@femmefleurie Avocado, pomodorini, cetrioli, tonno e cipollotto che poi scanso perché lo digerisco poco ma dà sapore. Per me questo piatto è stata la mia svolta 😂
La notizia più potente di questa tragedia non è soltanto il recupero dei cinque italiani morti alle Maldive.
È un’altra.
Gli speleo-sub finlandesi che hanno affrontato il buio della grotta… hanno chiesto di non essere pagati.
Fermatevi un attimo a pensare a questo.
Sono entrati in uno dei luoghi più pericolosi al mondo.
Hanno rischiato la vita tra correnti, profondità e oscurità assoluta.
Hanno visto da vicino ciò che nessuno vorrebbe mai vedere.
E quando tutto è finito, non hanno chiesto soldi.
Niente.
In un’epoca dove molti farebbero qualsiasi cosa per guadagnare visibilità, loro hanno scelto il silenzio.
In un mondo dove quasi tutto ha un prezzo, loro hanno dimostrato che esistono ancora persone che agiscono solo per umanità.
Sami Paakkarinen.
Jenni Westerlund.
Patrik Grönqvist.
Tre persone che ci stanno ricordando cosa significa avere una coscienza, un cuore, un’anima.
Perché riportare a casa quei cinque italiani non era un lavoro qualsiasi.
Era una missione umana.
Era permettere a delle famiglie distrutte di poter dire addio.
Era dare pace a chi era rimasto sospeso tra speranza e disperazione.
Era trasformare un vuoto infinito in un ultimo saluto possibile.
E certe cose non si fanno per denaro.
Si fanno perché dentro di te senti che è la cosa giusta.
Oggi viviamo circondati da gente che urla, ostenta, pretende applausi per qualsiasi cosa.
Poi arrivano persone così.
Persone che rischiano tutto… e non vogliono nulla.
E allora forse l’unica reazione giusta è questa:
stare in silenzio.
E dire grazie.
Grazie Sami.
Grazie Jenni.
Grazie Patrik.
Perché avete ricordato a tutti noi che l’umanità vera esiste ancora. 🌊❤️
- Resilienza
Quando la realtà smentisce la propaganda.
C’era ancora il sangue sull’asfalto di Modena quando qualcuno già parlava a sproposito di “seconde generazioni”.
Peccato che dietro quel nome nordafricano ci fosse in realtà un uomo nato a Seriate, in provincia di Bergamo. Lombardia. Italia. Un laureato in economia, cittadino italiano, in cura psichiatrica.
È stato fermato, pur avendo un coltello, da otto persone coraggiose, tra cui anche ragazzi pakistani.
Proprio come nel caso di Rogoredo, ci ritroviamo con un Ministro, un rappresentante delle istituzioni, che non riesce a contare fino a dieci prima di parlare e forse arriva appena a uno.
Come il numero dei suoi neuroni.
Nemmeno il Paese più sfortunato meriterebbe di essere guidato da qualcuno come Matteo Salvini.
Ministri della Repubblica che sottolineano le origini della famiglia di un ragazzo nato in Italia con problemi psichici.
Che pena, che tristezza, che sciacallaggio infinito.
Immaginate quest’altro che aveva dato appuntamento ai due genitori del bosco pensando che vincesse il sì e ora si ritrova a stringere la mano a lui e a lei col cestino da picnic sotto braccio mentre vorrebbe solo disboscare e asfaltare tutto l’Abruzzo. #larussa
Ringraziamo per la partecipazione:
-le accise
-Sarà per sempre sì 🎶
-i plotoni di esecuzione
-i pronostici di Bocchino
-i defunti per il sì
-gli spritz di Nordio
-la famiglia del bosco
-il caso Garlasco
-Rogoredo
-Fedez che parla ai giovani
-le ospitate ai funerali