Chi vuole, da oggi mi può seguire su Inchiostro.
È il mio spazio per riflettere su piccole e grandi storie, con ironia e qualche dubbio.
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Picierno ci spiega perché lascia il Pd. “La casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. E’ ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni”. Di @ClaudioCerasa https://t.co/kZu0is48Nd
L’esercito israeliano ha arrestato un giovane palestinese, Mahmoud al-Najjar, diretto a Roma per studiare all'Università Tor Vergata.
È stato riconosciuto tra i responsabili del 7 ottobre: si sarebbe macchiato di concorso in strage, violenza sessuale, omicidio plurimo e torture.
Per fortuna è stato arrestato da Idf al valico di Kerem Shalom, mentre era in viaggio per l'Italia.
Caro @Antonio_Tajani come sono stati selezionati i palestinesi che vengono a studiare a Roma? Dove li avete presi, li ha mandati per caso la Albanese?
@ilriformista@Setteottobre_@studisraele@IsraelMFA@ItalyMFA@Antonio_Tajani@IsraelinItaly@IDF
@antonellocapor2 Io ho letto le motivazioni della Procura. Mi attengo a quanto hanno verificato e deciso. Decidete voi se poi i magistrati ogni volta devono per forza dire quello che dice il tuo giornale. Perché non funziona cosi. Verifiche fatte e nulla di quanto avete scritto esiste.
La Procura Generale di Milano smentisce il Fatto Quotidiano: "I fatti riportati non corrispondono al vero". Le richieste risarcitorie di Minetti e Cipriani acquistano ora una forza concreta.
Presidente Mattarella: "Avvertiamo come nostra la causa della indipendenza e della libertà di Kyiv."
Buona Festa della Repubblica amici italiani, grazie per essere al nostro fianco! 🇺🇦💙🇮🇹
Davanti a una frase (e una considerazione) totalmente priva di senso logico sarà anche banale chiederselo, ma la domanda vien da sé: se quella è per lui la vera patria, perché non ci si trasferisce?
I criminali russi stanotte hanno fatto una nuova strage di civili in Ucraina. Hanno lanciato missili balistici, sono crollati o in fiamme palazzi, ci sono persone sotto le macerie a Kyiv.
Il mondo civile deve solo sconfiggere questa nazione criminale. Non ci sono molte altre vie
🤬🤬🤬 Roberto Damico. La Pagina
La parabola di Francesca Albanese — la relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi, diventata celebre per le sue posizioni antisemite e per le sue continue uscite contro Israele — sembrava in discesa. Dopo aver insultato Liliana Segre, dopo aver attaccato il sindaco di Reggio Emilia, dopo aver esaltato Hamas in più occasioni, anche i suoi alleati avevano cominciato a prendere le distanze. Il suo credito politico sembrava esaurito. Il personaggio stava diventando un peso.
E invece, in pochi giorni, è stata intervistata prima da Diego Bianchi — Zoro, conduttore di Propaganda Live su La7 — poi dalla sorella senza talento di Corrado Guzzanti. Due interviste. Due piattaforme. Due occasioni per rilanciare il suo messaggio. Non credo sia casuale. Credo sia un'operazione di soccorso — coordinata, anche se non dichiarata — con cui una certa sinistra corre in aiuto di Albanese perché Albanese è uno strumento troppo utile per lasciarlo cadere, nonostante i danni che ha fatto. O proprio per quelli.
Quali danni ha fatto, concretamente?
Il primo è la banalizzazione totale del discorso politico. Non c'è più analisi, non c'è più contesto, non c'è più complessità. C'è solo "Israele è uno stato genocida", "Israele è apartheid", "Israele è colonialismo". Non importa che queste definizioni siano false — storicamente, giuridicamente, fattualmente. L'importante è che siano ripetibili, che possano essere gridate in piazza, che fungano da collante identitario.
Il secondo danno è più sottile ma più grave: Albanese si è costruita l'aura della profetessa — colei che ha visto la verità e la rivela ai non iniziati. Si è posta alla guida di un culto manicheo che divide il mondo in oppressi e oppressori, vittime e carnefici, puri e impuri. E questo culto funziona con la logica del dentro-o-fuori: se non sei con il palestinismo, sei con Israele. Se non condanni il genocidio, sei un genocida. Se non ripeti gli slogan, sei un fascista. Non c'è spazio per il dubbio. Solo per l'allineamento.
Il terzo danno riguarda il Partito Democratico. Fino a pochi anni fa il Pd riconosceva il diritto di Israele a esistere, condannava l'antisemitismo, sosteneva la soluzione dei due Stati. C'erano esponenti come Walter Veltroni, Graziano Delrio, Emanuele Fiano. Oggi chi osa difendere Israele viene attaccato e isolato. Chi critica Hamas viene accusato di islamofobia. Chi ricorda il 7 ottobre viene accusato di giustificare il “genocidio”. La componente che riconosceva la complessità è stata progressivamente marginalizzata. Albanese ha giocato un ruolo preciso in questo slittamento: ha fornito il lessico, i dogmi, la grammatica dell'intolleranza.
Poi erano arrivate le gaffe di troppo. Insultare Liliana Segre era stato un passo falso anche per i suoi alleati. Umiliare il sindaco di Reggio Emilia era stato un passo falso enorme. Cominciava a circolare l'idea che Albanese fosse controproducente, che facesse più danni che benefici.
Ed ecco che intervengono Bianchi e Guzzanti. Perché Albanese è uno strumento — quello che ha permesso al palestinismo di lanciare la scalata alla sinistra italiana. Se lo strumento si rompe, la scalata rischia di arenarsi. Quindi va salvato. Anche a costo di intervistarla due volte in una settimana. Anche a costo di farle ripetere le stesse falsità.
L'egemonia non si costruisce con la coerenza. Si costruisce con la ripetizione — martellante, ossessiva, inarrestabile. E Albanese, in questo, è perfetta.
Hamas ha assaltato i villaggi israeliani gridando “Yahudi”, cioè “ebrei”. Durante il pogrom, un terrorista ha chiamato il padre al cellulare e, senza nascondere l’emozione, gli ha detto: “Papà! Ho ucciso degli ebrei, Papà!”. Albanese deve vergognarsi
Sabato ho scritto un lungo articolo raccontando come è andata a finire un’inchiestona trasmessa nel 2016 da @reportrai3 su una presunta truffa da parte delle banche sui diamanti da investimento: le denunce di Report, trasformate in accuse dalla procura di Milano, sono crollate in sede di giudizio in primo grado, in appello e infine in Cassazione. Tutti i giudici hanno stabilito che non c’è stata alcuna truffa e nessun “rigonfiamento” dei prezzi dei diamanti. Anzi, hanno censurato le indagini dei pm che si sono basate sul recepimento delle denunce di Report, senza verifiche tecniche. Denunce che a loro volta si basavano su errori grossolani (come confrontare il prezzo dei diamanti da investimento con il prezzo indicato nel listino Rapaport, che però è il listino dei diamanti all’ingrosso…). Intanto la società di un imprenditore è stata distrutta e quest’ultimo ha trascorso 11 mesi in carcere ingiustamente.
Bene, il conduttore di Report @SigfridoRanucci (che vive sotto scorta) ha definito la mia inchiesta “articolo killer”, aggiungendo che è stato scritto da un giornalista (il sottoscritto) “noto alle cronache”. A cosa si riferisce? In che modo un'inchiesta che spiega, carte alla mano, come sono andate le cose è un articolo killer (e di chi/cosa)? Ma soprattutto, a quali cronache sarei noto?
Sono sicuro che l’alfiere della libertà di informazione e di parola non avrà problemi a rispondere. In caso contrario dovremmo concludere che si è di fronte soltanto a un alfiere di allusioni dal tono diffamatorio.
Ci voleva Enrico Mentana per scoprire, con parole caute ma nette, che La7 è diventata il megafono polarizzato del pensiero unico campolarghista.
Dare al pubblico di sinistra esattamente quello che vuole sentirsi dire funziona bene, dice Mentana, ma il pluralismo è un'altra cosa.👇
Tentativi di manipolazione cognitiva perseguiti con la complicità della destra radicale francese.
In Italia la situazione è molto più compromessa per mancanza di consapevolezza e di analisi e perché la contiguità con la propaganda del Cremlino riguarda anche ambienti di sinistra. Destra radicale e sinistra rossobruna sono felicemente e appassionatamente insieme strumenti di destabilizzazione di Putin.
Travaglio, il paradosso del duepercento e il parco buoi di Elly Schlein.
Domanda: se il M5S dispone davvero di questo bacino di millemilamilioni di voti congelati, in trepidante attesa solo del candidato "per la pace e per Gaza", perché semplicemente non li raccoglie proponendo direttamente i nomi "giusti" sul territorio?
Al di là della supercazzola usata per aggirare la realtà dell'ennesimo flop, in vista delle prossime politiche si prospetta uno scenario nel quale, con il pretesto di dover "andare incontro" all'elettore cinque stelle che altrimenti si asterrebbe, si impone al PD di finanziare con i propri voti la sopravvivenza del M5s con la scelta di candidati graditi o direttamente espressione di Conte e Travaglio.
Una strategia in cui il PD mette i voti e il M5s detta le regole del gioco.
💥Spoiler alert: anche a Pistoia il M5s ha preso il 2%.🤭