Non gliene frega niente delle lezioni di "consapevolezza sessuale" ai bambini di 6 anni.
A loro proprio non va giù l'idea di "consenso"...
In questo senso sono tecnicamente dei veri "fascisti".
Comandantes de Hamás:
"Nuestro problema no es solo Palestina, nuestro problema es matar a todos los no musulmanes. Perseguiremos a judíos y cristianos en todo el mundo. ¡O se convierten al islam o los mataremos!"
Esto no te lo muestran los medios. Pregúntate por qué.
Ma volete smetterla di chiamare l'attentatore «italiano di origini marocchine»?
La «cittadinanza italiana» acquistata per ius soli, cioè per essere nati da stranieri sul nostro suolo, è qualcosa di più di un pezzo di carta?
Se uno viene da infinite generazioni di marocchini, se è di padre, nonno, bisnonno, trisnonno e quadrisnonno marocchino, se è di cromosoma marocchino, cresciuto in una famiglia marocchina, parlando arabo, pregando in arabo, pensando in arabo, imprecando in arabo.. mi spiegate come si fa a chiamarlo italiano?
Perch'è nato qui?
Quindi se io mi trasferisco in Mali mio figlio nasce mandingo?
Se vado in Manciuria nasce cinese?
Ma la vogliamo smettere con questa gigantesca cazzata?
E poi, se uno è italiano, mi spiegate per quale motivo dovrebbe odiare gli italiani - a meno che non sia di sinistra, naturalmente?
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato un deficit di bilancio di circa 7 miliardi di dollari e ha chiesto aiuto allo Stato: “Non possiamo chiudere questo gap solo con i tagli. Servono nuove entrate”.
La città aveva già da tempo i conti in rosso, eppure, dopo soli quattro mesi di mandato, la situazione sta decisamente peggiorando. Le ambiziose promesse elettorali – autobus gratuiti, generi alimentari calmierati, sostegno esteso ai migranti e altri programmi sociali generosi – si stanno scontrando duramente con la realtà dei numeri.
Il più critico è il nodo fiscale: una quota sproporzionata delle imposte sul reddito di New York dipende da un piccolo numero di contribuenti ad alto reddito (il top 5% garantisce una parte molto rilevante del gettito). Proprio questa fascia, già sotto pressione, sta lasciando la città per via della promessa di nuove tasse.
In pratica, Mamdani ha fatto campagna promettendo molte cose “gratis”, pur sapendo che le casse comunali non erano neanche lontanamente in grado di sostenere il piano. Ora la musica è cambiata, e tocca ai contribuenti pagare il conto.
Ricordiamocene quando sentiremo le promesse di elargizioni dei nostri politici in campagna elettorale.