Ciccone on Instagram: "It is difficult to put my emotions in order after yesterday’s race.
But I want to start with something that, for me, is beyond question.
Remco was the strongest rider yesterday.
He raced like a champion, knew how to interpret and manage a complex race, and delivered an extraordinary performance.
As Italy, we tried in every possible way to challenge him.
My respect for him is enormous and has never been in question.
Even in the finale, I raced according to the tactical situation.
Scaroni, my teammate in the national team, was chasing about 30 seconds behind, at least according to the information I was receiving from the race boards. At that moment, I could not start riding against one of my own teammates.
It was a racing decision, consistent with the role I had.
Then there is the photo finish.
The title was decided by a margin of 0.0028 seconds, i.e. 2.8 milliseconds.
I have reviewed the available images hundreds of times and, in the footage where the finish line is visible, I still see a sequence of events that I cannot reconcile with that verdict.
This morning, the commissaires, together with the federation’s technical staff, explained to me how the photo finish works and the criteria used to interpret it.
So I am not asking for another explanation.
I am asking to see the photo finish corresponding exactly to the actual finish line.
I would like to be able to see, unequivocally, the passage of our two wheels at the precise point where, according to the regulations, the finish is determined.
Because if a European title is decided by 2.8 milliseconds, I believe it is legitimate to ask that this very passage be shown with the same level of precision with which the result was determined.
I am not asking for a television replay to replace the photo finish.
I am not questioning Remco’s value as a rider, nor the extraordinary race he rode.
I am asking for something very simple:
to see the photo finish at the actual finish line.
If that image confirms the verdict, there will be nothing more to add.
But until that correspondence is shown to me, for me it remains a question to which I have not yet received an answer."
Occasioni enormi che volano via e chissà se mai torneranno. La consolazione, se così si può definire, è che un Giulio Ciccone al top rientra nel ristretto gruppo di corridori che possono dare fastidio ai mostri di quest'epoca in determinate corse.
La comunicazione è sempre comunicazione, pure quando si sceglie di non dire niente. Peggio, di ignorarla. Non so spiegare in quanti modi sia sbagliato e inadeguato rinunciare a guidare la narrazione di sè stessi, lasciandola in pasto a improvvisazioni e supposizioni di questo e quello. Tutti, senza eccezioni, costretti a interpretare il volo degli uccelli e i fondi di caffè.
Nessuno - intendo proprio nessuno - voleva conoscere i dettagli intimi o le cartelle cliniche. Ciò che si richiedeva è sempre stato un briciolo di trasparenza. Tre mesi di nulla sono troppi perfino per il più ingenuo e appassionato degli ottimisti.
Ciò che sappiamo lo abbiamo appreso da video rubacchiati, newsletter di gossippari, fonti fortunate e geolocalizzazioni di ristoranti.
Questo è, se vi pare.
Basta con la retorica protezionista sul fatto che non deve niente a nessuno, perché ci sono milioni di tifosi che fanno sacrifici per pagare fior di biglietti. Basta ai tornei che speculano su questo, chiedendo di annunciare il forfait all’ultimo minuto. Basta anche con le difese a oltranza come fosse una piccola stella senza cielo, un cucciolo di foca minacciato dai bracconieri.
Sinner è un personaggio pubblico e un’azienda milionaria, questo dovrebbe essere sufficiente per farsi qualche domanda sulla gestione mediatica. Ma ancora più importante, è parte del cuore dei tifosi.
A giustificarlo su qualsiasi cosa non gli si fa un gran favore, a parer mio.
Quando si beatifica qualcuno, la luce intorno è accecante, annulla le ombre e appiattisce l’immagine. Come le lampade sparate in faccia nei video delle influencer.
Invece sono le sfumature che generano empatia e raccontano la complessità di una persona. Un fatto. Una storia.
La comunicazione di Sinner la luce l’ha proprio spenta.
Tra questi due estremi ci sta la semplicità.
Gli infortuni capitano, shit happens dicono i filosofi. Non c’è bisogno di secretarli negli archivi vaticani.
Quando tornerà saremo qui ad aspettarlo a braccia aperte.
Di nuovo ottimisti e sempre appassionati, ma forse meno ingenui.
#sinner #tennis
Prima Omegna
poi Baskonia
Poi il Pana
Poi l'Olimpia,CSKA,monaco ed Efes
Io ringrazio ogni giorno per averti visto giocare e per averti visto dominare. Sarai per sempre il mio americano europeo preferito dopo Langford.
Love u Mike 💘 @TheNatural_05
Tutto quello che abbiamo visto questa sera in Milano-Virtus di Eurolega:
- Marcus Carr in accelerazione, a piedi, batte Marc Marquez in moto
- Wright si chiama Moses perché riesce ad aprire in due le difese
- una partita a tratti stupenda
- l’affetto tra Hackett e Mathews
- Diarra potrebbe battere il record di salto di Duplantis senza asta
- una partita a tratti stupenda
- uno sugli spalti che aveva lo stesso fischietto degli arbitri
- la voglia di conoscersi meglio e di progettare un futuro insieme di Hackett e Mathews
- Baldasso che fino a pochi anni fa era più sottovalutato di un “ti vedo dimagrita” come complimento ad una donna, e ora tiene il campo alla grande in Eurolega
- l’ultimo minuto di Devon Hall in cui s’è reincarnato in quello che nacque in una stalla a Betlemme e ha compiuto due miracoli, prima con uno step back irreale da 8 metri, poi il canestro della vittoria allo scadere (foto)
- un benzinaio della ERG seduto in prima fila che ha invaso il campo per abbracciare Hall. Biglietto di prima fila che ha acquistato assieme ad un elicottero due yacht col fatturato degli ultimi tre mesi
- Hackett e Mathews che anche a fine partita hanno continuato a gridarsi “TVB!!” … “E IO TVTTTTTB!!” facendo venire il diabete a tutti gli spettatori
- una partita agonisticamente e ignorantemente bellissima
E siamo live! Dopo oltre 15 anni di Formula 1 e più di 8 onboard su una Ferrari, è arrivato il momento di mettere sulla griglia anche l’ultimo tweet. Un saluto, qualche ricordo e qualche parola che meritava di essere detta. #F1
Non ho parole.... Elena.... Il tennis senza di te non sarà più lo stesso.... Non è giusto... Non è mai giusto... Grazie di tutto... Finale Wimbledon.. 😥🫶🫶🫶🫶
Negli ultimi 30 anni, la Nazionale femminile di basket si è qualificata a 0 Mondiali su 7, a 0 Olimpiadi su 7, e in 11 Europei ha raggiunto una volta il sesto posto come miglior risultato.
Per 30 anni il basket femminile italiano, a livello internazionale, ha avuto un peso specifico infinitesimale.
Tra i tanti motivi, ne citiamo uno: i numeri delle praticanti, seppur in aumento, restano, per fare un esempio, 11 volte inferiori alla Spagna. Sì, la Spagna ha un numero di bambine e ragazze che giocano a basket 11 volte superiore all'Italia.
Ecco perchè i risultati ottenuti dalle ragazze di Capobianco nell'ultimo anno hanno un significato notevolmente superiore a quello che pensiamo.
Non è tanto per il fantastico bronzo agli Europei dell'anno scorso, non è tanto per il grandissimo Pre-Mondiale di marzo dove abbiamo battuto anche la Spagna, e non è tanto per questo Mondiale dove siamo andati vicinissimi ai quarti di finale.
E non è tanto per il fatto che nell'ultimo anno siamo andati ad un soffio dal battere il Belgio, gli USA e l'Australia (tre delle cinque squadre migliori al mondo) e abbiamo battuto la Francia (oggi la seconda Nazionale migliore al mondo) e la Spagna (da sempre tra le più forti).
È soprattutto per ciò che hanno smosso queste 12 ragazze.
A Berlino era pieno di tifosi italiani che hanno deciso di viaggiare per sostenere questa Nazionale. E loro li hanno ripagati dando a tutti un appuntamento fuori dall'hotel.
Sui social hanno ottenuto numeri pari, se non superiori, a quelli della Nazionale maschile.
Abbiamo ricevuto un numero enorme di richieste per sapere dove acquistare le canotte delle giocatrici.
Ci sono centinaia di genitori che ci scrivono felici perchè le loro figlie vogliono iniziare a giocare a basket.
Oggi sempre più ragazze e sempre più bambine sognano di diventare come Zandalasini, Villa, Verona, Andrè, Cubaj, Keys, Santucci, Blasigh, Pasa, Pan, Madera e Fassina.
Abbiamo l'occasione per rilanciare un intero movimento.
La partita più difficile arriva ora, e questa no, non possiamo perderla.
All'ItalBasket femminile vanno fatti 92 minuti di applausi per ciò che ha ottenuto sul parquet nell'ultimo anno.
E va fatto un monumento per ciò che le giocatrici sono state in grado di generare fuori dal campo.
Parole stupende quelle di Sebastian Vettel a @mara_sangiorgio sul suo giro sulla F2002 di Schumacher a cui ha dedicati frasi davvero sentite e autentiche.
“Oggi sono stato in grado di toccare la sua anima e l’ho sentito sicuramente”
“Lui era il mio eroe, guidando mi sono sentito piccolo”
Vettel si dimostra sempre una bellissima persona.
#ItalianGP