@NonEvoluto@LucaBendoni ciao Alessandro, sei l’unica penna che leggo con piacere tra le varie voci autorevoli del milan twitter, sempre bilanciato ed intellettualmente onesto nelle tue analisi ed opinioni, nonché Milanista. Grazie
Partita che non si sa per quale volontà divina avevi sbloccato con un gol assurdo di Pavlovic. Ultimi 5 minuti del primo tempo, andavano solo gestiti. Dopo 1 minuto prendiamo il tiro di Zapata, dopo altri 2 il gol del pareggio. Abbiamo paura, male male male. #MilanTorino
Ripeto, questi sono malati
Si sono inventati una narrativa in cui loro sono sempre nel giusto qualunque cosa facciano
Sembra di parlare con gli israeliani e Calciopoli è la loro Shoah, con la differenza che una delle due non è mai esistita
Il calcio è morto.
Ma la nemesi è potente.
Gli juventini che vincevano grazie a Marotta ora con colpevole ritardo capiscono la frustrazione degli altri.
Gli interisti che odiavano quella roba si sono trasformati gongolanti nella Juve di Marotta.
Che schifo.
Prima o poi scoppierà un’altra calciopoli e li ci sarà da ridere
Comunque lo vinceranno e amen, ma una schifezza del genere non deve passare in cavalleria
Nel derby del 23 novembre 2025 c’è una partita che si chiude sul campo e un’altra che si capisce solo leggendo tra le righe.
L’Inter gioca meglio. Ha più controllo, più ritmo, più presenza offensiva.
Il Milan soffre, si abbassa, regge. E quando sembra destinato solo a difendersi, trova l’episodio giusto e passa in vantaggio: 1-0.
È calcio. Succede.
Poi arriva il momento che trasforma il derby in qualcosa di più ampio: la rappresentazione della Marotta League.
Non un errore clamoroso.
Non un fischio scandaloso.
Un rigore “possibile”, uno di quelli che stanno nella zona grigia del regolamento.
Una decisione non obbligata, ma interpretativa.
È qui che la ML entra in scena: non creando una vittoria, ma spostando le opportunità.
Il rigore viene sbagliato.
Il punteggio resta invariato.
Tre punti al Milan.
Ma il punto non è il rigore sbagliato.
Il punto è che, in quel minuto, si è aperta una finestra.
In questo sistema, per qualcuno le finestre si aprono.
Per qualcun altro diventano trappole: gli stessi per cui quelle finestre, che si meriterebbero – non per il gioco, ma per il regolamento – semplicemente non vengono aperte.
Perché il regolamento non è meritocratico:
non premia chi gioca meglio,
premia ciò che viene interpretato come punibile o concedibile.
In quel derby i punti del Milan diventano improvvisamente instabili:
potevano trasformarsi in un –2 per il Milan,
in un +1 per l’Inter,
o addirittura in un +3 per l’Inter e zero per il Milan.
Nessuno poteva sapere quale sarebbe stato l’esito.
Ma una cosa è certa: quella decisione arbitrale ha contribuito a rendere possibile uno di quegli scenari.
Ora immagina questo meccanismo applicato a trentotto partite.
Ogni giornata una finestra che può aprirsi per qualcuno.
Ogni giornata una che resta chiusa per qualcun altro, anche quando il regolamento direbbe che dovrebbe aprirsi.
Ogni volta pochi punti.
Ogni volta un margine che si sposta.
Quei punti, quando li prendi, non sai cosa diventeranno:
possono essere la differenza tra primo e secondo posto,
possono decidere un trofeo,
oppure possono diventare solo un orpello, un vantaggio più largo che racconta una stagione dominante.
Ma anche quando diventano “solo” un orpello, resta un fatto:
senza quella decisione, quei punti non sarebbero mai entrati in classifica.
Il derby diventa così un modello in scala della Marotta League:
non un sistema che crea vittorie,
ma un meccanismo che decide chi trova una porta aperta e chi la trova chiusa nel percorso verso di esse.
Però adesso qualcuno di importante deve chiedere perché il varista Di Paolo contro il Milan giudica un episodio in una maniera e contro l'Inter giudica un episodio simile in maniera opposta. Episodio simile, stesso varista, cambia solo la squadra
@PBPcalcio@Danielemascolo5@daniolmo7 Aggiungo, che viene da due stagioni al di sotto delle aspettative, sicuramente chiuso in un progetto tecnico come quello del Chelsea a causa della concorrenza e di infortuni vari. Ti manca la punta, la mezzala, il centrale e spendi 35 per Nkunku che è, ad oggi, una “scommessa”.