Questo quadro è costato al direttore sfiduciato Molinari 20.505,15 euro.
Attraverso il suo avvocato Iuri Maria Prado, conosciuto qui su X per rivolgersi abitualmente alle donne di cui parla con appellativi da fine giurista quali "zozzona" e "stronza", ha presentato 2 richieste di provvedimento cautelare d’urgenza nei miei confronti e 2 ricorsi. In queste 4 azioni legali nei confronti di un logopedista palestinese incensurato ha richiesto varie cose e che, secondo la mia opinione, avevano un intento puramente censorio.
Cosa ha ottenuto: che io cancellassi un tweet vecchio di 8 mesi, che io pagassi le mie spese legali e, in un caso solo, parte delle sue.
L'unico caso in cui sono state accolte parzialmente queste richieste è quando il sopraffino giurista ha fatto il processo da solo perché io ero impegnato a lavorare in ospedale, a fare attivismo per la causa palestinese e preoccuparmi per la mia famiglia, quindi non ho letto la PEC di inizio processo. E l'unica cosa che ha riconosciuto il giudice, adesso in via definitiva, è che le mie critiche aspre al direttore sfiduciato sono "libertà di parola" ma che ho sbagliato a definirlo "famoso per plagiare libri". Accetto la sentenza e mi scuso per questo, ho evidentemente mal interpretato la pagina Wikipedia di Molinari e alcuni articoli online dove si documenta un presunto caso di plagio dello stesso direttore sfiduciato.
Aveva richiesto che io pagassi la pubblicazione della sentenza per 2 volte sul quotidiano che dirige, La Repubblica. Questa richiesta è stata respinta. Ormai però il direttore, a spese sue, aveva già pubblicato.
Pagina di giornale con cui ho fatto il quadro nella foto gentilmente offerto dal direttore sfiduciato per censura.
L'intento, a mio avviso, di fare quereline temerarie per dissuadermi dall'esercitare il mio diritto di critica e di parola avrebbe avuto il suo effetto, forse, se io avessi dovuto pagarmi le spese legali da solo, ma sono circondato da associazioni come ELSC (Europena Legal Support Center) e persone che mi sostengono e pagano queste spese per me.
Quindi per farmi un danno da circa 3.000 euro il direttore sfiduciato ha speso soldi per 4 azioni legali (che ho stimato intorno a 15.000 euro) più i 20.505 euro per le pubblicazioni.
Ha speso quindi circa 35mila euro per sentirsi dire che la libertà di parola in Italia esiste ancora.
L'irragiungibile giurista Prado si reinventa anche giornalista e scrive articoli su "Il Tempo" dal titolo "Da Roma a Milano i giudici assolvono chi insulta gli ebrei" insinuando che i processi riguardassero la religione del suo assistito, ovviamente non è così ed è ridicolo anche solo pensarlo, e che i giudici prendano decisioni sulla base della provenienza religiosa di un individuo.
È grave usare questi strumenti legali con questa prepotenza per tentare di silenziare il dissenso, soprattutto se vengono da una persona molto potente e in vista verso un privato cittadino. Infatti credo proprio che non sarà l'ultimo capitolo di questa storia.
È grave che nessuno dei suoi colleghi giornalisti lo faccia notare.
Io ci ho guadagnato un nuovo quadro e la consapevolezza che la mia opinione da fastidio, più di quanto pensassi, al direttore sfiduciato per censura e ai suoi amici. E l'avvocato Prado ci ha guadagnato un sacco di soldi che ha fatto spendere a vuoto al suo assistito. Una parte lì userà per comprarci del Maalox e un po' di tarassaco immagino. E una figura che si commenta da sola.
Viva la libertà di parola.
Viva la Palestina libera.
🧵 Il #15maggio si ricorda la Nakba, cioè la cacciata nel 1948 di 700mila palestinesi dalle loro case per mano di Israele.
1. Nell’Ottocento la Palestina finì al centro dei programmi del movimento sionista, che voleva la creazione di uno Stato ebraico in Palestina.