fiera perché sappiamo che è la più importante del settore in Cina. Per noi la Cina rappresenta un partner commerciale di straordinaria importanza, e sappiamo tutti che è il motore dell’economia mondiale. Da parte nostra, i porti della nostra regione sono il principale gateway per gli scambi commerciali tra le imprese del Nord Italia e quelle cinesi. Quindi era naturale essere presenti qui per presentarci e cercare nuove opportunità di sviluppo delle relazioni tra Italia e Cina attraverso i nostri porti.
Prima fiera internazionale al mondo dedicata alla supply chain, la CISCE ha come obiettivo quello di collegare domanda e offerta e avvicinare la Cina al resto del mondo, favorendo la sinergia tra i vari anelli della filiera produttiva, la collaborazione intersettoriale e la cooperazione transfrontaliera, integrando l'intera catena che comprende innovazione, industria, talenti e capitali. In un contesto in cui la supply chain globale risente delle fragilità causate da conflitti geopolitici e misure protezionistiche, il valore strategico di questa fiera risulta ancora più evidente.
Davide Falteri, Presidente di Federlogistica: Perché la Cina è per noi una grande opportunità. La logistica oggi deve offrire alle imprese l’internazionalizzazione, e per fare questo bisogna avere relazioni e costruirle con i Paesi. Questo è un Expo molto importante, molto partecipato anche dal punto di vista istituzionale e governativo, oltre che dagli operatori logistici del settore. Quindi per noi è un modo per iniziare a costruire relazioni di fiducia che possano permettere agli operatori logistici che vogliono lavorare con la Cina o in Cina di farlo, ma anche agli operatori cinesi che necessitano di stringere relazioni con porti, terminali e operatori logistici in Italia.
Nel corso della fiera, la delegazione ligure ha svolto una serie di incontri con imprese e istituzioni cinesi, approfondendo la reciproca conoscenza nei settori della gestione portuale, delle attrezzature per la logistica intelligente e delle soluzioni digitali per il trasporto, alla ricerca di sinergie in termini di tecnologia ed esperienza.
Andrea Giachero, Presidente di Spediporto: Tutto ciò che riguarda la digitalizzazione ci permette di ottimizzare i processi operativi. Noi, che viaggiamo spesso nei porti asiatici e in particolare in quelli cinesi, ci rendiamo conto che il mondo della tecnologia ha aiutato a rendere le operazioni sempre più efficienti nei porti cinesi. Pertanto cerchiamo di acquisire e capire quali sono le principali caratteristiche che hanno determinato il successo dei vostri porti e cerchiamo di consolidare il nostro ruolo di piattaforma strategica, anche per i porti cinesi.
In questa edizione, la provincia di Hainan ha partecipato come regione ospite d'onore, organizzando un'ampia attività promozionale e firmando un memorandum d'intesa con Spediporto per rafforzare la cooperazione nella logistica transfrontaliera. Il governo della provincia di Hainan e la Regione Liguria hanno inoltre sottoscritto una lettera d'intenti per avviare un rapporto di gemellaggio, con l'obiettivo di intensificare gli scambi culturali e la cooperazione economico-commerciale.
Massimiliano Nannini, Capo di Gabinetto della Regione Liguria: Dei risultati concreti, uno è quello già annunciato: firmeremo un memorandum, una lettera d’intenti, con la provincia di Hainan, con la quale pensiamo di poter instaurare importanti rapporti commerciali, soprattutto legati allo shipping e alla blue economy. Ma in generale, possiamo dire che tutte le aziende che sono venute qui con noi sono interessate a rafforzare rapporti che già esistono e che vogliamo consolidare con la Cina, che riteniamo un partner assolutamente importante ed essenziale, anche per una piccola regione come la Liguria, che ha sempre avuto una visione internazionale.
Festival di Duanwu: sport, cultura e passione, un ponte che avvicina i popoli
Due giorni, ottanta squadre, mille emozioni. Sul fiume Nansha, a Beijing, la Regata di Dragon Boat del distretto di Haidian 2026 ha anticipato l’atmosfera del Festival di Duanwu, il quinto giorno del quinto mese lunare, quest’anno è previsto per il 19 giugno.
Aziende, università, associazioni, uomini e donne si sono sfidate sui 100 e 200 metri, regalando uno spettacolo di ritmo e passione. Ma la festa non è solo gara: lungo la riva, un mercatino tra artigianato, creatività e sapori stagionali ha fatto vivere ai cittadini l'atmosfera autentica di una tradizione che dura da secoli, in onore del poeta patriota Qu Yuan.
Il dragon boat rema anche nell'economia: a Miluo, cuore produttivo, si costruiscono quasi diecimila barche l'anno, per un valore di oltre 200 milioni di yuan, coprendo il 60% della domanda nazionale. Turismo fluviale, micro-regate e mercatini tematici moltiplicano l'impatto.
Il fascino della barca drago ha varcato i confini. Nel Bel Paese, la Camera di Commercio Cinese in Italia ha portato a Milano la quarta edizione del suo festival, con danze del leone e assaggi di zongzi, involtino di riso glutinoso, cotto in foglie di canna o bambù.
Per Maria Rosa Azzolina, presidente dell’Istituto Italo-Cinese, sono il ponte migliore tra i due Paesi. Anche la città di Ravenna ospita da anni il Campionato europeo per club, e Claudio Schermi, presidente della Federazione Internazionale di Dragon Boat, ricorda che questo sport unisce continenti e crea amicizie.
Così, tra un remo e l'altro, la tradizione rema lontano, avvicinando culture e popoli. Il Duanwu non è solo memoria: è futuro condiviso.
Nella mattinata del 14 maggio, presso il Palazzo dell’Assemblea del Popolo a Beijing, il presidente cinese, Xi Jinping, ha avuto un colloquio con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in visita di Stato in Cina.
Il presidente Xi ha osservato che in tutto il mondo si sta accelerando una trasformazione senza precedenti da un secolo a questa parte e che la situazione internazionale è mutevole e turbolenta. Il mondo si trova di nuovo a un bivio. Riusciranno la Cina e gli Stati Uniti a superare la “trappola di Tucidide” e a creare un nuovo paradigma nelle relazioni tra grandi potenze? Riusciranno ad affrontare insieme le sfide globali e a garantire una maggiore stabilità al mondo? A costruire insieme un futuro luminoso per le loro relazioni bilaterali nell'interesse del benessere dei due popoli e del futuro dell'umanità? Queste sono domande fondamentali per la storia, per il mondo e per i popoli. Sono le domande del nostro tempo a cui i leader delle grandi potenze devono rispondere insieme. “Desidero collaborare con il presidente Trump per tracciare la rotta e guidare la grande nave delle relazioni sino-americane, affinché il 2026 diventi un anno storico e simbolico, in grado di aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti”, ha affermato il presidente Xi.
Xi Jinping ha poi sottolineato che la Cina è impegnata a promuovere relazioni sino-americane stabili, sane e sostenibili. “Io e il presidente Trump concordiamo nel definire la costruzione di una ‘relazione sino-americana di stabilità strategica costruttiva’ come il nuovo orientamento delle relazioni bilaterali. Questo fornirà una guida strategica per i prossimi tre anni e oltre, e crediamo che sarà accolto favorevolmente dai popoli dei due paesi e dalla comunità internazionale”, ha aggiunto il presidente cinese. Una "stabilità strategica costruttiva" dovrebbe essere una stabilità positiva basata sulla cooperazione, una stabilità virtuosa caratterizzata da una competizione moderata, una stabilità costante in cui le divergenze rimangono sotto controllo, e infine una stabilità duratura in cui la pace appare realizzabile.
Xi Jinping ha rilevato che i legami economici e commerciali tra Cina e Stati Uniti sono di natura reciprocamente vantaggiosa e benefica per entrambe le parti. Laddove sussistono divergenze e attriti, la consultazione su un piano di parità è l’unica scelta giusta. Ieri i team economici e commerciali delle due parti hanno raggiunto risultati nel complesso equilibrati e positivi. Si tratta di una buona notizia per i cittadini dei due Paesi e per il mondo intero. Le due parti dovrebbero impegnarsi congiuntamente a mantenere lo slancio positivo che è stato faticosamente creato. La porta dell'apertura della Cina si aprirà sempre di più; le imprese statunitensi stanno partecipando in modo approfondito alla riforma e all'apertura cinese. La Cina accoglie con favore gli sforzi degli Stati Uniti per rafforzare la cooperazione a beneficio reciproco.
Xi Jinping ha inoltre indicato che le due parti devono dare attuazione agli importanti accordi raggiunti, potenziando ulteriormente gli strumenti di cooperazione politica e diplomatica, nonché i canali di comunicazione tra le rispettive forze armate. È necessario ampliare gli scambi e la collaborazione nei settori dell'economia e del commercio, della sanità, dell'agricoltura, del turismo, degli scambi culturali e dell'applicazione della legge.
Il presidente Xi ha poi sottolineato che la questione taiwanese è il tema più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Se gestita correttamente, le relazioni bilaterali godranno di una stabilità generale. In caso contrario, i due paesi andranno incontro a scontri e persino a conflitti, mettendo a grave rischio l'intero rapporto. L'“indipendenza di Taiwan” e la pace nello Stretto sono inconciliabili come il fuoco e l'acqua. Salvaguardare la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan è il più grande denominatore comune tra Cina e Stati Uniti.
L’annuncio da Beijing è arrivato lunedì 11 maggio: Donald Trump sarà in Cina dal 13 al 15 per una visita di Stato. Non accadeva dal 2017, quando l’allora presidente americano - anche lui Trump, ma al primo mandato - fece il suo ingresso in Cina tra l’8 e il 10 novembre. Oggi lo scenario è completamente diverso, eppure c’è un filo rosso che lega quelle due date: la consapevolezza, da entrambe le parti, che il faccia a faccia tra i leader delle due maggiori economie mondiali non può essere un evento sporadico.
Negli ultimi quindici mesi, dalla rielezione di Trump, i due capi di Stato hanno già avuto sette importanti interazioni: colloqui telefonici, vertici multilaterali, l’incontro a margine dell’APEC di Busan. L’ultima conversazione telefonica ha visto il presidente cinese tracciare una rotta chiara: rafforzare il dialogo, gestire le divergenze senza drammi, ampliare la cooperazione pragmatica. L’obiettivo dichiarato è fare del 2026 l’anno in cui Cina e Stati Uniti iniziano a convivere nel rispetto reciproco, nella pace e nella cooperazione vantaggiosa per entrambi.
Ma cosa aspettarsi realmente da questa visita? Giulio Chinappi, ricercatore del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo, non ha dubbi: «Non è importante solo per le relazioni bilaterali, ma per l’intero sistema internazionale». Quando Beijing e Washington parlano, il mondo riceve un segnale di stabilità. E i sei round di consultazioni economico-commerciali tenuti negli ultimi 12 mesi dimostrano che - anche con posizioni distanti - la volontà di tenere aperti i canali esiste.
Chinappi punta l’attenzione su un punto concreto: la stabilizzazione del quadro tariffario. Sarebbe un primo risultato tangibile, capace di ridurre l’incertezza globale. L’Europa, nel frattempo, osserva con attenzione. Un riavvicinamento tra Cina e USA non è solo una buona notizia per le catene industriali e le esportazioni europee: offrirebbe ai paesi del Vecchio Continente la possibilità di coltivare rapporti equilibrati con entrambe le superpotenze.
Infine, la posta in gioco più alta: cambiamento climatico, intelligenza artificiale, sicurezza energetica. Su questi temi, senza cooperazione tra Cina e Stati Uniti, l’intera umanità rischia di fare passi indietro. La visita di Trump, insomma, è molto più di una tappa diplomatica. È un banco di prova.
Giornata Mondiale della Terra: Cercare un consenso in “Our Power, Our Planet” Il 22 aprile 2026 celebriamo la 57ª Giornata Mondiale della Terra. Il tema scelto – “Our Power, Our Planet” – porta con sé una verità semplice ma spesso ignorata: il progresso ambientale non dipende da un singolo governo né da un’elezione, bensì dalle azioni quotidiane di ciascuno di noi. Il cambiamento vero nasce dal basso: dalle comunità, dagli educatori, dai gesti ordinari. Eppure, mentre il pianeta chiede unità, lo scenario globale appare più diviso che mai. Da un lato, i dati climatici sono allarmanti. A marzo 2026 la temperatura media degli oceani ha raggiunto il secondo valore più alto mai registrato, e lo squilibrio energetico della Terra è ai massimi storici. Dall’altro lato, l’uomo aggiunge caos al caos: il conflitto in Medio Oriente blocca lo Stretto di Hormuz, facendo impennare il prezzo del petrolio del 40%. Molti paesi, invece di accelerare la transizione verde, riaccendono vecchie centrali a carbone. L’Agenzia Internazionale dell’Energia avverte: le emissioni di CO₂ del 2026 potrebbero aumentare. Nel frattempo, gli Stati Uniti sono usciti nuovamente dall’Accordo di Parigi, mentre l’Europa introduce il CBAM – una tassa sul carbonio alle frontiere che non riconosce i sacrifici dei paesi in via di sviluppo. Chi detta le regole? E chi le subisce? In questo quadro, la Cina sceglie una strada diversa. Il rapporto del governo 2026 trasforma il controllo energetico in controllo diretto delle emissioni di carbonio, istituisce un fondo nazionale per la transizione verde e nel 2025 ha rappresentato il 64% delle nuove rinnovabili mondiali. Inoltre, la cooperazione Sud-Sud con le isole del Pacifico mostra progetti concreti, non slogan.
Robot in maratona a Beijing: dalla corsa all'innovazione manifatturiera
Un anno fa, a E-town di Beijing, la prima mezza maratona uomo-robot fece storia: il robot campione vinse in 2 ore e 40 minuti e solo sei squadre arrivarono al traguardo. I robot stavano ancora “imparando a correre”. Oggi, dopo dodici mesi, la competizione riparte con numeri da record: oltre cento squadre, quasi il 40% in navigazione autonoma e, per la prima volta, squadre internazionali. Il regolamento è più severo e i progressi tecnici sono evidenti: strutture robuste, algoritmi raffinati, maggiore durata della batteria e stabilità dinamica. Risultato? I robot umanoidi hanno corso più veloci dell’uomo, superando il record umano dell’atleta ugandese Jacob Kiplimo. I primi tre robot hanno finito la corsa in 50 minuti e 26 secondi, 50 minuti e 56 secondi, e 53 minuti e 1 secondo.
La mezza maratona non è solo spettacolo: è un banco di prova per applicazioni reali - movimentazione in fabbrica, logistica, ispezioni. In un solo anno, la Cina ha fatto passare i propri robot dall’imparare a correre al correre con intelligenza, resistenza e autonomia. Un balzo in avanti che dimostra come la robotica sia diventata un pilastro per lo sviluppo dell’alta manifattura cinese, spingendo la tecnologia dalla pista alla vita urbana. #robot #marathon
Prima tappa a Pechino della mia missione in Cina per rilanciare il dialogo strategico a livello economico e politico.
Ho presieduto con il Ministro del commercio 🇨🇳 Wang Wentao la Commissione economica mista Italia-Cina seguita dal dialogo imprenditoriale tra imprese italiane e cinesi. Oggi abbiamo raggiunto importanti nuovi risultati: da luglio inizierà la nuova tratta aerea Venezia-Pechino, siglato un piano d’azione sull’e-commerce, impostato una nuova strategia per incrementare l’export del Made in Italy in Cina con particolare riguardo al settore agroalimentare, alla meccanica e alla gioielleria.
Ho avuto poi un lungo incontro con il Ministro degli Esteri Wang Yi @MFA_China. Gli ho chiesto che la Cina, nel quadro del sistema multilaterale, sostenga con forza le iniziative per portare pace e stabilità in Medioriente e Ucraina, per mettere fine alle guerre, alle troppe morti di poveri civili innocenti e alla crisi energetica ed economica mondiale.
Consumi, investimenti ed esportazioni, sono questi i tre tradizionali “cavalli” che, nel primo trimestre del 2026, hanno trainato l’economia cinese verso un aumento del Pil del 5,0% su base annua. Un risultato tutt’altro che scontato, raggiunto nonostante un contesto internazionale più complesso e un dato di partenza già elevato. A sostenere l’espansione sono state soprattutto le nuove forze produttive di qualità, l’innovazione e la rapida crescita di settori emergenti. Ma il vero protagonista è stato il miglioramento della domanda interna, che ha creato le condizioni per una crescita più solida e duratura.
Consumi in ripresa. Nel primo trimestre, le vendite al dettaglio di beni di consumo hanno raggiunto i 12.769,5 miliardi di yuan, segnando una crescita del +2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al trimestre precedente. Il contributo della domanda interna alla crescita complessiva è balzato all’84,7%, con un aumento di quasi 30 punti percentuali. Segnale incoraggiante arriva anche dalle importazioni di beni di consumo, cresciute del 5,4%: la domanda interna sta lentamente ma concretamente riprendendo slancio.
Investimenti in trasformazione. Gli investimenti fissi hanno toccato i 10.270,8 miliardi di yuan, in aumento dell’1,7%. Le infrastrutture hanno registrato un +8,9%, mentre il settore primario ha fatto segnare un notevole +15,9%. Ma il dato più significativo riguarda gli investimenti ad alta tecnologia, cresciuti del 7,4%: un chiaro segnale della spinta del Paese verso un modello di sviluppo più innovativo e sostenibile.
Esportazioni da record. Il commercio estero di merci ha raggiunto gli 11.840 miliardi di yuan, superando per la prima volta nella storia la soglia degli 11.000 miliardi in un primo trimestre, con una crescita del 15% – il tasso più alto degli ultimi cinque anni. Le esportazioni sono aumentate dell’11,9%, trascinate da prodotti ad alto valore aggiunto come stampanti 3D (+119%), veicoli elettrici (+77,5%) e batterie al litio (+50,4%). Da segnalare anche i treni merci Cina-Europa: 5.460 corse, pari a un +29%, a conferma di un’integrazione commerciale sempre più stretta con il continente europeo.
In sintesi, l’economia cinese continua a correre su più ruote, dove consumi, investimenti ed esportazioni non sono più compartimenti stagni, ma ingranaggi che girano insieme, alimentati da innovazione e apertura competitiva. #economia @michele_geraci
Dal discorso all’Università Tsinghua, al tour al parco di ricerca di Xiaomi, fino alla visita all'Accademia delle Scienze cinese per la mostra tecnico-scientifican, nel suo quarto viaggio in Cina a partire dal 2023, Pedro Sánchez, premier spagnolo, non si ferma un attimo prima dell’incontro con la leadership cinese. Un'agenda fittissima, da leader che vuole fare sul serio.
Presso l’Università Tsinghua, Sánchez ha sottolineato l’importanza di una corretta percezione della Cina da parte della comunità internazionale. “Nel mondo di oggi, c’è ancora chi interpreta la realtà con una prospettiva di ‘gioco a somma zero’, considerando la crescita di una parte come una perdita per l’altra, e ritenendo che approfondire un certo tipo di relazione significhi rinunciare ad altre relazioni”, ha ribadito Sánchez, aggiungendo che questa visione non solo è sbagliata, ma anche pericolosa, “perché ci tiene fermi, ci imprigiona nel passato e limita le possibilità future”.
Le parole di Sánchez colgono nel segno: la logica del “gioco a somma zero” è una prigione mentale che impedisce al mondo di crescere insieme. In un'epoca di sfide globali, solo uno sguardo libero da pregiudizi può aprire la strada a una cooperazione autentica e reciprocamente vantaggiosa.
Questa idea viene confermata anche dalle parole del premier spagnolo nel corso del colloquio con il presidente Xi. Sánchez ha detto: “Le mie quattro visite in Cina in quattro anni dimostrano l’alta considerazione che entrambe le parti hanno per le relazioni tra Spagna e Cina. La Spagna si oppone a una ‘nuova guerra fredda’, si oppone al ‘disaccoppiamento e alla rottura delle catene’ e sostiene che l’Europa e la Cina accrescano il dialogo, la comprensione reciproca e rafforzino la cooperazione”, ricordando che gli investimenti e la cooperazione delle imprese cinesi in Spagna hanno dato un forte impulso allo sviluppo economico spagnolo. “Ci auguriamo di rafforzare la cooperazione in settori quali il commercio, gli investimenti e le nuove energie, nonché di promuovere gli scambi culturali e umanitari”, ha concluso il premier spagnolo.
I settori prioritari della cooperazione voluti da Madrid sono in linea con la politica estera di Beijing. “Le due parti devono cogliere le opportunità, lavorare insieme per l'innovazione e lo sviluppo, rafforzare la cooperazione in settori come il commercio, le nuove energie e l’economia intelligente”, ha sottolineato il capo di Stato cinese, che incoraggia ulteriori scambi bilaterali nell’ambito culturale, educativo, scientifico e sportivo.
Il colloquio Xi-Sánchez mostra una convergenza concreta tra la visione cinese e quella spagnola. Entrambi rifiutano la logica dello scontro e puntano su cooperazione pragmatica, innovazione e scambi umanitari: una base solida per un rapporto bilaterale maturo e lungimirante.
Hoy he visitado junto a @leijun, @Xiaomi, una exhibición de los productos más innovadores de su marca.
Le he trasladado que España ofrece un ecosistema industrial y logístico competitivo para proyectos de cooperación tecnológica al más alto nivel entre empresas chinas y españolas. Tenemos talento, fiabilidad y oportunidades de futuro.